
IL GUARDIANO SILENZIOSO

In attesa di un richiamo, forse dalle stelle. A guardia di antichi segreti archeologici sulle sue pendici rocciose, aspetta chi saprà leggerne le arcane chiavi simboliche.
di Fabio Fox Gariani

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Se il Piemonte è una fucina traboccante di misteri e leggende del passato, un nodo focale di questo enorme arazzo, che da sempre si dispiega sotto gli occhi dei ricercatori, è rappresentato dal monte Musinè.
Posto come un guardiano all’entrata della Valle di Susa, a circa venti chilometri da Torino, da un punto di vista geologico il primo contrafforte alpino è proprio il Musinè.
Per chi non conosca la ricca storia leggendaria di questo rilievo, a prima vista appare del tutto normale, quasi insignificante. Ma il Musinè è un’ottima palestra per allenare occhi e orecchie e captare il più flebile indizio insolito. La sua vegetazione cresce sporadica, ad evitare di arrampicarsi sulle pendici rocciose e glabre; una grande fascia brulla, ricoperta da terreno rossiccio e ghiaioso l’avvolge per poi risalire sulla vetta, ricoperta da alberelli e arbusti, casa ideale nei periodi estivi di legioni di vipere. Insomma... un luogo del tutto poco attraente per l’escursionista della domenica. Eppure, è proprio questo il nostro punto di partenza.
I geologi hanno dimostrato che il Musinè non è sempre stato così: in epoche remote, oltre 50 milioni di anni fa, probabilmente doveva essere un vulcano attivo, spentosi con il trascorrere delle ere. Durante l’ultima glaciazione e i relativi sommovimenti sismici fu trasformato in breve tempo in un rilievo inattivo. Osservato al tramonto o sotto la luce cinerea della Luna piena, appare fosco, quasi sinistro, foriero di strani eventi. Ed è forse per questo che molte leggende sul Musinè sono giunte fino a noi, distorte con il trascorrere dei secoli.
Per esempio, e in questo caso numerosi sono stati i testimoni negli anni passati, la sommità del Musinè è spesso teatro di avvistamentri di fuochi misteriosi, sfere globulari fiammeggianti (che ricordano nella descrizione i famosi Foo-Fighters della Seconda Guerra Mondiale) capaci di imprevedibili evoluzioni aeree, scaricandosi come fulmini sulla vetta anche quando in cielo non c’è traccia di temporale, escludendo, per contro, la già rara possibilità del fulmine globulare. In molteplici casi gli avvistamenti sono stati di pura matrice ufologica ed hanno a lungo occupato le pagine dei quotidiani locali.
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