Ed eccoci a noi, eredi di così tante tradizioni ed ascoltatori dei messaggi provenienti da ogni spazio ed ogni tempo.
Immobile lo scenario si ripropone ogni anno a rinnovare un messaggio che gli uomini stentano a ricordare. Nelle strade luci artificiali mitigano l’oscurità solstiziale e nelle case un presepe ricorda la grotta delle iniziazioni e la nascita del nuovo Sole. Banchetti e regali esprimono una inconsapevole esigenza di cibo spirituale e di doni sovrannaturali.
Un essere divino nasce in una caverna oscura e gli uomini lo celebrano, come un ricordo da perpetuare senza comprendere che si tratta di una condizione da realizzare, caricatura di un evento a cui ogni uomo aspira, che ne sia consapevole o meno.
È Natale, la porta della caverna cosmica si apre ed una vibrazione, una voce viene dall’Universo e rugge nell’uomo come un ardente richiamo. Una Luce si manifesta nella profondità dell’essere umano quale fiamma viva d’amore e di speranza ad indicare un cammino, questo stesso amore che da millenni ci chiama e ci inonda della sua forza.