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CROP CIRCLE: ECCO IL MECCANISMO CREATIVO

Sappiamo quello che non sono: burle, o leggende metropolitane. All’origine del fenomeno deve esserci una piccola fonte sferica di radiazioni, pochi metri sopra i campi.
di Eltjo H. Haselhoff (Seconda Parte)
vedi: Prima Parte

![[fenomeno luminoso su un crop circle - 37K .jpg]](st08f31x.jpg)

Il mistero relativo ai Crop Circles non si limita al loro aspetto. Poca gente sa che anche il mondo scientifico si occupa di ricerche sulle piante interessate dalle formazioni. Ne è considerato pioniere il biofisico americano William C. Levengood, personaggio geniale ed altamente intuitivo, i cui esperimenti si basano su semplici test biofisici di routine. Questo rende i risultati ancora più ragguardevoli. Sembra, ad esempio, che il processo di germinazione e crescita dei semi prelevati dai Crop Circles spesso diverga completamente dai normali standards. La velocità con cui un seme germina e cresce non è casuale, ma è frutto di un processo conosciuto e ben documentato. Quando sono note la temperatura, l’umidità e le condizioni di illuminazione, si può prevedere esattamente a che velocità si svilupperà il seme. Qualsiasi deviazione superiore al 10-20 per cento è anormale. Tali deviazioni possono essere osservate studiando semi raccolti all’interno di un Crop Circle e confrontandoli con quelli, definiti "controlli", prelevati da piante cresciute in ambienti non affetti dal fenomeno, lontani dalla formazione. In molti casi, i semi presi dai Crop Circles germogliano lentamente, o non germogliano affatto e nelle due settimane che seguono la germinazione, le pianticelle raggiungono solo una frazione della lunghezza dei "controlli". Non si tratta di un effetto del danno meccanico alle piante, che risultano integre (come abbiamo spiegato nella prima parte, N.d.R.). Ancor più interessanti sono i casi in cui le piante germogliano e crescono ad una velocità fino a cinque volte superiore rispetto ai "controlli". Questa anomalia non è ancora stata compresa (e chiunque riesca a spiegare tale comportamento farebbe una fortuna, per ovvie ragioni).
Altre anomalie biofisiche sono state riscontrate da Levengood in oltre il 90% di più di 300 formazioni studiate in tutto il mondo. Le scoperte di Levengood non si limitano a suoi rapporti di laboratorio, ma sono state pubblicate da autorevoli testate scientifiche, previa accettazione da parte di gruppi di specialisti chiamati a giudicare l’articolo, evidenziandone contraddizioni o inconsistenze, per dare il via libera. Tale letteratura dimostra quindi che le scoperte di Levengood non possono essere ignorate, in quanto già approvate dall’"establishment" scientifico. Va da sé che le critiche non possono più provenire dalla stampa o da Internet: la discussione va fatta a livello scientifico, da persone qualificate; mentre riviste, televisione ed Internet non sono i luoghi adatti per la formale comunicazione scientifica. Diverte il fatto che non molti siano a conoscenza di tale meccanismo e si ostinano a prendere in giro Levengood affermando che le sue scoperte sono solo frutto di fantasia, metodi sbagliati e perfino imbrogli deliberati. Comunque, dar loro retta è una perdita di tempo, finché questi commenti non saranno pubblicati su riviste accreditate.
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