
COME È SUCCESSO TUTTO QUESTO

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I maggiori sospetti si incentrano sulla somministrazione ad animali da fattoria di mangimi basati sulle farine animali, derivate dalla triturazione di carcasse contaminate in impianti di riconversione. Ad esempio quello della Avon, a Geraldine, in Alabama, che ho visitato nel 1993, ma ci sono centinaia di tali impianti, negli USA come in tutto il mondo. Il problema è che si tratta di un ciclo che produce mangimi letali, peraltro non destinati solo al bestiame, ma anche ad per altre specie, come i gatti selvatici negli zoo inglesi e tra le popolazioni di visoni americane. I capi infetti non vengono bruciati, ma vengono riutilizzati e convertiti in cibo per animali, in un meccanismo industriale dove nulla va sprecato. Gli allevatori sono invitati a disfarsi di qualunque carcassa animale consegnandola a tali impianti, dove i cadaveri vengono posti in presse e ridotti tramite alta pressione in una poltiglia trasformabile in farine. Le farine vengono quindi confezionate per essere vendute agli allevatori locali sotto forma di mangimi composti per bestiame. Come si vede, può trattarsi di mangimi contaminati. Ho visto portare in questi stabilimenti cavalli, maiali, capre e mucche: gli animali erano in varie condizioni. Alcuni, morti da più di 24 ore, venivano comunque inseriti nella produzione alimentare. Nessun controllo per individuare eventuali malattie veniva effettuato prima del procedimento. La cosa sconvolgente è che molte mucche che erano state trovate "mutilate" (mancanti di vari organi, tessuti o ghiandole), sono state portate in questi stabilimenti e trasformate in cibo per i loro simili. Ero scioccato, ma a differenza della Gran Bretagna, che ha direttive a riguardo dal 1989, qui in America non esistono regolamentazioni.
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