
MUCCA PAZZA, PIAGA DEL XXI SECOLO

Non diagnosticabile, incurabile, potrebbe essere il segno di esperimenti sfuggiti al controllo dell’uomo. Principali indiziati, i Prioni e le industrie produttrici di farine animali.
di Ted Oliphant III © SIGTINGS, 1997


Cresce in tutto il mondo il timore del diffondersi del cosiddetto morbo della mucca pazza e di altre forme di encefalopatia spongiforme trasmissibile (TSE). Cresce il timore che, negli anni immediatamente a venire, il bilancio delle vittime causate dalla variante principale della malattia, il morbo di Creutzfeldt-Jacob, che colpisce in particolare gli esseri umani, possa essere catastrofico. Nessuno, fra gli scienziati dei Paesi europei maggiormente minacciati, ha potuto dimostrare su quali dimensioni possa posizionarsi la TSE, alla cui origine sembra oggi accertata l’attività di proteine ancora poco conosciute, i Prioni. Non è neppure determinata la modalità di trasmissione dell’infezione da TSE da specie animali agli umani. E, di fatto, individuare per tempo il contagio sembra virtualmente impossibile, dato che i sintomi possono manifestarsi a distanza di diverse decadi. Ci troviamo dunque di fronte ad un problema che, anche in Italia, ha assunto negli ultimi mesi proporzioni preoccupanti, coinvolgendo in primis le industrie alimentari, i macellatori di carne bovina e, naturalmente, i consumatori. Inoltre, si profila lo spettro di un diffondersi del morbo della mucca pazza mediante ingestione di sostanze derivate da carne bovina, quali il latte e i prodotti caseari. In questo scenario si inserisce l’articolo qui di seguito pubblicato, tratto da una conversazione, fra il ricercatore Ted Oliphant III ed il giornalista radiofonico Jeff Rense, registrata durante il programma Sightings il 10 Novembre 1997. Il contenuto è, a nostro avviso, estremamente attuale ed illuminante. Lasciamo al lettore ogni considerazione inerente le implicazioni che derivano dalle informazioni rese note da Ted Oliphant III, specializzato da anni in produzioni documentaristiche che hanno messo a fuoco il problema delle mutilazioni animali.
(Maurizio Baiata)

Il Segretario britannico alla Santità ha recentemente ammesso che l’encefalopatia spongiforme bovina (BSE) o "Morbo della mucca pazza" sarebbe in grado di estendersi ad altre specie. Questo significa che esseri umani esposti ad animali affetti dalla BSE possono contrarla. L’annuncio britannico ha gettato il panico e diversi Paesi (soprattutto Francia, Belgio, Germania e Stati Uniti) decidevano il boicottaggio delle carni inglesi. Ora, previsioni per l’anno 2010 suggeriscono che oltre 200.000 persone potrebbero essere affette ogni anno dal morbo della mucca pazza, correlato al morbo di Creutzfeldt-Jacob (CJD). Questo solo in Gran Bretagna. La gente non muore per la malattia della mucca pazza, ma per la CJD dopo l’infezione da BSE.
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