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CRITICHE PRIVE DI FONDAMENTO

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CROP CIRCLES: LA SCIENZA RISPONDE »

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Il fenomeno dei crop circles si è manifestato tanto tempo fa e solo poche persone non ne hanno mai sentito parlare. È affascinante notare come tutti abbiano una personale opinione a riguardo, quantunque pochi dispongano di una conoscenza approfondita del fenomeno. "Negli ultimi anni i crop circles appaiono regolarmente...", per esempio, è una frase ricorrente, tipica di chi è abbastanza digiuno della materia. In realtà, i primi resoconti di crop circles risalgono al Medioevo, e nel diciassettesimo secolo ne vennero prodotte accuratissime descrizioni. Nel 1677 lo scienziato inglese Robert Plot suggerì che i crop circles fossero l’effetto di correnti di vapore originate nelle parti alte dell’atmosfera. Nelle sue tesi, Plot faceva riferimento anche ad impronte esagonali e quadrate nei campi. Un anno dopo, in Inghilterra venne pubblicato un pamphlet contenente informazioni su una traccia circolare apparsa in un campo di avena. Il fatto venne attribuito all’opera del diavolo che "... faceva cerchi e piegava tutti gli steli in un modo tale che ogni mortale impiegherebbe più di un secolo per fare ciò che lui fece in una notte". Dall’inizio del 20° secolo, fino alla fine degli anni Settanta, sono stati riportati oltre cento resoconti documentati sulla comparsa di crop circles. Molti testimoni di formazioni risalenti ai primi decenni del secolo scorso sono ancora vivi e in grado di confermare le proprie testimonianze. Il numero dei crop circles è aumentato esponenzialmente dalla fine degli anni Settanta (da allora nel mondo sono stati riportati almeno dieci mila casi) e continuano a manifestarsi sempre di più in quasi tutti i paesi. "E allora, perché appaiono solo nei campi di grano e solo d’estate?" è un’altra delle cosiddette domande critiche che, comunque, rivela solo scarsa conoscenza. Le formazioni appaiono durante tutto l’anno e in ogni tipo di coltivazione (patate, carote, mais, erba, erica e alberi), nonché nella sabbia, nel ghiaccio e nella neve. Ci sono anche resoconti di impronte circolari sui fondali marini. Questi fatti, uniti alle forme estremamente complesse che il fenomeno può prendere, rendono il termine "cerchi nel grano" poco adeguato.
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