
IN FAVORE DELLA VITA

Quest’uomo di Tepoztlan vede, contatta e fotografa astronavi ed esseri di luce. Esperienze dirette, non contattistiche, forse per questo ancora più sconcertanti.
di Pablo Ayo

Personaggio fra i più famosi e controversi in ufologia, Carlos Diaz balzò agli onori delle cronache sul finire degli anni Ottanta, quando rese di dominio pubblico le sue esperienze, suffragate da sensazionali foto di UFO, dividendo i ricercatori tra sostenitori e detrattori. Fra il suo caso e quello di famosi contattisti - Adamski e Meier soprattutto - sussistano similitudini. Come Adamski, Diaz afferma che gli alieni interagiscono tranquillamente con la vita quotidiana di Tepotzlan, la cittadina nella quale da sempre risiede con la sua famiglia: "addensati" in forma umana, lavorano, vanno a fare spesa, pagano le tasse, mangiano pizza e tacos e quando è possibile, nottetempo si alzano in volo con le loro sfere di luce, in grado di registrare eventi e dati del nostro habitat sociale e naturale.
Diaz avrebbe avuto modo di entrare nelle gallerie sotterranee che a Teotihuacàn collegano la piramide del Sole e quella della Luna. Nelle caverne, non aperte al pubblico, Diaz ha scoperto bassorilievi precolombiani effigianti antiche divinità che scendevano dal cielo su mezzi volanti.
Dichiarazioni tutte da dimostrare, quasi surreali, che però rendono quest’uomo - sincero e vibrante come pochi altri, noncurante delle reazioni di chi, attonito, lo stia ad ascoltare - un disarmante testimone del Contatto. C’è qualcosa in Carlos che lo rende totalmente diverso dai contattisti, da chi, per incontrare gli alieni, intoni mantra di gruppo o ricerchi una connessione telepatica, o costruisca cattedrali nel deserto… il sistema di Diaz è più semplice ed efficace. "Quando voglio organizzare un incontro li chiamo al cellulare" racconta candidamente e, dato l’assunto di una presenza ET fra noi, nel loro rivelarsi solo ad alcune persone selezionate, a suo avviso un contatto telefonico è del tutto plausibile e pratico. Dopo, puntualmente, si verificano gli appuntamenti prestabiliti, di fronte a decine di testimoni muniti di videocamere e macchine fotografiche.
Diaz gira il mondo con una serie nutrita di videocassette contenenti immagini di UFO ed interviste ad autorevoli esperti che hanno studiato il suo caso. Fra questi, il fisico Victor Quesada che, davanti alle telecamere della TV di stato messicana, non ha esitato a raccontare la sua esperienza. Dopo 700 ore di analisi condotte sulle foto e i video di Carlos, convintosi della loro autenticità, Quesada si fece coraggio e gli chiese di intercedere perché gli alieni gli accordassero un incontro. Pochi giorni dopo, di fronte a otto testimoni, nel luogo e all’ora prefissati, un oggetto luminoso si manifestò stazionando sopra un impietrito Quesada ed investendolo con un raggio di luce che iniziò a sollevarlo da terra. Quesada, terrorizzato, prese a tremare e a divincolarsi a tal punto che venne rilasciato al suolo, con somma delusione degli astanti che lo stavano incitando a lasciarsi andare. Sarà bizzarro - forse per il loro background culturale (l’ignoto in Messico è di casa) - ma i residenti di Tepoztlàn non sono intimoriti dagli UFO, che si fanno vedere pressoché ogni giorno. Ma Quesada, uomo di scienza, invece ebbe paura.
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