
I FANTASMI DEL CIELO

I caccia Stealth, dell’Air Force USA, nati da tecnologie avanzate e segretissime, potrebbero essere sostituiti da velivoli invisibili ai radar: l’Aurora e il Pulser.
di Fabio "Fox" Gariani

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Luglio 1975. Sole. Senza vento. Senza nuvole. Il cielo azzurro contorno ideale ad un giorno importante per la tecnologia aerospaziale americana. Al Pentagono, il centro nevralgico delle tre Armi USA, Aeronautica, Marina ed Esercito, si svolgeva un delicato workshop, fra uomini del Dipartimento della Difesa, ingegneri e tecnici, chiamati a valutare i progressi aeronautici del blocco sovietico e, soprattutto, i risultati raggiunti nel contesto dell’invisibilità radar dei velivoli da combattimento. Mentre in Occidente erano operativi e schierati gli Hawk e i Patriot, i russi avevano già sviluppato sedici sistemi missilistici diversi, tra cui il Sam 5, un missile balistico capace di raggiungere in poco tempo una quota di 40 chilometri portando nella sua ogiva un carico nucleare. Grazie allo spionaggio e all’Intelligence, con la partecipazione della CIA e di gruppi di analisti esperti in questioni sovietiche si erano raccolte prove tangibili della consistenza del pericolo sovietico. Durante la guerra del Kippur, i Sam 5, impiegati da egiziani e siriani, avevano abbattuto 109 caccia israeliani pilotati da uomini altamente addestrati. Le informazioni ottenute attraverso la CIA e le attività HUMINT (Human Intelligence) di infiltrazione nelle linee nemiche, preoccuparono i generali della NATO: in uno scenario di guerra ipotetica, la loro aviazione sarebbe stata annientata in soli 17 giorni. Il Pentagono decise allora la messa in opera di un progetto di un caccia invisibile ai radar, equipaggiato per la cosiddetta guerra elettronica.
"Per la prima volta, dati alla mano, ci trovammo in un reale svantaggio tecnologico rispetto ai russi" ha commentato il geniale fisico Ben Rich, uno dei capi progetto dello Stealth, ed ex-presidente dei laboratori segreti "skunk works" (la "Fabbrica delle Puzzole"), della Lockheed. "Dovevamo reagire immediatamente. L’apparato militare e industriale americano avviò il progetto che poi portò alla nascita del caccia F-117 Blackjet". Il suo battesimo del fuoco si ebbe durante la Guerra del Golfo, nel 1991, ma gli esperimenti e i collaudi erano iniziati almeno quindici anni prima, controllati dai servizi segreti americani. Paradossalmente, al di là di alcune intuizioni del passato, a dare ai team di Ben Rich l’idea dello Stealth (furtivo, nascosto) fu il fisico russo Piotr Ufimtsev, responsabile a Mosca dell’istituto di radioingegneria. I suoi studi sul calcolo mediante equazioni elaborate al computer della "Radar Cross Section" di un aeromobile, ispirarono gli Americani. Le sue tracce radar e la bassa visibilità erano l’obiettivo del Pentagono. Per motivi poco chiari, i russi non applicarono mai questo sistema, ma agli "skunk works" un brillante matematico intuì le preziose informazioni nascoste dietro quelle formule così complesse. Ben Rich ricorda: "È ancora impresso nella mia memoria. Dennys Overholser ci fornì la soluzione che cercavamo da tempo e che la DIA (Defence Intelligence Agency) voleva. Un fascio radar costituisce un campo elettromagnetico. La quantità d’energia riflessa dall’oggetto inquadrato determina la sua visibilità sullo schermo. Le equazioni di Ufimtsev ci permisero di suddividere la superficie di un ipotetico aereo in numerosi piani triangolari, i quali, sommati tra loro, riducevano a zero l’energia riflessa. Era nato l’aereo Stealth".
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