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DA MICHELANGELO AI CERCHI NEL GRANO

La quadratura del cerchio spirituale si realizza ogni volta che un gruppo di uomini, superando l'interesse egoico, si unisce con altri per realizzare un obiettivo superiore.
 
di Giancarlo Iacomucci Litofino (Seconda Parte)
vedi: Prima Parte


[Scuola di Atene - 47K .jpg] [Quadratura del cerchio - 15K .jpg] [Crop Circle - 27K .jpg] [Crop Circle - 34K .jpg] [Diatomee - 18K .jpg] [L'uomo vitruviano - 21K .jpg]
 
Torniamo per un attimo sul nostro punto di riflessione: la "Scuola di Atene". Oltre a Raffaello e alla figura vestita di bianco (Francesco Maria Della Rovere) c’è un’altra figura che guarda l’osservatore, mentre tutti gli altri sono distratti dalle loro occupazioni, ed è il bambino raffigurato al lato sinistro dell’affresco, dietro la schiena di Epicuro (forse Federico Gonzaga). Ora, se dal punto x dell’osservatore, che si trova in posizione centrale rispetto all’affresco, facciamo partire una linea che passa per il bambino che ci guarda, questa terminerà proprio sopra lo spazio pittorico che contiene le figure. Questo dettaglio viene confermato nel lato opposto. Anche lì, proprio al limite dell’affresco, qualcuno guarda l’osservatore, perciò se facciamo correre delle linee lungo questi punti, tenendo conto della funzionalità compositiva di tutta la pittura, troviamo delle forme geometriche perfette.

Abbiamo un triangolo rovesciato che si ricava mettendo nel vertice l’osservatore e come base la linea che contiene tutte le figure che sono rappresentate alla stessa altezza. Se guardate attentamente, queste, con le loro posizioni, sottolineano il passaggio di queste linee.
La linea di sinistra passa sul bambino che ci guarda, quella di destra sfiora la testa del personaggio che disegna sulla lavagna in terra. Questo triangolo può essere raddoppiato prendendo come base il pavimento dell’affresco e come vertice il centro della volta in alto.
Come vedete, le due forme trovate sono perfettamente sovrapponibili ed è stupefacente costatare che nella parte neutra, Raffaello inserisce pittoricamente tutte le figure. Queste figure della "Scuola di Atene" sono i Grandi Uomini che hanno portato all’umanità grandi conoscenze e Raffaello, rappresentando questi Grandi del passato con le sembianze dei suoi contemporanei, ci dice di aver collegato la sua e altrui conoscenza con quel periodo storico.
Proseguiamo ora anche noi in questo viaggio "di quadratura del cerchio". Escludendo questa fascia centrale neutra dalla nostra costruzione, di fatto separiamo il triangolo positivo da quello negativo, isolando contemporaneamente anche il nostro punto n.5 (il centro di tutto) dall’influenza delle due opposte correnti.
Mettendo ora dei numeri progressivi in corrispondenza dei vertici di queste figure geometriche e mantenendo sempre il numero 5 (il pentagramma che rappresenta l’uomo e l’umanità) nella sua posizione centrale neutra, troviamo un "quadrato magico" dove sommando i numeri lungo le linee "spazio-temporale" della costruzione geometrica, questi daranno sempre come somma il numero 15 (quindici).

Ora è necessario fare un salto di qualità e, come ha fatto Raffaello, ricollegarsi a tutta la conoscenza umana del passato se non vogliamo solo essere osservatori passivi davanti alle grandezze e alle profondità di pensiero degli uomini che ci hanno preceduto. Guardando il lavoro di Raffaello abbiamo evidenziato e trovato delle forme geometriche come quelle disegnate da "Euclide-Bramate"; a queste forme abbiamo dato dei valori filosofici come "Platone-Leonardo" o Epicuro. Abbiamo inoltre inserito il numero, ed ora con Pitagora (anche lui rappresentato nell’affresco) e la sua "divina tetrakys" cerchiamo di proseguire in questo "viaggio iniziatico", sì perché su questa regola i suoi allievi giuravano fedeltà. Questa regola ci permette di trovare il numero segreto di un semplice numero. Abbiamo trovato, grazie al "quadrato magico" applicato alle figure geometriche dell’affresco, il numero 15, ed ora 15x(15+1):2=120 questo è il numero segreto che custodisce questa costruzione.
Che cosa significa? Troppe cose! Le più semplici: la somma di questo numero ci da 1+2=3, ritroviamo quel triangolo da cui siamo partiti, ritroviamo anche i nostri tre artisti perfettamente equilibrati e funzionali tra loro nella costruzione del corpo dell’arte inseriti nel 4 del quadrato magico.
Ma soprattutto troviamo il numero 12, i dodici apostoli, il primo "cerchio" che si è realizzato intorno alla figura di Gesù. Con questo gruppo di persone, gli apostoli, con questo cerchio e con questo numero penso di aver dato un’idea di cosa significa realizzare una quadratura del cerchio.
Penso di riconoscere nel gruppo di figure importanti rappresentate da Raffaello, sia la quadratura del cerchio della "Scuola di Atene" con Platone e altri, sia il cerchio filosofico del periodo rinascimentale con Raffaello, Michelangelo, Leonardo e altri.
La quadratura del cerchio spirituale si realizza ogni volta che un gruppo di uomini, superando il proprio interesse egoico, si unisce con altri uomini per realizzare un obiettivo superiore.
l cerchio rappresenta lo spirito, il quadrato rappresenta la materia di cui siamo fatti.
La quadratura del cerchio rappresenta l’unione di questi due principi, che può avvenire soltanto dopo che abbiamo messo al centro della costruzione il numero 5 cioè l’uomo nuovo, l’uomo rinato dallo spirito, da qui la parola rinascimento.
Queste quadrature del cerchio o se preferite questi gruppi di coscienza, li troviamo da tutte le parti, non solo in pittura ma anche in letteratura. Dante, per esempio, esprime questi concetti nella Divina Commedia con la "candida rosa", tanti beati disposti in cerchi concentrici.
E anche quando parla dell’aquila formata da un gruppo di beati che parlano contemporaneamente con una voce sola, allude al superamento della singola personalità ego in un qualche cosa di superiore che lo trascende.

Tiriamo delle brevi conclusioni. A nessuno sarà sfuggito che il primo cerchio trovato è inerente al numero dodici, i dodici apostoli.
Questo gruppo ci ha riportato subito alla mente la zona centrale del "Giudizio universale", Cristo e Apostoli, che determina il volto subliminale di Michelangelo.
È la quadratura del cerchio secondo Michelangelo partendo dall’uomo, per arrivare attraverso le molteplici figure che lo compongono all’essere superiore, al "macrocosmo".
La "Scuola di Atene" è la quadratura del cerchio che si allarga all’ambiente e alla società del momento, nel presente vivente ed è la quadratura del cerchio secondo Raffaello: il "cosmo".
Ed ora veniamo a Leonardo, quale sarà la sua quadratura del cerchio "microcosmico"? Come non pensare al celeberrimo "Uomo vitruviano" iscritto a braccia larghe nel quadrato e nel cerchio? Leonardo stesso ci mette sulla buona strada per comprendere il suo significato: "Tanto apre l’omo ne’ le braccia quanto è la sua altezza". Notare comunque che l’uomo non esce dal cerchio; chi esce sono solo gli angoli del quadrato della materia. La testa è ferma, immobile, Leonardo "testa" aveva le idee molto chiare. L’uomo con le gambe chiuse e le braccia aperte sul quadrato forma una croce, il cammino di croce dell’uomo nato dalla materia.
L’uomo che tocca con le mani e le gambe aperte, il cerchio dello spirito, è l’uomo che cammina e opera per lo spirito. Quest’uomo forma una stella a cinque punte, dove il quinto punto in alto contiene la testa. Ritroviamo così quel numero cinque, quel pentagramma, che avevamo trovato e esso al centro del nostro quadrato magico. Pur non spostandosi, l’uomo ha contemporaneamente qui sulla terra due punti di confluenza: nel quadrato il centro è il sesso, nel cerchio il fulcro è l’ombelico, punto da dove arriva il nutrimento e la vita. Questi due punti ci ricordano la nostra nascita naturale e la necessità di una rinascita spirituale, facendo coincidere il nostro centro vitale con il centro dello spirito universale.

Ed ora, ci vogliamo fermare qui o si continua a giocare? Se continuiamo il gioco, sicuramente le coincidenze, nel presente vivente, continueranno a giocare con noi e allora come non vedere la stretta relazione che c’è tra le forme geometriche che abbiamo ricavato dall’affresco di Raffaello e la geometria perfetta dei cerchi nel grano?
Come non vedere anche la perfetta corrispondenza di questi cerchi con la simbologia che l’uomo ha sempre dato a queste forme geometriche? Qualcuno ci vuol comunicare qualche cosa. Ma da dove questo qualcuno sta comunicando? Dal macrocosmo, dal cosmo o dal microcosmo? La simbologia applicata all’arte di Michelangelo, Raffaello e Leonardo ci ha dimostrato chiaramente che in definitiva come può non esistere il tempo, allo stesso modo può non esistere lo spazio e tutto può essere contemporaneamente esterno e interno a noi stessi. Allora da dove vengono i cerchi nel grano? Vengono da noi stessi perché noi ora siamo e facciamo parte (non importa a quale livello) della vita pensante e come esseri viventi, composti di cellule viventi, sicuramente abbiamo dentro di noi tutte queste informazioni. Ecco perché ci sono così familiari e nello stesso tempo ci coinvolgono. Forse ci ricordano quando noi stessi eravamo un’unica cellula, come l’euglena o il paramecio, perché anche a livello di un’unica cellula, la vita è possibile in tutte le sue manifestazioni. Infatti il paramecio, per esempio, mangia, digerisce, espelle e si accoppia e le diatomee, sempre organismi unicellulari, sia nella loro forma fossile, che nella forma vivente, con il loro guscio (frustulo membrana pectica impregnata di silice) ripetono in modo sconvolgente la geometria dei cerchi nel grano.
L’angelo della vita, sia che guardiamo dentro di noi con il microscopio elettronico, sia che guardiamo fuori, al grano, alla terra o allo spazio intercosmico, ci dice continuamente: vivi la vita nel presente, vivila in tutte le sue manifestazioni, non ti chiudere dietro le tue convinzioni né dietro i tuoi pregiudizi, vivila in tutta la sua ampiezza e vivila ora perché "del domani non c’è certezza".

Nota:

Il testo di Litofino rappresenta un approfondimento dell’ultimo capitolo del suo libro: "Il mito del Giudizio universale" - Mamma Editori o consultare il Sito: http://www.litofino.it

fine Seconda Parte

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