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NELLE VISCERE DI LASCAUX »

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Nei graffiti, nelle pitture e nelle incisioni rupestri di Lascaux (ma anche in altri esaminati al computer) appaiono delle immagini diverse e di senso compiuto, ogni volta che si modifica la quantità di informazione contenuta nei punti pixel.
Le variazioni luminose o, più esattamente, quello che si verifica togliendo e inserendo informazioni sul colore ha messo in evidenza che i graffiti sono composti da immagini a più livelli sovrapposte ed interposte. Ognuno può constatarlo da se stesso, tenendo però presente che, per questi motivi, in linea di massima: solo un 30% degli individui vede le stesse immagini. Un altro 30% vede delle immagini diverse, ossia delle composizioni grafiche diverse. Il rimanente dice di non vedere niente. Scoperti questi limiti umani, fino ad oggi non bene evidenziati, la prima domanda riguarda quindi il sistema visivo umano e i sensi ad esso collegati. Di conseguenza, l’indagine è sulla struttura psichica. Pertanto ci si chiede: "Che cosa vede l’Homo e che tipo di Mondo percepisce in realtà?".
A Lascaux, il metodo usato dagli Autori sembra essere simile a quello per realizzare i cartoni animati. Dalle prime analisi, questa tecnica non offre un vero movimento dei soggetti, bensì delle scene a più livelli, come se, almeno una dozzina di fogli trasparenti fossero stati collocati l’uno sull’altro. Un puzzle, più esattamente. I quattro graffiti esaminati sembrano costruiti, ognuno, come un grande mosaico del quale, però, le singole tessere sono trasparenti. Non solo, ma ogni puzzle concorre a formare i contorni di quello vicino e degli altri che ci sono sotto. Suono. Credo che non si debba escludere la possibilità che questo enorme mosaico a più strati sia stato composto con l’ausilio di vibrazioni sonore. Né è da escludere che si possa ricavarne del suono, ovviamente con tecniche di ricostruzione e con strumenti appropriati.
Nel "Grande Bove Nero di Lascaux", a vari livelli, si riscontrano figure di uomini moderni, come l’immagine di CAIL o AZAZ-EL: effigi di uomini dall’aspetto antico, di caricature di esseri umani, di mostri, di incroci di Homo-uccello in più versioni e di altri ibridi alla Strar Trek. La figura della donna appare raramente. Fino ad ora sono apparsi due bambini e una bambina dai volti modernissimi e tante altre scene che è prematuro presentare. Molte di queste immagini sono incredibili e, a volte, sembra che l’Autore abbia sconfinato nella fantasia più sfrenata come in quella detta "Terminator", figura centrale del posteriore del Grande Bove Nero, che chiamo Toro. Il poco rassicurante individuo detto "Terminator", protetto da un casco trasparente, è vagamente somigliante a quello che nel linguaggio contattistico-ufologico viene denominato Grigio. Il cranio di tale figura è però più simile a quello di un topo dotato di un corpo con busto ed arti tubolari.
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