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LA MEMORIA DEL SANGUE

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SANGUE E LUCE »
Per il Prof. Voeikov - specialista dei processi biologici del sangue - non sempre vengono rispettate le leggi chimiche conosciute. Facciamo un esempio. Variando la temperatura ad un processo provocato nel sangue - che di norma dovrebbe dar luogo ad una visibile variante reattiva - il risultato atteso non si è verificato, mentre si è prodotta una reazione immunologica nel sangue stesso. Cambiando e sostituendo il valore della temperatura entro i limiti fisiologici, il sangue ha successivamente reagito con molto ritardo e soltanto quando il processo di variazione di temperatura è giunto ad un livello stazionario. Questo esperimento ha dimostrato che il sangue "ricorda" il suo stato precedente e tende a rimanere nella condizione precedente poiché simile nel comportamento all’uomo nella sua interezza che, attraverso la mente, tende a considerarsi sempre un po’ malato anche dopo la risoluzione della malattia... ma la Natura, che è infinitamente più intelligente, si difende ed innesca il suo meraviglioso processo di riequilibrio atto a riportare alla normalità ciò che l’intelletto, il più delle volte, non sa fare.
Anche il Prof. Voeikof, come Ighina ed altri grandi della scienza, afferma che se l’uomo apprendesse dalla natura piuttosto che inventare teorie astruse e degenerative nel tempo, anziché rigenerative, risolverebbe un’infinità di problemi insoluti.
Voeikof rileva che la scienza ufficiale ha quasi sempre studiato le funzioni fisiologiche come apparati a se stanti, mentre ciò che emerge dai suoi riusciti esperimenti è che l’organismo è un insieme che non può essere scollegato, né studiato separatamente, in quanto tutto il sistema è parte di un’unica matassa collegata da fili comunicanti. Alexander Gurvic aveva chiamato questa unicità di collegamento "campi di collegamento morfogenetici", definendo così il processo iniziale che dava origine al corpo umano dopo il manifestarsi della prima cellula generatrice.
Lo stesso meccanismo, spiegato da Ighina con la scoperta dell’"Atomo Magnetico", dimostrava che questo atomo "diverso" pulsava ad una frequenza particolare ed attraeva a sé una serie di corpuscoli il cui agglomerarsi andava a formare la materia. Il nostro corpo quindi viene formato da questa perfetta ed armonica riunione di atomi, che influiscono l’uno sull’altro.
Pier Luigi Ighina aveva dimostrato, agli inizi del ‘900, che le particelle che ci compongono hanno un’intelligenza propria. "Tutto è Uno" e non vi è divisione né staticità, ma interconnessione continua. Ecco quindi riunirsi due teorie concordanti provate scientificamente a distanza di oltre mezzo secolo.
Alla domanda postagli per sapere in quale misura le cellule si influenzeranno reciprocamente circa le malattie, Voeikof ha risposto che è assolutamente dimostrata l’influenza dell’ambiente e dello stato psicoemotivo sulle cellule stesse, sottolineando: "L’uomo è composto di organi facenti parte di un’unità globale, mente compresa". Se interviene dunque un fattore esterno che crea disagio o dolore, ecco che alcune cellule si ribellano allo squilibrio e sfasandosi producono la malattia, dominando così sulle altre cellule. Un dominio anomalo che produce sclerosi, distrofie, tumori e malattie psicosomatiche, processi che Voeikof insieme al suo team ha ampiamente dimostrato.
L’errore dei ricercatori di genetica molecolare consiste nel considerare il DNA ed i geni come strutture stabili e fisse. La realtà è che si muovono e vibrano, comportandosi come ogni singolo atomo del nostro corpo in un moto perpetuo di pulsazione e di luce. Noi siamo il prodotto della luce. Noi siamo Luce!
"Il sangue - conclude il Prof.Voeikof - ha un ruolo primario nel corpo, in quanto veicolo con il compito di trasportare e distribuire continuamente il suo carico di luce ad ogni organo ed ad ogni cellula di cui è composto per dar forza e vitalità ad ognuno".
Finalmente, scienza e spirito stanno nuovamente convolando a nozze dopo una separazione dolorosa ed impropria durata migliaia di anni. Quanti secoli sono occorsi all’uomo di scienza per tornare a comprendere che quanto rivelato dai maestri spirituali sull’entità-uomo, sulla sua origine e sulla sua composizione a livello sottile, era la realtà delle cose. Nel tempo questa verità preziosa è stata cristallizzata e sconfessata abominevolmente dai chimici, dai biologi e dai medici, riducendo così la ricerca scientifica ad un processo retro-attivo piuttosto che evolutivo.
L’attuale etica medico-scientifica non è cambiata molto dai tempi medioevali, ove una teoria prospettante una realtà volgarmente chiamata "metafisica" che evocasse una qualunque ipotesi eterica della materia osservata, era definita "demoniaca", in quanto contraria alla ferrea razionalità ostentata all’epoca. Oggi per certi versi, siamo ancora in piena inquisizione.
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