
VITA DALLA VITA

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Una creazione che opera su una sostanza primigenia legittima il legame tra l’uomo e il Cosmo e si compie solo al prezzo di un sacrificio cruento, nel senso che una nuova vita si genera sempre a partire da un’altra vita che s’immola, donde il precetto alchimico uccidi il vivo per resuscitare il morto. Infatti - ricordando Parmenide e Aristotele - l’intelligibilità della materia prima presuppone che essa sussista in quantità finita e ciò, in termini attuali, equivale a dire che l’Universo è chiuso. Di conseguenza, un nuovo individuo, costituito da una quota parte della forza formativa globale, e da una quota parte della materia prima globale, può venire in essere solo al prezzo della dissoluzione di un’altra vita che renda disponibile la forza e la materia necessarie all’edificazione dell’individuo stesso. Il senso profondo delle antiche cosmogonie è questo: ogni creazione è sacrificio.
Si può moltiplicare l’irraggiamento, è impossibile semplificarlo ulteriormente, scrive Fulcanelli (1926) a proposito dell’essenzialità della X o croce di Sant’Andrea quale grafismo simbolico della radiazione luminosa. Siamo autorizzati a interpretare quella frase come un richiamo alla costante di Planck? Gode infatti della stessa proprietà: può essere moltiplicata, ma non semplificata ulteriormente! L’indissolubile unità della natura implica che a ogni creazione e a ogni generazione partecipi tutto l’Universo (unus versus).
Ed è la discesa dello spirito cosmico sulla terra ossia, con le parole di Eugène Canseliet, il discepolo di Fulcanelli, "la coobazione ripetuta dello spirito sulla materia" a fare la differenza tra l’Alchimia e la chimica empirica. Senza il concorso del cielo, il lavoro dell’uomo è inutile, in ogni campo. L’errore nasce sempre dalle speculazioni umane fuori dell’ordine della grazia: l’illuminazione dello Spirito deve accompagnare la Ragione, questa è Comunione. L’errore è l’orgoglio della ragione separata dalla Fede. Al corpo e all’anima dell’uomo s’unisce lo spirito o intelligenza, intravisto come un afflusso di Spirito Santo. Lo spirito dell’uomo che completa la polarità anima-corpo, diventa un’energia nella misura in cui questo spirito permetterà all’uomo, attraverso l’intelligenza, un atto di riconoscimento, ossia di riconoscersi e di riconoscere Dio, per avviarsi verso di Lui.

Claudio Cardella, ricercatore di fama internazionale e ingegnere aerospaziale (Univerità di Roma) dedica questo studio al suo maestro Fulvio De Pascale.
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