
IL MONDO GIOCA CON NOI

Appunti sulla quadratura del cerchio e gruppi di coscienza. Al posto dei personaggi di un affresco di Raffaello: la Scuola di Atene, cercando il nostro passato nascosto.
di Giancarlo Iacomucci Litofino (Prima Parte)

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L'evidenza ci porta a constatare che esistono vari livelli di persone che giornalmente reagiscono con noi in funzione del loro stato di coscienza. L’esperienza, poi, ci ha fatto comprendere che ogni volta che veniamo in contatto con una persona sconosciuta, anche il nostro stato di coscienza entra in gioco, anzi questo sarà determinante per il livello più o meno alto del dialogo e delle energie che sono usate in questo reciproco scambio di conoscenza.
I gruppi di coscienza si determinano quando, per necessità vitale dei singoli partecipanti, questi si riconoscono in un obiettivo comune e sentono la necessità di incontrarsi e dialogare tra loro, questo vale per i tifosi e per i filosofi. In tutti i casi chi spinge a realizzare queste aggregazioni è la necessità di "conoscere se stessi". Per fare questo ci serve il gruppo, gli altri sono indispensabili perché ci fanno da specchio, attraverso cui guardarci dentro e riconoscere i nostri pregi e i nostri difetti.
Nel gruppo possiamo, inoltre, conoscere sempre meglio gli altri, il mondo che ci circonda e infine, perché no, conoscere il Divino, perché c’è una stretta relazione tra la conoscenza dell’individuale con l’universale. In quest’ottica voglio parlare di un gruppo del passato, partendo da una mia esperienza personale, giocando con la geometria, la prospettiva, la matematica, la storia e soprattutto con il tempo. Ripeto giocando, perché ritengo che il gioco sia il mezzo più semplice per arrivare alla conoscenza di sé. C’è un detto che recita: "Quando un bambino gioca, tutto il mondo gioca con lui", ma perché solo un bambino?
Io penso che l’uomo possa sempre giocare, magari cambiando giocattoli, e il mondo, attraverso le coincidenze, sicuramente continuerà a giocare con lui. E noi ora giochiamo insieme, a fermare il tempo, prendendo come base di gioco l’affresco di Raffaello la Scuola di Atene.
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