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Si sa, l’uomo teme i rettili. E leggende, miti, misteri, hanno costruito il mosaico del folclore popolare, a base di draghi, basilischi, rettili giganti. Ora, esistono tracce di verità nelle leggende delle Valli Ossolane? Ci ha aiutato la dottoressa Angela Casagrande, della Biblioteca del Museo di Scienze Naturali di Domodossola, "Gian Giacomo Galletti", ove non mancano riferimenti a leggende e testimonianze associate ad avvistamenti di rettili misteriosi. Nei pressi di Albogno, paesino ossolano, ad esempio, si nasconderebbe abilmente il Sarpen gatt, il serpente-gatto. Al di là del nome, che evoca una sorta di ibridazione biologica, il Sarpen gatt dalla fervida fantasia popolare dei secoli passati era sempre stato posto in correlazione con i sabba delle streghe che videro spesso, come riportano le cronache dell’Inquisizione, il loro quartier generale nella zona. A chi si avventuri alla ricerca di questa creatura gli anziani raccontano ancora oggi che sotto le sue spoglie di rettile si celerebbe una strega e la leggenda vuole che in particolari notti estive di luna piena la creatura emerga dalla sua tana, vagando tra i boschi. In un paesino della Val Vigezzo, presso Cossogno, la gente ama raccontare di un altro rettile misterioso: la Spersuria, sorta di creatura malevola il cui morso ha il potere di paralizzare le mucche e le capre, alle quali succhia avidamente il latte, infettandole successivamente con il suo veleno. Storie, simili a quelle del folklore lombardo e dell’Emilia Romagna, che parlano della Serpe lattona.
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