
UN DONO DIVINO

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Alla fine del 1998 un gruppo di ricercatori ha reso pubblica la scoperta di una proteina capace di indurre le cellule cancerogene a "suicidarsi", poi non se ne è saputo più nulla. Questo è esattamente lo stesso procedimento che seguo. Non do disposizioni al malato, ma con il suo consenso mi rivolgo alle sue cellule che, avendo la capacità di ricevere impulsi, possono essere indotte a retrocedere nel loro accrescimento egocentrico: semplicemente ordino loro di devitalizzarsi e questo avviene da un giorno all’altro.
I medici sono i primi a riconoscere gli effetti, sono loro che esaminano le analisi, vedono il paziente guarito e capiscono che non è dovuto alle loro cure e sono in alcuni casi pronti a testimoniare. Purtroppo manca la collaborazione dei pazienti e dei loro familiari: molti, una volta guariti non dicono nulla, tengono per sé quanto hanno ricevuto, mentre con la testimonianza si potrebbero aiutare tanti altri che cercano... non è bene tenere per se stessi un regalo così grande che non dipende certo da me: è un dono divino del quale tutti possono fare buon uso.
Il mio interesse è svegliare le coscienze, portare le persone a capire il perché ci si ammala, non è guarire il corpo, guarire il corpo è una naturale conseguenza. Quando la scienza, la mistica, la religione si incontreranno l’uomo allora conoscerà qualcosa di più della verità, della verità con la "V" maiuscola. A questo proposito ho collaborato con l’astrofisica Giuliana Conforto e ne è risultato un lavoro molto importante.
Tutto è collegato, tutto è connesso e comprende tutto in un unico piano, non sono tante facce diverse, abbiamo tutto, ci è stato donato tutto, non abbiamo un reale bisogno della terapia dei cristalli o dei fiori di Bach, per fare un esempio, l’unica via è nell’uomo, il quale deve acquistare consapevolezza delle sue capacità, capacità divine, nelle quali ancora non crede. L’unico a credervi fin dall’inizio è stato solo un individuo, nato duemila anni fa, Lui, fin dalla nascita aveva la coscienza di essere figlio di Dio. Se non abbiamo questa coscienza, questa consapevolezza e in noi non c’è l’amore che ci ha raccomandato, non arriveremo a nulla. È l’amore la chiave che ci ha dato Cristo, la chiave per aprire l’amore per tutti, illimitato, diventa il desiderio di espandere la divinità a tutti i fratelli e farne tutti partecipi.

Ettore De Gennis:
È attualmente impegnato nella stesura di un libro sugli accadimenti della sua vita. Prossimamente parleremo ancora di De Gennis, dei suoi incontri con i Fratelli del Cielo e dei messaggi a lui trasmessi.

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