
LE INFINITE POTENZIALITÀ DELL'UOMO

Condividiamo l'esperienza illuminante di un terapeuta divenuto guaritore spirituale. Per aprirsi con fiducia a tutto quanto è collegato e connesso con il Divino che è in noi.
di Valeria Volpe

Durante il secolo appena trascorso sono avvenuti fatti straordinari e prodigi, alcuni rivelati attraverso i media alla gente, altri nascosti, dei quali non si ha avuto sentore, ma non meno importanti e commoventi dei primi, tutti dimostrano le infinite potenzialità dell’uomo nel momento in cui si connette con il divino che è in lui. Ettore De Gennis nella sua vita ha dato ampia dimostrazione che i "miracoli" possono avvenire e di questo ognuno dovrebbe prendere coscienza. È persona schiva, che non si mette in evidenza, ma ha convalidato con la sua stessa esistenza che l’uomo, se vuole, "può muovere le montagne". Nel Vangelo Cristo ci ha detto "chi crede in me compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi". Sentiamo cosa ci dice De Gennis del suo percorso spirituale.
"Non si può parlare di un vero e proprio percorso" mi risponde "la mia storia ha avuto un inizio un po’ traumatico, paragonandolo alla nascita del big bang potrei dire little bang, perché tutto risale a una piccola esplosione di una bomba durante la Seconda Guerra Mondiale, che però ha sconvolto diverse vite. Ritengo di aver avuto la consapevolezza di quello che stava accadendo. In quei momenti, avevo la sensazione di volare, ero proiettato verso l’alto, nello spazio, in mezzo a una serie di cerchi concentrici che percepii come le onde sonore dell’esplosione. Mi vedevo volare nello spazio, divenire sempre più piccolo, una sensazione piacevole, non di spavento come potrebbe sembrare. Ricostruendo praticamente l’accaduto, ero stato lanciato contro un albero, proiettato in alto avevo perso i sensi, poi ricadendo al suolo l’urto mi aveva fatto riprendere conoscenza. Mi ritrovai a terra, supino, a fatica mi sollevai sui gomiti pur avendo gli occhi aperti era come se ci fosse stata della nebbia. Avevo una frattura occipitale sul lato destro della testa e nella schiena sentivo un grande vuoto dovuto ad uno sfondamento della cassa toracica. Udivo i soldati che parlavano attorno a me, ma non mi riconoscevano, ero bruciato dall’esplosione, ferito, sanguinante, dissi loro chi ero e di cercare gli altri, ma aggiunsi "sono morti", in effetti ero l’unico sopravvissuto dei quattro che stavano con me. All’ospedale da campo, i medici dissero che non sarei arrivato alla mattina. Ero lucido, sentivo tutto, e arrivai alla mattina dopo e a molte altre mattine. Il trauma provocò l’apertura di "qualcosa", so che anche ad altre persone è accaduto. Per lunghi anni ebbi una vita abbastanza normale, poi trasferendomi in Sud America, nel Brasile, incontrai un medium che mi parlò delle capacità che avevo e che ancora non riconoscevo, ma che iniziavano a manifestarsi. Ad esempio, sognai che mio padre era morto e che un amico mi stava comunicando l’accaduto attraverso una lettera. Una settimana dopo la scena del sogno accadde realmente, il mio amico aveva la lettera in mano e mi comunicava la morte di mio padre. Tornato in Italia un altro evento mi portò a considerare che qualcosa era accaduto in me. Un giorno a Roma accompagnai mia madre ed una zia al cimitero del Verano. Camminando con loro per un viale mi ritrovai, di punto in bianco, solo, in un altro vialetto davanti ad una lapide e rimasi interdetto, credevo fosse un sogno... toccai la lapide ed era consistente e fredda, lessi la scritta, allora tutto mi tornò chiaro, quella era la tomba di uno dei miei quattro compagni morti durante l’esplosione in tempo di guerra. Avevo molta stima di lui, forse per questo mi chiamò, per farmi sapere che era sepolto lì. Mi guardai intorno e mi ritrovai ancora con mia madre e con mia zia, avevo continuato a camminare con loro. Qualche giorno dopo, tornato al Verano, senza troppo cercare, trovai la tomba e mi resi conto che quanto accaduto era reale. Avevo avuto il mio primo fenomeno di bilocazione, altri ne sarebbero seguiti.
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