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La fisica moderna classifica tutte le forze conosciute in quattro categorie: nucleari, deboli, elettromagnetiche e gravitazionali (ma, recentemente, le forze deboli sono state assimilate a quelle elettromagnetiche e denominate elettrodeboli). Escludendo le forze nucleari - che operano a distanze infinitesimali ed hanno effetti di coesione della materia - ed eliminando quelle gravitazionali, responsabili dell’attrattività dei corpi, rimarrebbero le forze deboli e quelle elettromagnetiche. Le forze deboli, responsabili dei fenomeni radioattivi, vanno anch’esse escluse in quanto non sono state riscontrate tracce di radioattività nei trattamenti pranoterapeutici. Unica candidata rimane quindi l’energia elettromagnetica.
Ipotesi accreditata da diversi risultati sperimentali, in particolare, misurazioni effettuate su terapeuti - con apparecchiature e metodi tipici dell’elettromagnetismo classico - mostrano la presenza di un campo elettromagnetico più intenso rispetto alle persone comuni, con frequenze ed ampiezze misurabili.
Le frequenze rilevate negli elettroencefalogrammi di persone sane normalmente variano dai 100 Hz fino ai 1000 Hz, vicino al corpo e, soprattutto, in prossimità delle ghiandole endocrine (e dei Chakras corrispondenti). Tali frequenze diventano notevolmente più alte (mediamente, dai 400 Hz fino ai 1600 Hz) nel caso di "terapeuti dell’energia". Inoltre, le onde emesse dai terapeuti sono state studiate attraverso analizzatori di frequenze e confrontate con quelle del paziente, rilevando una notevole correlazione sia durante che dopo il trattamento, favorendo l’ipotesi di risonanza psichica tra terapeuta e paziente, dove la ricettività di quest’ultimo gioca senza dubbio un ruolo determinante.
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