
2001: ODISSEA NEL MISTERO

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Il volto di Cydonia rappresenterebbe il simbolo, quasi la "firma", di antichi visitatori? Più si approfondisce la materia, maggiori sono le prove che emergono a sostegno dell’artificialità del volto di Marte. Ad esempio, ancora Holger Isenberg, notando la somiglianza tra il modulo "Lunar Lander" che appare in 2001 Odissea nello Spazio e il volto di Cydonia, ha ripercorso tutto il capolavoro di Kubrick frame-by-frame. Ecco che, nella scena in cui il dottor Floyd viene portato sulla Luna, qualcuno gli passa una carta topografica lunare in cui appare il cratere Tycho, dove gli astronauti di Kubrick avrebbero rinvenuto il famoso Monolite. Nella stessa carta è segnato il punto 45° sud e 10° est, e tre punti attorno al cratere appaiono segnalati e sottolineati. Uno è la zona specifica del ritrovamento, mentre degli altri nel film non si parla. La mappa lunare è ruotata sottosopra, con il nord in basso, questo perché all’epoca non esistevano mappe geologiche della Luna, e le mappe astronomiche sono sempre rivolte col sud in alto. Isenberg, procuratasi una mappa di Tycho, l’ha ruotata sottosopra, col nord in alto. In seguito ha sostituito il 45° sud con il 45° nord. Questo perché, sempre nel film, pochi secondi prima viene mostrata una mappa più grande e dettagliata della zona in questione, in cui appariva la sigla 34° nord, e non 45° sud. Errore! Si trattava infatti di una mappa dell’emisfero sud della Luna, in cui era ben visibile il cratere Tycho. Secondo Isenberg l’incongruenza è spiegabile solo se si pensa che la sceneggiatura volesse fornire un indizio agli spettatori: le latitudini e le longitudini in questione andavano applicate all’emisfero nord di un altro pianeta del sistema solare, pianeta che veniva evocato dal "Lander" illuminato dalle luci rosse nel film: Marte! Isenberg ha allora sovrapposto i punti segnalati nella mappa di Tycho su Marte, alle coordinate nord del Pianeta Rosso indicate dal film. Quello che ha scoperto è sensazionale. Uno dei tre punti viene denominato 21 F, e cade a soli 0.5° ad est dal volto di Cydonia, sull’esatta latitudine 41° nord! Isenberg si chiede: "Come potevano Kubrick e Clarke conoscere queste coordinate nel 1968?" Altra curiosità: nel 1998 l’ingegnere inglese Eric W. Crew scoprì che nella zona di Cydonia alcune strutture - apparentemente crateri - sembravano rappresentare il Sole e i pianeti interni del sistema solare, e l’oggetto che rappresenta la Terra si trova proprio nel punto 21 F. Ebbene, Crew non era a conoscenza delle scoperte di Isenberg su "2001 Odissea nello spazio". Inoltre, in una scena del film, i protagonisti, discorrendo dello status dell’Astronave, dicono che "c’è un errore nell’unità logica AE-35… che andrà in crisi totale entro 72 ore". Incredibilmente, il numero identificativo assegnato dalla NASA alla foto che il Viking scattò al volto di Cydonia è proprio il 35A72! Non contento, Isenberg ha sovrapposto una mappa della piana di Giza a quella di Cydonia: i tre punti segnalati dal film corrispondevano alla esatta posizione e angolazione delle tre Grandi Piramidi, e di conseguenza anche a Mintaka, Alnilam e Alnitak, le tre stelle della cintura di Orione, costellazione in cui gli antichi egizi rivedevano il dio Osiride.

Una domanda sorge spontanea:
Dove saranno finiti allora i costruttori delle strutture marziane? Probabilmente questa razza antica si è estinta in seguito a un cataclisma, oppure ha compiuto un esodo verso stelle lontane. Dove siano ora è impossibile saperlo. E intanto, millenni dopo, il volto di Marte continua a scrutarci enigmaticamente dal cielo stellato.

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