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PAPA RONCALLI, ADAMSKI E LA CRISI DI CUBA

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LA FALSA PROFEZIA »
"Vi posso dire soltanto questo: che verranno tempi molto difficili per la Chiesa e che c’è bisogno di molte preghiere perché l’Apostasia non sia troppo grande". Così, il cardinale Ottaviani, già segretario di Stato, a conoscenza del terzo segreto, ad un’intera platea presente alla Pontificia Accademia Mariana. E fu lo stesso Ottaviani che nel 1963 autorizzò il direttore del periodico religioso "Santa Rita" alla pubblicazione del presunto testo del terzo segreto, pubblicato altresì dal giornale di Stoccarda "Neues Europa" a firma di Louis Emrich e che diverrà noto come "versione diplomatica". Tale testo sarebbe stato inviato dall’allora Papa Giovanni XXIII ai presidenti John Kennedy e Nikita Kruscev durante la crisi dei missili di Cuba. Emrich scrisse allora che il testo del messaggio di Fatima "era circolato in ambienti diplomatici di Washington, Londra e Mosca e aveva giocato un ruolo fondamentale nella firma degli accordi per lo stop ai test atomici, avvenuta nell’Agosto del ’63". Un’ipotesi che a distanza d’anni è stata confermata dalla pubblicazione, ad opera del cardinale Silvestrini, delle memorie del cardinale Agostino Casaroli (Il martirio della pazienza - ed. Einaudi) e dove risulta come Kennedy abbia rilevato il ruolo discreto giocato da Papa Roncalli nel superamento della crisi di Cuba. Tra l’altro - singolare "coincidenza" - quello stesso anno Roncalli ricevette per due volte il famoso contattista americano George Adamski, il quale avrebbe fatto visita al Pontefice al fine di consegnargli un plico degli extraterrestri.
Episodio oscuro, questo, ma indirettamente confermato dalla Segreteria di Stato pontificia attraverso una missiva di risposta al ricercatore inglese Ronald Caswell, rivoltosi al Vaticano per avere conferma della visita di Adamski. La lettera, alquanto evasiva, accennava all’impossibilità della Santa Sede di fornire ragguagli in merito, senza però smentite di sorta. Molti si chiederanno che attinenza possa esserci con Fatima. Ebbene, Adamski più volte evidenziò i rischi per il genere umano di un eventuale olocausto atomico legato all’uso indiscriminato ed all’applicazione bellica dell’energia nucleare. Pericoli che sono contenuti nella stessa versione diplomatica pubblicata da Emrich e che riguardano anche altri avvenimenti legati soprattutto alla Chiesa. In ogni caso, nessuno è in grado di dire quale fosse in cosa consistesse il materiale fornito a Giovanni XXIII da Adamski, che, essendo a suo dire un semplice latore del messaggio, non era a conoscenza del contenuto.
Tuttavia, il contattista polacco-americano ne aveva fatto cenno in una lettera - scritta nel Luglio 1964 al Centro Ufologico Nazionale e riportata nell’appendice di Roberto Pinotti all’edizione italiana del primo volume di Adamski "I dischi volanti sono atterrati" - dove dice: "Credo che il messaggio dei ‘Fratelli’ per il Papa avesse qualcosa a che fare con il suo successore, in quanto questi era il favorito di Papa Giovanni". "Cattolico praticante - scrive Pinotti a seguito di queste righe - Adamski vide nell’ecumenesimo conciliare la migliore conferma della sintesi fra cristianesimo ed esoterismo orientale che, in un clima evangelico e comunitario, aveva perseguito fin dagli Anni Trenta col suo Ordine Reale del Tibet".
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