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LA FALSA PROFEZIA

Al di là dell’interpretazione escatologica, affiorano ipotesi di uno scenario apocalittico il cui annuncio sarebbe celato nella versione non rilasciata dalla Santa Sede.
di Cristoforo Barbato

Con una portata mediatica senza precedenti, lo scorso 26 Giugno, attraverso una conferenza stampa e davanti a numerosi giornalisti accreditati da tutto il mondo, è stato reso ufficialmente noto il testo integrale sul Terzo Segreto di Fatima. La rivelazione avrebbe dovuto rispondere definitivamente sul contenuto della profezia, viste le polemiche sorte già dopo l’annuncio fatto a Fatima dal Papa per bocca del cardinale Sodano, ma in realtà ha innescato ulteriormente interrogativi e perplessità legittimi.
Inoltre (Vedi articolo: "Non è di Suor Lucia"), da un’attenta analisi grafologica del testo presentato dalla Sante Sede, condotta negli Stati Uniti, emergerebbe l’ipotesi della non veridicità del documento attribuito dalla Congregazione per la Dottrina della Fede a Suor Lucia. Del resto, forti dubbi in merito alla versione ufficiale fornita dal Vaticano, non scevre da accuse di voluta strumentalizzazione, serpeggiano anche in ambito ecclesiastico. Il demonologo Monsignor Corrado Balducci ha esposto quello che alcuni uomini di Chiesa pensano ma non osano esternare, se non nelle conversazioni private: "Vedere l’attentato al Papa nel testo reso pubblico ieri del terzo segreto è davvero difficile". Padre Balducci parla apertamente di "delusione": "Mi pare - sostiene il teologo - che ci sia una grande discordanza non solo tra la profezia e l’interpretazione che ne viene data, ma anche tra il testo letto dal cardinale segretario di Stato Sodano a Fatima e quello diffuso da Ratzinger. Pensavamo che l’attentato si potesse facilmente attribuire a questo Papa. Invece non è così. Che cosa c’entra l’immagine di suor Lucia, i soldati, le frecce, il Pontefice che viene ucciso, con il ferimento di piazza San Pietro?". "E mi chiedo - continua il teologo lasciando intuire di conoscere l’effettivo contenuto del messaggio - che fine abbiano fatto le altre parti della profezia, sulla crisi dottrinale della Chiesa e sulla terza guerra mondiale...". Perplessità, condivise dal mariologo francese René Laurentin: "... A caldo posso solo dire che ci sono alcune cose che non mi convincono". "Non capisco - continua Laurentin - perché si sia atteso così tanto per rendere noto quel testo e quale sia il motivo di tanta solennità. Il messaggio non rivela cose inaspettate: la necessità della penitenza, parola ripetuta tre volte dall’Angelo". "... È tutto molto vago, non c’è nessun richiamo all’attualità. Nella profezia si parla di soldati che sparano e uccidono i cristiani. Conosco le sofferenze dei cristiani in Russia: è stato un lento martirio, fatto più di torture e morte lenta che di fucilazioni. Il Papa viene ucciso da soldati ma l’attentatore è solo uno". Inoltre, già tempo fa il mariologo francese affermava che in realtà il messaggio tenuto nascosto in tutti questi anni avrebbe predetto una serie di problematiche interne alla stessa Chiesa, scaturite in seguito al Concilio Vaticano II, un evento secondo Laurentin "buono" ma annunciatore di "deviazioni" nelle file cattoliche.
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