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Non c’è popolo che, vivendo di pesca, non abbia appreso a rispettare e temere il mare, e ad amarlo.
Per i Greci, Ponto, il mare, assieme a Urano e Gea, era la più antica delle divinità. Più tardi le sue mansioni vennero rilevate dal potente Poseidon, ma nei miti ellenici rimase sempre, anche se più in ombra, la figura del "vecchio saggio" del mare, quel Nereo che tutti i segreti conosceva ma che a pochi rivelava, e solo se costretto. Simile a Nereo è la divinità norvegese conosciuta come "Njord il ricco", padrone delle imbarcazioni di Asgard, che dimorava nel sicuro porto di Noatùn, nome che riecheggia tanto il Noè biblico (Noah in ebraico) che Nettuno. I miti di Nereo/Njord ci riconducono all’idea del mare come custode di tesori nascosti e di conoscenze dimenticate, mentre Poseidon incarna maggiormente la potenza delle acque, ora devastatrici, ora apportatrici di vita e fertilità. Le leggende elleniche narrano di favolose città sottomarine in cui Poseidon viveva con la consorte Anfitrite e la sua corte di Tritoni e di leggiadre Nereidi, esseri anfibi, per i quali il mare era habitat naturale. Oggi alcuni studiosi sostengono che in realtà i miti antichi avessero un fondamento di verità, e che forse in tempi remotissimi una razza anfibia giunse sulla Terra da altri pianeti e colonizzò i nostri fondali marini. Solo fantasia? Può darsi, ma molto spesso oggetti discoidali argentati o luminosi vengono visti immergersi nei flutti marini o uscirne. Proprio sulla scorta di queste teorie l’americano Michael Turner, autore e disegnatore di fumetti, ha creato la serie Fathom, best seller in USA, in cui narra le gesta di esseri acquatici dotati di una tecnologia fantascientifica, viventi negli abissi del nostro pianeta. Le antiche leggende, oggi, nell’immaginario collettivo si fondono alla fantascienza.
Tornando ai miti, secondo i greci fu Poseidon, con un sol colpo di tridente, a far sorgere dalle acque un intero continente per donarlo alla bella semidea Clito di cui s’era invaghito, e sempre per lei in quel luogo fece erigere una città circondata da tre enormi canali circolari, che in seguito battezzò Atlantide. Platone nelle sue opere "Timeo" e "Crizia" descrive con dovizia di particolari Atlantide e la sua fine, avvenuta in un giorno e una notte per volontà di Zeus. Anche se inghiottita dai flutti, Atlantide continua a far parlare di sé: archeologi, sommozzatori, esploratori e medium sono sulle tracce del continente scomparso, mentre la leggenda vuole che un giorno Atlantide risorgerà dalle acque per essere abitata di nuovo, ma solo quando l’umanità ne sarà degna.
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