
L'ONDA DI POSEIDON

Il XXI secolo si apre con nuove fonti di energia idrica e con l'esplorazione della biosfera marina, mentre antichi miti indicano gli abissi del cuore e della ragione.
di Pablo Ayo

Acqua. Il globo ne è coperto per più di due terzi. Mari, laghi e fiumi lo avvolgono come un fitto mantello carico di vita. Forse il nome più adatto per il pianeta dovrebbe essere "Acqua", non "Terra". Territorio immenso, davanti al quale anche il cuore degli esploratori più intrepidi e dei conquistatori più grandi ha tremato. E il nome di chi è riuscito a strappare agli oceani i segreti delle rotte e delle correnti per giungere sano e salvo su terre inesplorate è entrato nella leggenda. Se nel Medioevo infatti nulla incuteva più timore dell’ignoto, di cui il mare era incarnazione ideale, ancora oggi, quando satelliti da milioni di dollari collegano in reti informatiche nazioni lontane in tempo reale, il mare rimane ancora un mistero. Nei suoi abissi, come la fossa delle Marianne nel Pacifico, la fortissima pressione, capace di schiacciare sottomarini, batiscafi e sonde di profondità, viene sopportata da specie animali ancora non catalogate. Così, se sconosciuti esseri dei fondali resistono per dote naturale a miliardi di tonnellate d’acqua, cosa ancora possono nascondere gli oceani?
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