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LE ROVINE DIMENTICATE »
Anche il settimo e l’ottavo presagio riguardano creature di tipo paranormale, sebbene una sia meno spaventosa dell’altra. Le cronache riferiscono che un uccello alato, di un genere mai visto prima in Messico, venne catturato da alcuni pescatori del Lago Texcoco e portato all’imperatore Montezuma. Il volatile, simile a una cicogna o a un cigno, aveva sulla testa una sorta di specchio rotondo attraverso il quale si vedevano chiaramente le stelle, in particolar modo la costellazione dei Gemelli. Tale creatura, ovviamente, venne giudicata dagli astrologi di Montezuma il più terrificante e disastroso presagio fino allora inviato. Ma l’imperatore era impavido, così guardò una seconda volta nello "specchio" (forse un monitor televisivo?) e vide un grande numero di persone bardate come per andare in guerra, a cavalcioni di strani animali simili a cervi (gli Aztechi non avevano mai visto un cavallo). Vennero chiamati diversi saggi perché esaminassero la strana creatura ma, come sempre accade nel caso di entità paranormali, il misterioso uccello svanì nel nulla. L’ottavo presagio coinvolgeva i mostruosi uomini a due teste noti come Tlacanzolli (letteralmente, in lingua Nahuatl, "uomini divisi"). Visti in molti luoghi ed in diversi periodi in tutto il regno azteco, si credeva il loro apparire annunciasse importanti cambiamenti e il nuovo tipo di esseri che avrebbe abitato tale mondo. In più occasioni questi mostri vennero catturati e trasportati nel palazzo imperiale (immaginate il Bigfoot in catene portato alla Casa Bianca!). Confermando le caratteristiche tipiche degli esseri paranormali, queste creature si dissolvevano nell’aria prima che gli studiosi dell’Accademia Nazionale delle Scienze di allora riuscissero a sezionarle. La conferma di questi eventi sovrannaturali, che culminarono nella conquista del Messico da parte di Cortes, ci viene dai loro acerrimi nemici, i Tlaxcalans, che si allearono con gli invasori e cementarono la loro alleanza attraverso matrimoni misti tra donne Tlaxcalans e Conquistadores. Per più di un anno l’orizzonte si colmò di una strana luminosità che riempì gli indigeni di terrore. Al fenomeno non si trovò alcuna spiegazione e tantomeno alla "nube a forma di imbuto" che si alzò dalle alture della Sierra Matlalcueye fino al cielo. La presenza di un presunto disco volante è confermata anche da due codici Nahuatl: nel 1492 una serie di tremendi terremoti ed un’eclisse solare vennero seguiti dalla comparsa del temuto Moyohualitohua ("Colui che parla nella notte") un enorme "scudo" che tuonava orrendi avvertimenti agli Aztechi ed ai loro sudditi. Per quanto impressionanti possano sembrare, tali avvenimenti si riducono a mere curiosità tenendo conto che il Messico, migliaia di anni prima degli Aztechi, può essere stato visitato da quegli stessi esseri che, più tardi, gli Aztechi avrebbero considerato come i propri Dei.
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