
UN DIRITTO FONDAMENTALE

L’acqua, bene primario, vitale e necessario per lo sviluppo socio-economico dei popoli, non è una risorsa illimitata; al contrario, essa diviene sempre più scarsa e preziosa.
di Vincenzo Pinelli

L’approvvigionamento idrico, non è di fatto garantito a tutti, ma negato ad una parte sempre crescente di popolazione: il mondo si appresta ad affrontare una grossa crisi idrica con conseguenze molto gravi.
La disponibilità d’acqua potabile risulta insufficiente nei luoghi in cui sono concentrati i 2/3 della popolazione mondiale e dove si registrano i più elevati tassi di incremento demografico: Africa, Asia, America Meridionale. Più di un miliardo di persone non ha acqua per uso domestico, un miliardo e 700 milioni non possiede neanche i più rudimentali servizi igienico-sanitari; diretta conseguenza di questa situazione sono le epidemie e i contagi, dovuti al consumo di acqua inquinata, che colpiscono 30 milioni di persone in più ogni anno. Oggi, la disponibilità pro-capite è già inferiore di 1/3 rispetto a 25 anni fa, a fronte di un aumento demografico di 1,8 miliardi di esseri umani; nei prossimi 30 anni la popolazione mondiale raggiungerà gli otto miliardi e la richiesta d’acqua crescerà del 65%. Per una soluzione a questo dramma planetario, i rappresentanti dei 150 paesi che hanno preso parte al Forum dell’Aja proprio nella "Giornata Mondiale per l’Acqua", hanno votato una dichiarazione che chiede l’approvazione di leggi per assicurare a tutti: il diritto d’accesso a fonti pulite; la protezione degli ecosistemi che alimentano i fiumi; una migliore valutazione delle risorse idriche mondiali e dei rischi ambientali legati alle attività umane. Una risoluzione politica, pertanto ancora tutta da decifrare. Staremo a vedere.
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