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E in Italia? Se tralasciamo Modugno che in tempi non sospetti già si accingeva a "volare" ma solo in "un blu dipinto di blu" e non certo verso lontane galassie; non si possono dimenticare in piena era beat gli Alluminogeni che cantavano di "Orizzonti lontani" e il "Balletto di bronzo" che con "Sirio 2222" immaginarono un viaggio verso le lontane stelle finito con la navicella dispersa nell’universo, e ancora le Orme di "Felona e Sorona", la storia di due pianeti rappresentanti l’eterna lotta fra il bene e il male, oppure la Raccomandata con Ricevuta di Ritorno e i loro viaggi nello spazio fino ad un lontano pianeta; purtroppo si tratta di dischi spesso introvabili perché inesorabilmente fuori catalogo. Più facilmente reperibili, invece, il già citato Eugenio Finardi che nel 1978 sognava di un "Extraterrestre" che lo portasse via "verso una stella che sia tutta mia" e il primo Franco Battiato di "Fetus" e "Pollution". Diversa, la conversione di Alan Sorrenti con il suo "Figli delle stelle" dopo cose migliori, comunque lontane dal genere che qui analizziamo. In tempi assai recenti, i Blue Vertigo e Raf si occupano di orizzonti e sentimenti alieni, per finire con il Sanremo 2000, dove i BAU (Banda Anonima UFO) cantano in tuta e casco spaziale.
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