
LAGER E MANICOMI

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Sembra incredibile che fino a 40 anni fa negli USA alle persone di colore si vietasse l’ingresso a locali pubblici, strade ombreggiate, bagni, fontanelle e mezzi di trasporto. Ignobili imposizioni, che con il crollo dell’apartheid in Sudafrica e soprattutto grazie ai movimenti di liberazione, sono state de jure eliminate per le popolazioni di colore, ma in parte valgono ancora de facto per gli omosessuali. Certo, il miope, avvolto nel vischioso liquido amniotico di Matrix, potrebbe sollevare obiezioni, solo perché non riesce a vedere oltre la finta realtà abilmente programmata. Quale è la realtà?
Il 30-40% dei giovani che vivono per strada sono adolescenti cacciati di casa a causa della loro omosessualità. Il 30% dei suicidi tra giovani è motivato dall’omosessualità. Ai gay viene negata la custodia dei figli o i diritti di visita, vengono sfrattati o viene appiccato il fuoco alle loro abitazioni, sistematicamente picchiati o uccisi. Tra i milioni di vittime del nazismo figurano migliaia di omosessuali, raramente commemorati. Joseph Kohout, prigioniero numero 1896, aveva 24 anni quando fu internato a Flossenburg, dopo che uno della Gestapo trovò la foto di un ragazzo con una sua dedica di "eterno amore". Kurt von Ruffin, popolare attore della Berlino degli anni ’30 fu arrestato, rilasciato, riarrestato, torturato e castrato. Il paragrafo 175 del codice criminale tedesco imponeva l’imprigionamento di qualsiasi "uomo che commetta atti osceni e lascivi con un altro uomo" (nessuna menzione per le lesbiche, sebbene risultino dati di persecuzioni su donne). Il paragrafo 175 è rimasto in vigore nella Germania occidentale fino al 1969. Le vittime dei campi non hanno mai ottenuto un risarcimento e gli anni di lager sono stati detratti dalla loro pensione. Alcuni, sopravvissuti alla barbarie nazista, furono nuovamente incarcerati nel dopoguerra. Solo nel 1973 la American Psychiatric Association (APA) ha rimosso l’omosessualità dalla lista ufficiale delle malattie mentali, riconoscendola come orientamento sessuale. Il dottor Nada Stotland, a capo del comitato degli affari pubblici ha detto: "Tutte le prove indicherebbero che omosessuale si nasce. Noi trattiamo le malattie, non il modo in cui le persone sono. Solo il fatto che esista una terapia che dovrebbe cambiare la sessualità della gente è dannoso perché implica che abbiano una malattia. Ci sono prove che dimostrano come il solo crederlo possa scatenare depressione e ansia." In America oggi si arriva persino ad insegnare l’odio contro gli omosessuali come comportamento perfettamente legittimo, tuonato da pulpiti di "predicatori" razzisti - ahimé, di ogni possibile culto.
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