
GIOCARE CON LE BAMBOLE

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Sono cadute milioni di persone, sulla strada della comune morale, che nel corso dei secoli ha cambiato bersaglio, dirigendo i suoi strali di volta in volta contro gli Ebrei, le minoranze etniche, le donne, le persone di colore, i poveri, gli handicappati, i grassi, i vegetariani, gli animalisti, gli extracomunitari e tanti altri. Tra tutti, gli omosessuali godono di un "trattamento speciale": non solo emarginati in quanto amano individui del loro stesso sesso, ma vittime di una terribile opera di discredito. Così, bieco moralismo e razzismo strisciante provvedono al sistematico lavaggio del cervello delle masse, con o senza il concorso dei media. Programmi televisivi, film, spot pubblicitari bombardano le nostre menti di messaggi subliminali e input sempre più aggressivi. Si parte dall’infanzia, e dalla famiglia: il bambino deve giocare alla guerra, portare i capelli corti e farsi servire dalla mamma; la bambina deve giocare con le bambole e le carrozzine, imparare subito che il suo destino implica far figli, lavare i piatti e cucinare. Se un bambino tocca una bambola che non sia ricoperta di muscoli e armi, i genitori cominciano a preoccuparsi e cercano un bravo psicologo che lo curi. E così inizia la programmazione.
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