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« LA GRANDE OPERA
In fondo, a chi più a chi meno, è ingrato il giogo dell’ignoranza, e lo è in ragione della consapevolezza, che ognuno ha, d’essere un nocchiero inesperto a governare il proprio vascello corporeo, tra i flutti tempestosi della vita e nel timore costante di un naufragio esistenziale tra Scilla e Cariddi. La promessa dell’Alchimia condensata nell’acronimo VITRIOL - Visitabis Interiora Terrae, Rectificando, Invenies Occultum Lapidem (esplorerai le viscere della Terra, rettificando[le], troverai una pietra nascosta) - è una Pietra, un approdo sicuro, un riferimento resistente agli oltraggi del tempo e alle vicissitudini della fortuna. Perciò quella alchimica non è un’opera qualunque, ma la Grande Opera per eccellenza.
Dunque l’Alchimia suscita passioni, dubbi, ansie e contraddizioni, ma soprattutto costringe il praticante a prendere atto dell’insufficienza delle proprie conoscenze e in definitiva della propria stupidità. E poiché è doloroso essere onesti con se stessi fino in fondo, i più scelgono il conforto di convenzioni rassicuranti, l’illusione di essere qualcuno e sapere quasi tutto, delegando ad altri quel poco che ammettono di ignorare o preferiscono non sapere: è la fortuna degli esperti di professione, gli alibi dell’ignoranza altrui, sempre pronti con una soluzione asettica ad ogni problema, tranquillizzanti e soporiferi come brave mamme che tutte le sere cantano la stessa ninna nanna ai bimbi buoni e obbedienti.
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