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FALUN GONG PERSEGUITATO

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La crudele repressione contro i membri del Falun Gong da parte del governo di Pechino prosegue senza sosta: da quando questo movimento semi-religioso basato su princìpi estrapolati dal Buddismo e dal Taoismo è stato bandito dalle autorità nell'autunno scorso, le aperte violazioni dei diritti umani in Cina si moltiplicano e si inaspriscono. Sono già 15 i seguaci morti in seguito a maltrattamenti e percosse da parte della polizia e, dei 35.000 adepti arrestati nei mesi scorsi, ben 5.000 sono stati condannati a pene severe che comprendono i lavori forzati e fino a 18 anni di carcere. Il governo cinese accusa il Falun Gong di essere: "Un culto illegale che inganna il popolo, diffondendo idee superstiziose e maligne e minacciando l'ordine pubblico". In realtà, si tratta di un movimento pacifista e apolitico: fino ad oggi, le uniche reazioni degli adepti agli arresti di massa, alle condanne, alle torture ed al rogo dei libri, sono state silenziose e tranquille manifestazioni di protesta. Molti dei circa 100 milioni di seguaci, sia cinesi che stranieri, dichiarano di essere guariti da malattie anche gravissime solo grazie alla costante pratica della meditazione e degli esercizi diffusi dal fondatore di questo movimento, Li Hongzhi, autoesiliatosi negli USA nel 1996. Gli esercizi si fondano sul Tai Chi e sul Qi Gong, due antiche discipline o "forme di meditazione in movimento" (anch'esse recentemente bandite) dove gesti e respirazione si fondono in una sorta di danza armoniosa che ha lo scopo di favorire il naturale fluire dell'energia vitale in tutto l'organismo e, conseguentemente, di migliorare la salute psicofisica dell'individuo. Una persecuzione così crudele ed apparentemente immotivata da parte delle potenti gerarchie cinesi non può avere che una spiegazione: la vasta diffusione di un'organizzazione che esorta alla crescita interiore e all'apertura della coscienza porterebbe all'avvento di una nuova umanità, più matura, consapevole e libera da condizionamenti ideologici, culturali, politici o religiosi. Un'umanità che rifiuterebbe di essere governata secondo i paradigmi odierni e che esigerebbe la fine dei vecchi giochi di potere e delle ingiustizie sociali cui è stata sottoposta per secoli. Una prospettiva inammissibile per chiunque detenga il potere e, a maggior ragione, per chi lo detiene in uno stato totalitario come quello cinese, già tristemente noto per possedere il primato mondiale delle condanne capitali, applicate anche per reati minori e d'opinione.
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