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I MILLE NOMI DI DIO »
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Secondo le fedi originarie dell'India (Buddismo, Induismo, ecc.) tutto l'Universo possiede una natura divina: dal più insignificante insetto al pianeta più lontano. Gli esseri umani non sono che un aspetto, un frammento dell'Essere Supremo, con cui relazionarsi direttamente, senza mediazioni: i monaci e i sacerdoti fungono solo da istruttori, hanno il compito di insegnare i metodi e le pratiche di meditazione che possono aiutarci a crescere spiritualmente. In altre religioni, invece, il concetto prevalente è che Dio sia "al di sopra" di noi, distante ed irraggiungibile, pronto a giudicarci e punirci con durezza per i nostri peccati. Pertanto, nel rapportarsi a Lui, si ricorre all'intercessione dei sacerdoti che, si suppone, siano migliori di noi e dunque più vicini alla perfezione divina. Purtroppo, spesso, si tratta di esseri che, fragili quanto noi, nel frapporsi tra noi e Lui, creano confusione e negatività.
Le religioni orientali, inoltre, non hanno il nostro stesso concetto di peccato: ammettono che ognuno di noi commette degli errori e che ne soffrirà le conseguenze in questa o in altre vite, riparando così al male fatto e imparando dalle proprie esperienze negative. Si tratta di un continuo processo di apprendimento e di avvicinamento all'armonia divina che non contempla l'idea di "punizione del peccato" tipica della nostra cultura. Comunque, indipendentemente dall'educazione religiosa, oggi l'approccio dell'uomo alla spiritualità deve cambiare e rinnovarsi radicalmente. Per trovare una soluzione definitiva alla miriade di problemi che attanagliano il nostro pianeta dovremo, con tutto il nostro impegno, cercare l'armonia e la tolleranza. Le scissioni, soprattutto quelle religiose, portano solo sofferenze: se vogliamo costruire una Pace vera e duratura, dobbiamo sentirci tutti figli dello stesso Dio. Un Dio con tanti nomi diversi, ma un'unica identità.
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