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I MILLE NOMI DI DIO »
Le rigide strutture ecclesiastiche esistenti, con i loro dogmi complessi ed incomprensibili, sono state create, diffuse e gestite da esseri umani (cioè da individui con i nostri stessi limiti, pregiudizi, meschinità e inadeguatezze) e sono quindi ben lontane da quell'ideale di perfezione che le ha ispirate. Con tale consapevolezza, invece di seguire pedissequamente un credo religioso, potremmo sviluppare una profonda relazione personale ed individuale con quell'entità che chiamiamo "Dio", riuscendo a riconoscere quanto c'è di buono e di vero in ogni fede, esistente o esistita, e quanto invece è stato aggiunto, omesso, travisato o distorto arbitrariamente da chi, nel corso dei secoli, ha propugnato ed usato le varie correnti religiose per i propri fini.
Il punto è accettare la religione altrui e i diversi modi di praticare la fede: ogni persona può avere una maniera diversa di accostarsi alla spiritualità e, poiché la ricerca del divino è un processo evolutivo individuale, sono tutte ugualmente valide e degne di rispetto e tolleranza.
I Grandi Maestri ci hanno lasciato insegnamenti chiari, semplici ed identici nei contenuti: tutti parlavano di rispetto e amore per la vita, per il nostro prossimo e per tutto ciò che ci circonda. Nonostante ciò, innumerevoli volte i loro discepoli e seguaci hanno strumentalizzato e stravolto tali insegnamenti per giustificare guerre, persecuzioni, torture, omicidi, invasioni e genocidi: crimini compiuti da "timorati di Dio" e, spesso, "in nome di Dio". Senza tali condizionamenti, avremmo potuto evitare molte delle pagine più vergognose della storia dell'umanità.
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