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MULLIS: "L'AIDS NON ESISTE"

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Le teorie del dottor Mullis, oggi cinquantatreenne, hanno sconvolto la platea di una conferenza sull'AIDS tenutasi all'università di Toronto. Confermando il suo punto di vista, condiviso da centinaia di scienziati e dottori e supportato da migliaia di persone nel mondo, Mullis ha dichiarato che l'HIV non causa l'AIDS. Gli fanno eco la scrittrice Christine Maggiore e il noto virologo e ricercatore Peter Duesberg, il quale afferma che il legame tra l'HIV e l'AIDS non è mai stato provato. L'AIDS sarebbe in realtà la conseguenza accumulata di infezioni, in particolare di malattie veneree aggravate dall'abuso di droga e da altri fattori che indeboliscono il sistema immunitario. Mullis la pensa pressappoco allo stesso modo: "Il mio pensiero differisce da quello di Peter in quanto non credo di avere prove per dire che le malattie veneree e simili siano la causa. Sinceramente non ho prove che alcunché causi l'AIDS", sostiene Mullis. "Non ci sono prove scientifiche riproducibili che supporterebbero la nozione che l'HIV è la probabile causa dell'AIDS" ha dichiarato al quotidiano Sunday Sun. "Si prendono 29 differenti sintomi e li si unisce sotto un ombrello chiamato AIDS per scopi finanziari - sottolinea il biochimico - persone appoggiate dal NIH (National Institute of Health, USA) o da compagnie private che cercano di arricchirsi curando l'AIDS. La prima volta che l'AIDS fu definito c'erano quattro sintomi diversi o malattie che lo contraddistinguevano: il sarcoma di Kaposi, un cancro della pelle, un tipo di polmonite e due funghi che non riesco nemmeno a ricordare. Adesso si è arrivati a 29 sintomi, uno dei quali è il cancro uterino e l'altro è la tubercolosi. Quando arriverà il turno dell'infarto? E che dire se tra i sintomi ci fosse l'essere investiti da un camion? Questa è una definizione incredibilmente rischiosa, come dire che una volta che si è contratto l'HIV, ogni altra malattia non sarebbe venuta se non avessi prima avuto l'HIV. L'AIDS non c'è in alcun luogo. AIDS è solo una parola". Secondo Mullis nemmeno l'HIV è sicuro. Esiste il test, ma se si è positivi una prima volta, si potrebbe essere negativi rifacendolo. "L'AIDS è una malattia americana, non ha nulla a che vedere con l'Africa. Loro hanno quello che hanno sempre avuto per 500 anni: malnutrizione e assenza di igiene. Chiamatelo pure AIDS, ma è come quando i cristiani definiscono 'diavolo' tutto quanto". Mullis non è un folle. Un altro eminente personaggio, John Scythes, crede che l'AIDS possa essere l'ultimo stadio di una sifilide non curata, con sintomi simili all'AIDS, di difficilissima diagnosi. Tali teorie fanno infuriare i dottori e gli scienziati convenzionali: temono che screditare le ipotesi ufficiali sull'AIDS getti al vento decenni di campagne che promuovono il sesso sicuro e che scoraggino i malati a usare medicine basate sul modello dell'HIV, come gli inibitori delle proteasi. "Crediamo che nuocciano a persone non bene informate" dice Paul MacPhee, co-presidente di AIDS Action Now. Secondo gli attivisti del gruppo di Mullis e Duesberg tali farmaci non curano la malattia, piuttosto, la aggravano.

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