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![[l'attentato del 13 maggio 1981 - 18K .jpg]](st03f19x.jpg)

Facciamo un passo indietro. Quale significato dare alle parole che Giovanni Paolo II pronunciò a Fulda, in Germania, nel 1980, solo sei mesi prima dell'attentato in Piazza San Pietro? Eccole:
"Dobbiamo essere ben pronti a grandi prove vicine, che potranno richiedere anche il sacrificio della nostra vita e la nostra totale dedizione a Cristo e per Cristo. Le prove potranno essere ridotte con la vostra e la nostra preghiera, ma non possono essere evitate, perché un vero rinnovamento nella Chiesa potrà avvenire solo in questo modo. Come già tante volte, la Chiesa rinacque dal sangue; non sarà diverso neppure questa volta. Siamo forti e prepariamoci".
Il sacrificio della vita di questo Papa. Ma Giovanni Paolo II sopravvisse alle pallottole di Agca. Dalle parole di Sodano sembrerebbe - se conferma arriverà, salvo disguidi - che la parte più oscura del messaggio sia da considerare ormai grandemente superata. Pochi, però, al di là del clamore suscitato dagli organi di informazione nazionali ed esteri, vi hanno creduto. Sicché, invece di placare gli animi, critiche sono giunte da esponenti sia del mondo laico sia ecclesiastico. Per troppo tempo, infatti, le ipotesi legate al Terzo Segreto ne delineavano un contenuto, se non apocalittico, di grande impatto epocale. Tali ipotesi sono state avanzate da personalità illustri, in primis, della Chiesa. Gli attuali contenuti del testo, invece, non appaiono come annunci tali da necessitare un intervento miracoloso attraverso l'apparizione della Madonna. Allora, se non è stato detto tutto, cosa possiamo attenderci?
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