
VERITÀ SUL FONDO
di Roberto De Bortoli e Marco Saba
Osservatorio Etico Ambientale

Come l’uranio delle prime bombe atomiche USA e la tecnologia dei proiettili all’uranio impoverito furono ceduti dai gerarchi nazisti agli Americani. In cambio dell’immunità.

Vi sembrerà strano che si inizi un’indagine per la ricostruzione di eventi e di dati precisi che hanno modificato la storia dell’Umanità con una Profezia, ma alle volte il Fantastico può essere estremamente reale. Nessuno, 50 anni fa, avrebbe ipotizzato un progressivo avvelenamento dei mari, prodotto dagli incidenti verificatisi a sottomarini e navi a propulsione nucleare e che tale tecnologia, utilizzata da Russi ed Americani, arrivasse direttamente dalla Germania nazista. Qualcuno anzi, ancora oggi, direbbe: assurdo! Ma andiamo con ordine.

Il Ventre putrido
mia diletta sorella Marta

Nell’ultima scala il ventre della terra diventerà putrido. E tutto quello che è in lei marcirà; e tutto quello che si prenderà dal ventre sarà velenoso. Ma gli uomini continueranno a mangiare le interiora del ventre e periranno.
[..] All’alba dell’età dello Spirito il ventre enorme verrà riempito di zolfo e poi verrà purificato. E non ci saranno più fumi. E non ci saranno più veleni. Ma il grande ventre non sarà purificato nel suo ombelico. E nelle acque di questo ombelico ho visto riflettersi palazzi, cupole e chiese dell’età eroica. Questo piccolo ventre, mi ha detto la voce-guida rimarrà immondo anche nell’età dello Spirito. I suoi veleni voleranno sull’aria e diverranno morte. Così fino a quando il ventre non verrà diviso e l’ombelico verrà pulito in profondità. Nuova carne uscirà dal ventre. Ma sarà carne infetta. Allora l’ombelico verrà bruciato per sette generazioni. Poi tutto sarà purificato. [..]

Leggendo queste parole profetiche della Monaca di Dresda da un punto di vista obbiettivo, ci si rende conto delle diverse similitudini con ciò che accade oggi sul pianeta Terra, laddove ci si riferisce alla contaminazione dei mari e di tutto quello che vi vive e si alimenta da essi; chiunque oggi può collegarsi in rete http://www.peacelink.it e aver riscontro del numero impressionante di incidenti a navi e sottomarini a propulsione nucleare (l’ultimo, il russo "Kursk"), o mezzi di trasporto di ordigni con tecnologia nucleare, avvenuti dalla fine della guerra ad oggi (fonte Greenpace, PeaceLink) ovunque negli oceani e nei mari.
Da dove proviene questa tecnologia, nociva per i mari e per il nostro habitat naturale? Dalle nostre indagini e valutazioni risulta che, nel lontano 1945, l’uranio delle prime bombe atomiche USA e la tecnologia dei proiettili all’uranio impoverito siano stati ceduti dai gerarchi nazisti in cambio dell’immunità.
Il 14 Maggio 1945 il sommergibile U-234 XB si arrese alla nave americana USS Sutton. Conteneva 560 kg di uranio arricchito destinato alle prime due bombe nucleari (Alamogordo ed Hiroshima) e ad alimentare il reattore che produsse il plutonio per la bomba di Nagasaki. C’erano inoltre le tecnologie belliche di punta della Germania nazista, tra cui il sistema di detonatori per la bomba al plutonio, acqua pesante, benzil cellulosa (un moderatore per reattori nucleari) e la tecnologia dei proiettili all’uranio impoverito. La consegna era stata negoziata in cambio dell’immunità per Martin Bormann ed Heinrich Müller, e per gli altri gerarchi nazisti che erano a bordo, fra i quali: Johann Heinrich Fehler, Heinz Schlicke, Wolfgang Hirschfeld, Ulrich Kessler, Kay Nieschling, il Dr. Walter, Hideo Tomonaga e Genzo Shosi (questi ultimi, giapponesi, vennero eliminati - avvelenati - durante il viaggio del sommergibile perché stavano scoprendo l’intrigo e volevano impedire che quelle armi potessero essere usate contro il Giappone).
La tesi secondo cui la tecnologia dei proiettili all’uranio impoverito risale alla Germania nazista venne avanzata per la prima volta dal Dr. Siegwart-Horst Guenther nell’articolo: "Uran-Geschosse: Nach Zyklon B, eine neue deutsche Kampf und Massenvernichtungs-Technologie" (Proiettili all’uranio: dopo il Zyklon-B, dalla Germania un’altra arma e tecnologia di combattimento). Il Prof. Guenther è stato arrestato in Germania, seviziato in prigione e oggetto di due tentativi di omicidio. Al suo processo, il giudice chiese di sottoporlo a perizia psichiatrica per rinchiuderlo in manicomio. Attualmente Guenther (76 anni) è agli arresti domiciliari in Austria. La sua tesi trova conferma in una serie di documenti ufficiali.

ALL'OMBRA DELLA CASA BIANCA
A dimostrare la potenza e la capacità del proprio arsenale nucleare, nel 1945 gli USA lanciarono due bombe sul Giappone. Ebbene, alcuni componenti fondamentali dei due ordigni giunsero dalla Germania, da un carico che si vuole in origine destinato ad uno scambio di materiali bellici tra Hitler e l’imperatore Hirohito. La versione comunemente accreditata dice che le prime tre bombe atomiche vennero prodotte dagli USA con un costo di due miliardi di dollari e cinque anni di lavoro di un’armata di scienziati di alto livello, con l’aiuto della Gran Bretagna. È vero che gli USA avevano avuto successo nell’arricchimento dell’uranio - il componente principale della bomba atomica - ma le prove dimostrano che, a causa della fretta e dei ritardi tecnologici, solo grazie alla sorprendente opportunità di ottenere dalla Germania i componenti necessari, che scarseggiavano negli USA, fu possibile per il Progetto Manhattan completare le bombe in tempo per il bombardamento sul Giappone, previsto per la fine dell’Agosto 1945. Questi materiali non vennero catturati durante una fortunata azione di guerra, bensì erano una contropartita di una transazione segreta tra la Germania e gli USA: l’accordo prevedeva che i nazisti ricevessero una garanzia d’impunità per la loro clandestinità nel dopoguerra, una volta fuggiti dall’Europa. Lo dimostrano documenti degli Archivi di Stato degli USA, gettando luce anche sulla politica di alcuni presidenti statunitensi nei decenni successivi all’armistizio.

TRASPORTI SEGRETI
Tra questi documenti vi è la lista dei materiali immagazzinati sul sommergibile tedesco (Unterseeboot) U-234 XB, tra cui 560 kg di ossido di uranio in dieci contenitori ed altre tecnologie belliche naziste, all’epoca allo stato dell’arte. Come due aerei jet da caccia Messerschmidt 262 completamente smontati (il Messerschmidt fu il primo aviogetto e venne utilizzato durante la Seconda Guerra Mondiale); silenziosi siluri a propulsione elettrica e, tra i progetti, quelli per costruire i temuti missili V-2 a propulsione chimica ed i proiettili all’uranio impoverito destinati alla difesa contraerea. Il primo indizio importante ritrovato consiste in un dispaccio segreto del Comando delle Operazioni Navali di Washington che indicava che l’uranio era stato immagazzinato per il trasporto in barili assieme ad una quantità di oro (metallo molto stabile, veniva usato per poter maneggiare l’uranio già arricchito e per evitare la contaminazione e la corrosione). L’uranio arricchito è una componente essenziale per la costruzione della bomba atomica, poiché è fissile.
Nel 1945, un’oncia di uranio valeva 100.000 dollari, quindi non stupisce che si usasse oro per isolarlo, poiché il valore dell’uranio naturale non avrebbe giustificato la spesa. Negli Stati Uniti, all’epoca, l’uranio naturale veniva trasportato in barili di acciaio o contenitori imbottiti privi di protezione anti corrosione. Stando ad un sommergibilista, personale della Marina USA - senza capire il significato della scritta U-235 (uranio arricchito) - in seguito allo scarico delle casse, testò con dei contatori geiger alcune parti del sommergibile per verificarne la radioattività. Gli strumenti registrarono una forte contaminazione.

IL GENIALE DOTTOR ALVAREZ
Nonostante si trattasse dunque di uranio arricchito (non è provato che fosse stato usato nel conflitto col Giappone) documenti degli archivi nazionali USA dimostrano dei collegamenti tra il progetto Manhattan e il sommergibile U-234. Il primo è un cablogramma segreto, sempre dal comando navale di Washington, che ordina ad una pattuglia di prendere possesso del carico dell’U-234. La comandava John E. Vance, Maggiore del genio (Army Corps Engineer), il corpo che lavorava al Progetto Manhattan. All’arrivo di Vance, dopo un ulteriore inventario, l’uranio era scomparso dai materiali in carico alla Marina. Alcune trascrizioni di telefonate risalenti ad una settimana dopo tra due agenti segreti del progetto Manhattan, attestano che il carico di polvere di uranio era stato affidato esclusivamente ad una persona indicata solo come Vance. Improbabile fosse un altro Vance e non l’ufficiale che aveva eseguito il controllo sul sottomarino, o che si trattasse di un’altra polvere di uranio e non quella catturata nell’imbarcazione.
Il secondo documento che collega il Progetto Manhattan e l’U-234, che trasportava otto uomini non dell’equipaggio oltre al pericoloso carico, afferma che due delle persone catturate avevano avuto contatti con un sedicente ufficiale dei servizi della Marina USA. Identificato altrove come "Comandante Alvarez" o "Signor Alvarez", egli avrebbe preso in carico il prigioniero Dott. Heinz Schlicke, uno degli scienziati a bordo del sommergibile, esperto di tecnologia delle alte frequenze (radar ed infrarossi). Alvarez, prima di essere assegnato al progetto Manhattan, lavorava alle medesime tecnologie di Schlicke e solo Alvarez avrebbe potuto essere il suo interlocutore negli USA. Dopo la guerra, il Dr. Schlicke divenne uno dei tanti assunti a contratto nel progetto segreto denominato "Operazione Paperclip" (vedi: "Il Giorno dopo Roswell", Philip Corso, Ed. Futuro). Luis Alvarez, insignito con il premio Nobel per la fisica per il suo studio sulle alte frequenze, propose la teoria, all’epoca derisa, dell’estinzione dei dinosauri a causa di un meteorite che avrebbe colpito la Terra.

LA FUGA DI BORMAN
Esistono inoltre prove che testimoniano che i gerarchi di Hitler ebbero contatti con alti ufficiali dei servizi USA e con militari per negoziare lo scambio tra l’U-234 e la loro libertà. Ad esempio, Martin Bormann, capo del partito nazista e segretario personale del Furher, trattò lo scambio col sommergibile U-234 prima della caduta di Berlino, nell’Aprile 1945. Gli storici sostengono che Bormann morì durante la fuga da Berlino, il 1 Maggio 1945 (vedere http://www.usisrael.org/jsource/Holocaust/bormann.html).
In tal senso risulta essenziale la testimonianza di Erich Kempka, autista di Hitler e di Arthur Axmann, capo della gioventù hitleriana, a lui profondamente legati e fedeli al nazismo fino alla loro morte. Nonostante nessuno dei due avesse detto di aver visto con certezza Bormann morto, questa è la tesi che viene normalmente accreditata. Su Bormann, condannato in contumacia per crimini di guerra durante il processo di Norimberga, venne spiccata una taglia, mantenuta per molti anni. Bormann fu più volte avvistato nei trent’anni che seguirono la guerra. La pretesa tomba del compagno di fuga di Bormann, il capo della Gestapo Heinrich Mueller, venne dissotterrata nel 1963 e si trovò che conteneva tre scheletri, nessuno corrispondente a Mueller.
Si pensa che il sottomarino U-234 abbia pattugliato il Mare del Nord silenziosamente, secondo piani prestabiliti tra Bormann ed il quartier generale di Hitler, finché Bormann non fosse stato in grado di trovare un accordo con Döenitz. L’imbarcazione si avvicinò alla baia di Amburgo col favore della notte e prese a bordo Martin Bormann e Heinrich Mueller. Poi fece tappa in Spagna (dove si trovava la struttura di intelligence tedesca che si occupava del Sud America, chiamata "Sofindus") per scaricare Bormann ed infine arrendersi alla flotta USA sempre in base ad accordi misteriosi. Il sommergibile venne trasferito a Portsmouth, nel New Hampshire, il 19 Maggio 1945. Alcuni giornalisti ne furono testimoni.
Infine c’è una fotografia scattata da un fotoreporter di un giornale locale, quando l’U-234 era all’ancora, che mostra un prigioniero civile, molto somigliante a Heinrich Mueller, che sbarca dalla navetta usata dal personale dall’U-234. L’uomo nella foto è proprio l’ex capo della Gestapo. Il 20 Novembre 1947, il sommergibile U-234 venne affondato con un siluro dalla USS Greenfish durante un’esercitazione, a circa 40 miglia a nord-est di Cape Cod, sulla costa orientale USA.

INCIDENTI SENZA RISPOSTA
Atlantico 02/03/53: esplosione a bordo della portaerei britannica HMS Indomitable. Tre morti.

Pacifico 02/19/53: collisione fra i sottomarini americani Prichett (DD-561) e il Cushing (DD-797), coste della Corea.

01/18/58: La USS Essex (CVA-9) prende fuoco in mezzo al mare.

Indiano 07/06/58: Avaria per la USS Caney (AO-95) nel Mare Arabico.

Antartico 03/02/61: la USS Glacier (AGB-4) e la USS Staten Island (AGB-5) intrappolate nel ghiaccio per nove giorni.

Artico 01/06/62: Secondo fonti di intelligence occidentali un sommergibile americano, o della NATO, subisce danni in seguito ad un’esplosione nucleare sottomarina da 20 megaton, che viene attribuita ad un test atomico sovietico nel mar di Barents.

Aprile 1963: Il sommergibile SSN-593 Tresher scompare misteriosamente al largo delle coste Est degli USA.

Atlantico 09/14/66: il sottomarino Hai della Germania occidentale affonda nel Mar del Nord. Diciannove vittime.

Atlantico 08/19/78: Il sottomarino nucleare sovietico classe Echo II, armato di missili cruise, viene avvistato sul fondo del Rockall Bank, 140 miglia nordovest della Scozia in seguito a problemi al reattore nucleare. Le cause dell’incidente ed il bilancio delle eventuali vittime rimangono sconosciuti.

Atlantico 11/14/89: Incendio a bordo della USS Inch (LPH-12), causa 31 feriti, nella rada di Norfolk, Virginia.


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