
E FU SERA E FU MATTINO
di Augusto D'Anna

Un percorso iniziatico. Dal ventre, sede dell’inconscio e delle tenebre dell’uomo, alla sommità del capo, il loto dei mille petali, punto di contatto con la Luce del Creatore.

Nel nostro corpo fisico-astrale sono presenti dei centri energetici chiamati Chakra (dal sanscrito: Ruota, Vortice), dalla doppia funzione fisico-psicologica che, opportunamente stimolati, possono riportare in equilibrio la salute dell’individuo.
I chakra sono come centrali elettriche dove l’energia cosmica viene trasformata e diffusa nel corpo umano in ragione delle funzioni che la struttura necessita. L’energia cosmica, con sua elevata vibrazione, attraversa continuamente i nostri corpi, ma non si ferma in essi, data l’enorme differenza di oscillazione. Ecco perché la divinità pose nei nostri corpi eterici i chakra, veri punti di smistamento e di accumulo nodali per il nostro benessere.
I chakra sono sette e sono posti lungo l’asse della colonna vertebrale (1). Partendo dal basso incontriamo il chakra sacrale situato tra gli organi sessuali; il chakra dell’ombelico, ad un centimetro sotto l’ombelico; il chakra dello stomaco; quello del cuore; il chakra della gola; il chakra posto in mezzo agli occhi, corrispondente al famoso Terzo occhio; ed infine il loto dai mille petali: il chakra posto al centro superiore della testa, dove i neonati hanno la caratteristica apertura.
I maestri danno agli allievi una spiegazione sui chakra non sempre uguale, ognuno riceve un insegnamento a seconda del proprio grado di apprendimento.
Gesù nel suo tempo predicava alla gente, poi, raccolti intorno a sé i discepoli, dava loro l’insegnamento esoterico precedentemente diffuso in chiave simbolica, sotto forma di parabole. Questo, non per creare caste, ma solo perché non tutti erano in grado di capire la profondità dei concetti rivelati. Duemila anni fa la mente degli uomini non era aperta come oggi, io quindi non vi parlerò in parabole, l’uomo è pronto adesso per assimilare quelle verità allora velate.

NOI, RIFLESSI DI DIO
Il secondo chakra, negli insegnamenti della scuola Rosacruciana, è conosciuto con vari nomi: gli orientali lo chiamano "Chakra Hara", gli esoteristi occidentali lo chiamano "Centro vitale" noi, per meglio visualizzarlo, lo chiameremo "Chakra dell’ombelico": il punto d’incontro tra l’universo interiore e l’universo esteriore. Grazie a questo chakra nell’addome avviene - attraverso l’assimilazione del cibo - la trasformazione della materia in energia e la concretizzazione in materia per dare vita ad un altro essere umano.
Dio, in alto, trasforma l’energia in materia, cioè l’invisibile in visibile; in basso, nel suo centro creatore, l’uomo trasforma la materia in energia.
Ermete disse: "Ciò che è in alto è come ciò che è in basso". Noi siamo fatti ad immagine di Dio: ovvero noi siamo riflessi in Dio e Dio è riflesso in noi. La divinità, che nei cieli è posta in alto, nell’uomo è posta in basso. Da ciò si evince che nel centro dell’ombelico si trova il riflesso della potenza di colui che tutto crea: "La creazione umana". Nel centro dell’addome dimorano le vere profondità dell’essere umano, i suoi abissi, la sua origine, il suo inconscio che lavora silenziosamente tenendo in vita il corpo fisico. Questo chakra attinge la sua energia dall’anima cosmica ed è importante conoscere e studiare le sue funzioni, perché esso possiede la forza creatrice dell’Universo, ed è in correlazione con il settimo chakra, situato alla sommità del capo: il centro della luce che illumina le nostre tenebre. Le tenebre sono la radice cosmica dell’Universo e dell’uomo. Le tenebre dell’Universo sono poste in alto; quelle dell’uomo sono poste in basso, nel ventre. Tutto quello che vediamo nell’Universo e sulla Terra è la concretizzazione di ciò che dimorava nell’oscurità.
Nella Genesi è descritto molto chiaramente l’inizio della creazione.
Genesi 1.2: "La Terra era informe e deserta e le tenebre coprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque". Diamo una spiegazione esoterica a questi versi. "La terra era informe e deserta": le cose concrete e visibili non avevano ancora né forma né vita. "Le tenebre ricoprivano l’abisso": l’abisso è ciò che alcuni chiamano "Caos", altri "Brodo primordiale". Tutto era immerso nella notte cosmica, tutto era potenza di Dio in divenire. "E lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque": il desiderio di Dio di creare aleggiava, cioè permeava le acque cosmiche.
Genesi 1.3: "Dio disse: sia la luce: E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattino. Il primo giorno".
Dio desiderò la luce e attraverso il suo Spirito creatore separò la luce dalle tenebre. "Dio vide che la luce era cosa buona": la prima sua creatura fu proprio "Luce". Allora separò la luce dalle tenebre cioè il visibile dall’invisibile. Attraverso la luce concretizzò il suo desiderio di creare. "E fu sera e fu mattino". Questa frase, ricca di significati profondi, vuol significare che Dio desiderò creare ed accompagnato dalla luce si immerse nella notte cosmica: "E fu sera", "E fu mattina", cioè la Cosa da Lui creata inizia il suo mattino. Primo giorno.

LA FORZA DEL TRINO FUSO IN UNO
Dio, primo pensiero, si scinde in tre esseri racchiusi in uno: Il Pensiero, la Volontà, il Desiderio. Padre: Pensiero; Figlio: Desiderio; Volontà: spirito Creatore. Senza la volontà il desiderio resta inerte; senza il desiderio la volontà non agisce; entrambe queste forze agiscono solo quando il Creatore ha pensato l’azione del creare. Ecco la forza del trino fuso nell’uno. Il primo essere creato fu Luce e attraverso la luce l’Universo fu creato.
Tre furono e sono i tempi per creare:
1 - Pensiero, desiderio e volontà di creare.
2 - Immersione nel caos, nella notte cosmica da cui trarre, con la Luce, il materiale per creare.
3 - Il mattino, cioè l’inizio della vita della cosa pensata, voluta e desiderata dal Creatore.
Dio ha posto nel corpo dell’uomo i suoi stessi principi della creazione. Il Desiderio nel centro del fegato; l’abisso, il caos, o il brodo primordiale nella pancia; la Volontà, che determina l’azione, nel centro del cuore. Il Pensiero creatore nel centro della testa. Ma la luce dove l’ha posta? Dove è la luce?
Giovanni 1-5: "In principio era il verbo (la luce) e il verbo era presso di Dio, e il verbo era Dio". Siamo noi la Luce, siamo noi il verbo di Dio, siamo noi in qualunque parte del corpo dimoriamo. Siamo noi la luce del nostro mondo. Noi creatori in erba possiamo esplorare le nostre acque cosmiche. Possiamo, tramite la forza creatrice, immergerci nella nostra notte cosmica e in essa creare. Creare un corpo fisico migliore, senza malanni, né malattie; possiamo allontanare lo spettro della morte, possiamo arricchire il nostro corpo vitale di forze nuove e purificare, distruggendo nel corpo del desiderio, tutte le negatività che abbiamo accumulato e che ci impediscono di avanzare sul sentiero e di tenere accesa la luce in noi.
Attraverso il cordone ombelicale il figlio è legato alla madre. Ma esiste un altro cordone ombelicale, non visibile, che ci mette in contatto direttamente con le tenebre universali e con la luce di Dio nascosta nelle tenebre. Sapendo manovrare queste energie - attraverso il centro dell’ombelico - possiamo aiutare a cambiare il nostro mondo, la nostra Terra ammalata. A questo punto chiederete quali esercizi bisogna fare per mettersi in contatto con questo centro vitale? Io vi rispondo, domandandovi a mia volta: Siete pronti e maturi nell’accettare le responsabilità e i sacrifici che la scelta richiede? Siete pronti a spogliarvi di ogni desiderio egoico per lavorare nei piani sottili?

Il giovane ricco…
Si presentò a Gesù un giovane ricco, voleva seguirlo, voleva divenire uno dei suoi; era già perfetto, faceva le elemosine, osservava i comandamenti, ma quando Gesù gli chiese di dare tutte le sua sostanze ai poveri e seguirlo in povertà, il giovane si allontanò frastornato. Insegnamento: per essere dei creatori bisogna non desiderare mai nulla per sé, ma tutto per l’armonia dell’Universo, secondo le leggi del Padre.

Nota:
1. Nella cosmogonia dei Rosacroce, in Occidente, il "chakra dell’ombelico" corrisponde al secondo punto vitale o secondo chakra, mentre negli insegnamenti derivati dalla scuola Yoga/Tantrica orientale il "chakra dell’ombelico" o Manipura-chakra corrisponde al terzo centro di energia ed è situato tra l’ombelico e il plesso solare.


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