Il Mistero in Internet Chi siamo  Contatti   Site map    Cerca   Edicola Home  
EdicolaWeb 2001  
Nonsoloufo - Ufo and much moreClicca qui per prelevareARCHEOMISTERI - I quaderni di Atlantide

Tutti gli articoli di STARGATE (Vita aliena) CROP CIRCLE: ECCO IL MECCANISMO CREATIVO
di Eltjo H. Haselhoff (Seconda Parte)
vedi: Prima Parte


Sappiamo quello che non sono: burle, o leggende metropolitane. All’origine del fenomeno deve esserci una piccola fonte sferica di radiazioni, pochi metri sopra i campi.
 

Il mistero relativo ai Crop Circles non si limita al loro aspetto. Poca gente sa che anche il mondo scientifico si occupa di ricerche sulle piante interessate dalle formazioni. Ne è considerato pioniere il biofisico americano William C. Levengood, personaggio geniale ed altamente intuitivo, i cui esperimenti si basano su semplici test biofisici di routine. Questo rende i risultati ancora più ragguardevoli. Sembra, ad esempio, che il processo di germinazione e crescita dei semi prelevati dai Crop Circles spesso diverga completamente dai normali standards. La velocità con cui un seme germina e cresce non è casuale, ma è frutto di un processo conosciuto e ben documentato. Quando sono note la temperatura, l’umidità e le condizioni di illuminazione, si può prevedere esattamente a che velocità si svilupperà il seme. Qualsiasi deviazione superiore al 10-20 per cento è anormale. Tali deviazioni possono essere osservate studiando semi raccolti all’interno di un Crop Circle e confrontandoli con quelli, definiti "controlli", prelevati da piante cresciute in ambienti non affetti dal fenomeno, lontani dalla formazione. In molti casi, i semi presi dai Crop Circles germogliano lentamente, o non germogliano affatto e nelle due settimane che seguono la germinazione, le pianticelle raggiungono solo una frazione della lunghezza dei "controlli". Non si tratta di un effetto del danno meccanico alle piante, che risultano integre (come abbiamo spiegato nella prima parte, N.d.R.). Ancor più interessanti sono i casi in cui le piante germogliano e crescono ad una velocità fino a cinque volte superiore rispetto ai "controlli". Questa anomalia non è ancora stata compresa (e chiunque riesca a spiegare tale comportamento farebbe una fortuna, per ovvie ragioni).
Altre anomalie biofisiche sono state riscontrate da Levengood in oltre il 90% di più di 300 formazioni studiate in tutto il mondo. Le scoperte di Levengood non si limitano a suoi rapporti di laboratorio, ma sono state pubblicate da autorevoli testate scientifiche, previa accettazione da parte di gruppi di specialisti chiamati a giudicare l’articolo, evidenziandone contraddizioni o inconsistenze, per dare il via libera. Tale letteratura dimostra quindi che le scoperte di Levengood non possono essere ignorate, in quanto già approvate dall’"establishment" scientifico. Va da sé che le critiche non possono più provenire dalla stampa o da Internet: la discussione va fatta a livello scientifico, da persone qualificate; mentre riviste, televisione ed Internet non sono i luoghi adatti per la formale comunicazione scientifica. Diverte il fatto che non molti siano a conoscenza di tale meccanismo e si ostinano a prendere in giro Levengood affermando che le sue scoperte sono solo frutto di fantasia, metodi sbagliati e perfino imbrogli deliberati. Comunque, dar loro retta è una perdita di tempo, finché questi commenti non saranno pubblicati su riviste accreditate.

LE SFERE DI LUCI VOLANTI
Un altro fenomeno apparentemente correlato ai Crop Circles è quello delle "sfere di luce volanti", viste volteggiare sulle (o nei pressi delle) formazioni, nel corso degli anni, da numerosi testimoni. Le loro dimensioni sono piuttosto piccole ed emettono una luce bianca brillante, a volte leggermente ambrata. Le testimonianze sono supportate da foto e da una dozzina di filmati, realizzati da ricercatori quali Steve Alexander, Foeke Kootje, i fratelli Von Durckheim, Bert Janssen e Stuart Dike (e Peter Sorensen N.d.R.). In particolare in Inghilterra, tali fenomeni luminosi, osservati poco prima dell’apparizione di un Crop Circle, sono stati associati alla stessa generazione delle tracce misteriose! Ad esempio, durante una notte d’estate del 1999, l’olandese Robbert van der Broeke notò una piccola luce nel cielo, sul campo di grano dietro casa sua, che sembrava una stella brillante. Si rese subito conto che non poteva trattarsi di una stella, perché si muoveva lentamente. Ad un certo punto la luce si allungò in una forma ellittica e stazionando a pochi metri sul campo. Quindi sparì, come una tv spenta all’improvviso. Robbert corse sul campo e scoprì un crop appena formato. L’aria, il crop e il suolo erano caldi. Ovviamente questa è davvero una storia fantastica e ci sono dozzine di spiegazioni banali per le affermazioni di questo testimone oculare (in termini di eccessivo uso di alcool, troppa fantasia, disperato bisogno di attenzione o semplicemente uno scherzo).

LA FONTE? RADIAZIONI!
Tuttavia, molti altri hanno raccontato storie identiche, in tutto il mondo e in ragione dei numerosi rapporti attendibili (ed evidenze fisiche come impronte circolari bruciate) sulla presenza di tali sfere volanti luminose, ho avviato ricerche biofisiche in loco. Sono stati raccolti 1500 steli da zone scelte accuratamente, etichettati, fatti essiccare per tre mesi e quindi esaminati a fondo. Uno degli esperimenti mirava a determinare la lunghezza dei nodi delle piante: questi appaiono di solito come semplici rigonfiamenti o inspessimenti di una zona dello stelo delle piante di grano, ma nei campioni prelevati dai Crop Circles questi apparivano decisamente troppo allungati. Ci sono meccanismi biologici e naturali (ad es. gravitropismo) che possono causare in effetti un allungamento dei nodi degli steli, ma in questi casi l’incremento della dimensione del nodo non supera mai il 10-20% del totale. Negli steli rinvenuti nei Crop Circles invece la percentuale di allungamento è notevolmente superiore.
Secondo il dottor Levengood, l’incredibile crescita del nodo potrebbe essere il risultato di un surriscaldamento superveloce causato da radiazioni elettromagnetiche. Ha raggiunto questa conclusione dopo aver notato che gli steli (o fusti) comuni, dopo un breve tempo nel forno a microonde, rivelavano modifiche simili a quelle riscontrate nei campioni presi dai Crop Circles. I 1500 fusti della formazione analizzati, sono stati misurati con l’uso di un programma computerizzato di mia ideazione, che analizzava automaticamente le foto digitali dei campioni (vedi foto). Con questo utile strumento si può stabilire la lunghezza dei nodi con l’accuratezza di un decimo di millimetro, eliminando qualsiasi effetto di pregiudizio sperimentale (in modo da produrre il perfetto "blind study"). Un risultato di queste misurazioni è riscontrabile nel Grafico. Ogni barra verticale rappresenta la lunghezza media di 20 steli in una posizione particolare all’interno del cerchio. La barra di sinistra rappresenta la posizione ad un’estremità del cerchio, le altre tre rappresentano posizioni equidistanti verso il centro del cerchio, la barra centrale rappresenta la situazione al centro del cerchio e il resto delle barre la situazione a posizioni simmetriche verso la parte opposta del cerchio. Si è scoperto che la lunghezza media dei nodi al centro del cerchio era superiore al doppio della lunghezza dei controlli nel crop, ben maggiore dunque di quanto possa essere spiegato da meccanismi biologici. Ancora più rimarchevole, è comunque, la perfetta simmetria del grafico. La stessa precisa simmetria è stata rilevata in altre tre sezioni trasversali all’interno del cerchio. Si tratta di una scoperta straordinaria: l’allungamento dei nodi aveva esattamente la stessa simmetria della formazione stessa: circolare. Il che indica che qualsiasi meccanismo abbia creato i Crop Circles, ha causato anche l’effetto dell’allungamento dei nodi. Se questa formazione fosse derivata semplicemente dall’appiattimento dell’erba con un asse, come molti vogliono farci credere, non ci sarebbe alcuna ragione per la crescita dei nodi al centro del crop. Come spiegare che una pianta sa che c’è un cerchio in campo? Come sa di appartenere a quella determinata formazione? Ovviamente, la pianta non lo sa, deve esserci dunque un’altra spiegazione. E l’abbiamo trovata, usando un modello elettromagnetico: abbiamo determinato la quantità di allungamento dei nodi relativamente a come dovrebbe essere quando una piccola fonte sferica di radiazioni, ad un’altezza di molti metri sopra il campo, fosse la causa dell’effetto di rigonfiamento del nodo. Si è scoperto che i valori misurati per la lunghezza media dei nodi corrispondevano perfettamente ai valori teorici se la fonte di radiazioni fosse stata ad un’altezza di quattro metri e dieci centimetri (il che coincide totalmente con le affermazioni dei testimoni).

FATTI SCIENTIFICAMENTE ACCERTATI
Risultati identici, ottenuti in altri Crop Circles (due in Inghilterra e uno in America), sono stati esposti in un articolo, con cui si è giunti alla conclusione che sfere di luce a carattere elettromagnetico devono essere implicate con lo sviluppo dei Crop Circles. L’articolo è stato accettato per la pubblicazione nel giornale scientifico sulla fisiologia delle piante e biofisica su Physiologia Plantarum (1). Grazie a questa pubblicazione, l’ipotesi che le sfere volanti di luce siano in qualche modo responsabili dei Crop Circles non è più solo un’ipotesi, ma un fatto scientificamente confermato e accettato. Le future discussioni sulla teoria sono state promosse a livello scientifico. Di conseguenza è stato fatto un altro passo avanti rispetto al chiarimento del mistero dei Crop Circles.
Ma rimane un mistero, visto che molte domande sono senza risposta (la prima, naturalmente, è da dove vengono le sfere di luce). Per fornire ulteriori risposte, dovremo condurre molti altri studi e, a tale scopo, reperire i finanziamenti necessari, destinati all’impiego di grandi specialisti e di migliori attrezzature da laboratorio. In caso contrario, la ricerca non funzionerà. Bisogna tener conto del fatto che i semi e le piante modificatI elettromagneticamente vengono raccolti insieme a quelle normali, indicando che il materiale mutato è ormai da tempo all’interno della nostra catena alimentare: pensateci la prossima volta che mangerete la pasta o una fetta di pizza. Non è forse responsabilità di ognuno di noi scoprire cosa sta succedendo esattamente nei nostri campi? Il pubblico deve essere informato di quanto accade per poter sviluppare una propria idea critica a riguardo. Fino a quando si continuerà a dire che i Crop Circle sono opera di buontemponi, ogni tentativo di ricerca seria fallirà.

Nota:
1. E. H. Haselhoff, comment to Dispersion of Energies in Worldwide Crop Formations, Physiologia Plantarum 110 (2000).

Quanto esposto in questo articolo e ultimi aggiornamenti scientifici fanno parte del libro (con oltre 100 foto a colori e diagrammi) "The Deepening Complexity of Crop Circles, Scientific Research Et Urban Legends" (Frog Ltd. Berkeley, USA), nelle librerie a partire dalla primavera 2001. Si sta lavorando ad una traduzione italiana.

fine Seconda Parte

Tutti gli articoli di STARGATE (Vita aliena)

vai alla visualizzazione normale di inizio articolo     invia questa notizia ad un amico

imposta Edicolaweb come Home                           aggiungi Edicolaweb a Preferiti  

 
UFO NOTIZIARIO - Il nuovo numero in edicola ed in abbonamento
HERA - Il nuovo numero in edicola ed in abbonamento
AREA DI CONFINE - Il nuovo numero in edicola ed in abbonamento
Editori amici di Edicolaweb
Eremon Edizioni - www.eremonedizioni.it
Nostre realizzazioni



  BibbiaWeb

  Interkosmos

  OdontoStudio

La civiltà di Marte - Gianni Viola
Il plico misterioso - Un caso di abduction - Maja Ricci Andreini
www.majaricciandreini.com

Edicola Home | Chi siamo | Contatti | Site map | Cerca | Registrazioni | Links | Appuntamenti
info@edicolaweb.net  
Per i contenuti tutti i diritti sono riservati alle società proprietarie delle riviste pubblicate
EdicolaWeb
hosting hardware Editore Hera, I Misteri di Hera, Area di Confine Eremon Edizioni