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Tutti gli articoli di STARGATE (Vita aliena) IN FAVORE DELLA VITA
di Pablo Ayo
Foto: Peter Sorensen e Steve Alexander


Quest’uomo di Tepoztlan vede, contatta e fotografa astronavi ed esseri di luce. Esperienze dirette, non contattistiche, forse per questo ancora più sconcertanti.
 
 

Personaggio fra i più famosi e controversi in ufologia, Carlos Diaz balzò agli onori delle cronache sul finire degli anni Ottanta, quando rese di dominio pubblico le sue esperienze, suffragate da sensazionali foto di UFO, dividendo i ricercatori tra sostenitori e detrattori. Fra il suo caso e quello di famosi contattisti - Adamski e Meier soprattutto - sussistano similitudini. Come Adamski, Diaz afferma che gli alieni interagiscono tranquillamente con la vita quotidiana di Tepotzlan, la cittadina nella quale da sempre risiede con la sua famiglia: "addensati" in forma umana, lavorano, vanno a fare spesa, pagano le tasse, mangiano pizza e tacos e quando è possibile, nottetempo si alzano in volo con le loro sfere di luce, in grado di registrare eventi e dati del nostro habitat sociale e naturale.
Diaz avrebbe avuto modo di entrare nelle gallerie sotterranee che a Teotihuacàn collegano la piramide del Sole e quella della Luna. Nelle caverne, non aperte al pubblico, Diaz ha scoperto bassorilievi precolombiani effigianti antiche divinità che scendevano dal cielo su mezzi volanti.
Dichiarazioni tutte da dimostrare, quasi surreali, che però rendono quest’uomo - sincero e vibrante come pochi altri, noncurante delle reazioni di chi, attonito, lo stia ad ascoltare - un disarmante testimone del Contatto. C’è qualcosa in Carlos che lo rende totalmente diverso dai contattisti, da chi, per incontrare gli alieni, intoni mantra di gruppo o ricerchi una connessione telepatica, o costruisca cattedrali nel deserto… il sistema di Diaz è più semplice ed efficace. "Quando voglio organizzare un incontro li chiamo al cellulare" racconta candidamente e, dato l’assunto di una presenza ET fra noi, nel loro rivelarsi solo ad alcune persone selezionate, a suo avviso un contatto telefonico è del tutto plausibile e pratico. Dopo, puntualmente, si verificano gli appuntamenti prestabiliti, di fronte a decine di testimoni muniti di videocamere e macchine fotografiche.
Diaz gira il mondo con una serie nutrita di videocassette contenenti immagini di UFO ed interviste ad autorevoli esperti che hanno studiato il suo caso. Fra questi, il fisico Victor Quesada che, davanti alle telecamere della TV di stato messicana, non ha esitato a raccontare la sua esperienza. Dopo 700 ore di analisi condotte sulle foto e i video di Carlos, convintosi della loro autenticità, Quesada si fece coraggio e gli chiese di intercedere perché gli alieni gli accordassero un incontro. Pochi giorni dopo, di fronte a otto testimoni, nel luogo e all’ora prefissati, un oggetto luminoso si manifestò stazionando sopra un impietrito Quesada ed investendolo con un raggio di luce che iniziò a sollevarlo da terra. Quesada, terrorizzato, prese a tremare e a divincolarsi a tal punto che venne rilasciato al suolo, con somma delusione degli astanti che lo stavano incitando a lasciarsi andare. Sarà bizzarro - forse per il loro background culturale (l’ignoto in Messico è di casa) - ma i residenti di Tepoztlàn non sono intimoriti dagli UFO, che si fanno vedere pressoché ogni giorno. Ma Quesada, uomo di scienza, invece ebbe paura.

L'INTERVISTA A CARLOS DIAZ
Allora, i tuoi primi incontri con questi alieni risalgono al 1981…

Non alieni, li definerei piuttosto forme di vita intelligenti "aliene" a questo pianeta.

Perché sono qui?

Sono mossi dalla stessa curiosità che spinge noi uomini a studiare la vita nelle foreste pluviali, nei fondali marini, sulla cima dei monti o ad andare sulla Luna. È la sete di conoscenza, la voglia di scoprire in quali e quante maniere si è sviluppata la vita.

Non ti hanno mai detto da dove vengono, da quale stella o pianeta?

Per più di dieci anni non mi sono posto la questione, pensavo solo a quello che avevano da insegnarmi. Poi, su pressione di alcuni ricercatori UFO, una sera mentre mi trovavo a Tepoztlan in un campo illuminato dalla luna piena in compagnia di uno di "loro", gli chiesi da dove provenissero. Mi diede una pacca sulla spalla e mi disse: "Carlos, potrei dirti il nome di qualsiasi stella o costellazione o galassia, ma il solo posto dove voi siete arrivati è la Luna. L’unica cosa veramente importante è che ora siamo qui, sul vostro pianeta".

Stando a diversi contattati, i visitatori sottolineano spesso l’importanza di salvaguardare l’ambiente e promuovere l’ecologia. Perché?

È una delle ragioni principali che mi spinge a divulgare la mia storia. Non mi interessa convincere nessuno dell’esistenza degli UFO o della veridicità delle mie esperienze, ma far capire ciò che questa esperienza mi ha lasciato dentro: è importantissimo comprendere quello che l’uomo fa con la vita stessa. Stiamo uccidendo la vita del nostro pianeta. Siamo la specie dominante in questo momento e disgraziatamente ci stiamo rendendo responsabili dell’estinzione di una specie animale o vegetale ogni 20 minuti. Questo vuol dire 70 specie al giorno, molte delle quali non ancora classificate dai botanici o dagli zoologi. Quando se ne prende coscienza, si capisce che, come membri attivi di questo pianeta, è necessario fare qualcosa. Presupponiamo di essere una razza intelligente, e invece il 70% della creatività umana è impiegata nello sviluppo di mezzi di morte. Per 175 milioni di anni dinosauri dominarono il pianeta, ma questo non bastò a garantire loro la sopravvivenza. Siamo sull’orlo del precipizio, vicini alla catastrofe ecologica. Abbiamo messo il denaro al di sopra del valore della vita.

Cosa pensi di Meier e Adamski? Vedi paralleli tra la tua vicenda e la loro?

Non mi piace molto il termine "contattato", molti si sono fregiati di questa definizione e alla fine la loro storie si sono dimostrate infondate. Nel filmato che vi ho appena mostrato c’erano quarante persone assieme a me a filmare e fotografare l’astronave. C’è una bella differenza. Inoltre io posso programmare in anticipo gli incontri, non credo che Meier o Adamski potessero farlo.

Carlos, come funziona? La gente ti chiede di vedere un’ astronave, e poi?

Victor Quesada ha chiesto di incontrarli e poi, al dunque, ha avuto paura, non si è lasciato andare, si sentiva "dissolvere" perché la sua densità fisica stava cambiando a un livello di vibrazioni più sottile e temeva di morire. Quando qualcuno ha paura non lo prendono, non vogliono creare traumi.

Ma come fai tu a contattarli? Telepaticamente?

Assolutamente no. Abitano qui tra di noi. Io mi posso recare presso la loro abitazione, o il loro ufficio, oppure li contatto telefonicamente e gli dico "Vorrei organizzare un incontro". Stanno cercando di vivere la stessa vita degli esseri umani per capire meglio la nostra psicologia, i motivi che ci spingono ad agire in un certo modo.

Si sono reincarnati come esseri umani o sono mimetizzati in qualche maniera?

No, niente del genere. Hanno adottato la nostra fisionomia in un altro modo. Il loro stato naturale è quello di esseri di luce. Abbassano la frequenza delle loro vibrazioni fino a solidificarsi in forma fisica e allora diventano indistinguibili da noi.

C’è mai stata una love story tra un alieno e una terrestre, o viceversa?

No, hanno compreso che è meglio non creare "incroci" di sorta. Rispettano le nostre peculiarità, ci ammirano persino, dato che l’evoluzione sul nostro pianeta è stata molto più rapida rispetto al loro. Credono che sia questo il motivo per il quale l’umanità non si rende conto di quello che sta facendo al pianeta.

È possibile che in futuro anche l’essere umano si evolva fino a diventare un essere di luce?

Dipende se l’uomo imparerà a rispettare, difendere e proteggere la vita, proprio come saggiamente faceva Jack Cousteau. Se ci riusciremo, otterremo la possibilità di scoprire cose incredibili e meravigliose, molto più grandi di qualsiasi macchinario creato dall’uomo. Dobbiamo concederci l’opportunità di investigare e comprendere più a fondo noi stessi, prima di tutto. Esplorare in maniera intelligente e responsabile ciò che ci circonda. Oggi non viviamo davvero. Siamo troppo occupati a sopravvivere giorno per giorno per comprendere quale meravigliosa forma di vita siamo davvero.

Su Stargate affrontiamo argomenti di frontiera, come la meditazione, la pranoterapia e le guarigioni alternative. Cosa ne pensi?

Tutto è energia. Anche se ci vediamo fatti di materia, i nostri atomi sono composti da diverse cariche energetiche che si attraggono e respingono. In fondo siamo pura energia che vibra a frequenze differenti. Se impareremo a controllare e variare la nostra frequenza vibratoria, potremo diventare anche noi esseri di luce.

Hai mai fatto delle analisi medico/cliniche, per riscontrare la presenza di impianti o altre anomalie?

Sì, mi hanno sottoposto a numerose analisi: del sangue, delle urine, encefalogramma, elettrocardiogramma, TAC e anche psicologiche. Quest’ultime le ha condotte John Mack (psichiatra di Harvard, n.d.a.) che nel suo ultimo libro "Passaporto per il Cosmo" ha dedicato ben 19 pagine al mio caso. Per me è un onore. Dagli esami risulta che sono una persona normalissima e in piena salute mentale. Sono contento della mia normalità, anzi, colgo l’occasione per sottolineare che non mi ritengo assolutamente un "eletto", né un illuminato, né un messaggero, non voglio formare gruppi o sette, anzi. L’umanità è già fin troppo divisa, sezionata. Noi siamo una sola specie. L’inquinamento o le radiazioni non si fermano alle frontiere, non fanno distinzioni. Nella sua follia l’uomo ha creato un male che è più imparziale di lui, che non guarda in faccia a nessuno.

Nelle tradizioni precolombiane si accenna spesso alle attività di antichi visitatori venuti dal cielo. In particolare, nel Popol Vuh, di come gli déi crearono l’uomo. Ritieni che queste leggende si riferiscano a manipolazioni genetiche condotte in passato sull’umanità?

No, credo che qui sia importante distinguere la realtà dal mito. Sono convinto che nel passato ci fu un vero contatto tra gli esseri di luce e i Maya, gli Aztechi e gli Incas. Intendo un contatto aperto e pubblico con questa civiltà che viene dal cosmo. Putroppo furono male interpretati molti scritti e codici antichi. La razza umana è frutto della naturale evoluzione del pianeta Terra. Mai essi hanno apportato modifiche nelle informazioni genetiche di nessuna specie.

Alcuni pensano che gli Angeli dell’Antico Testamento possano essere stati in realtà "esseri di luce"...

Sinceramente non lo so.

Come vivi le tue idee religiose, dati i tuoi contatti?

La nostra è una cultura particolare: sin dall'infanzia ci fanno credere di avere un peccato originale addosso, ma se siamo il frutto di un atto d’amore, come può questo amore essere peccato? Ho un profondo rispetto per le religioni, ma rispetto di più la vita, perché la vita ha di per sé una connaturazione divina.

Tua moglie o i tuoi figli ti hanno mai raccontato di aver avuto esperienze particolari, sogni o altro, che facciano presagire un contatto?

No, loro non sono coinvolti. Fortunatamente abbiamo una vita molto normale e tranquilla. Ne sono molto felice.

In Brasile, nel caso Varginha, i militari hanno esercitato forti pressioni sui testimoni per tacitarli. Com’è la situazione in Messico, hai mai ricevuto visite di agenti governativi?

No. Devo concederlo al mio Governo, nessuno mi ha mai fatto pressioni o minacciato. Al contrario, talvolta mi hanno fatto visita dei personaggi politici desiderosi di saperne di più. Alcuni, molto interessati alla mia storia, perché anche a loro è capitato di vedere degli UFO, mi chiedono spiegazioni. Ma solo a titolo personale.

In Messico verrà mai organizzato dal Governo un gruppo di studio del fenomeno, sulla falsariga del francese Cometa?

Il mio paese vive un momento molto delicato e tutta l’attenzione dei dirigenti politici è incentrata su problemi economici e sociali, non certo sugli UFO.

Carlos, cosa ti fa più paura?

La "paura", dopo le mie esperienze, è scomparsa completamente dalla mia vita. Tutto ciò che viviamo alla fine ci lascia un insegnamento positivo, anche le esperienze peggiori. Chi vive nella paura non si lascia la possibilità di sentirsi vivo.

Ricolleghiamoci per un attimo all'idea di religione e a cosa c'è dopo, alla vita dopo la morte?

Al dopo non penso proprio. Una volta mio figlio mi chiese se credevo al paradiso o all’inferno, o alla reincarnazione. Gli risposi che non potevo saperlo, perché non l’ho vissuto. Quello che so è che ora sono vivo e che voglio vivere intensamente ogni minuto della mia vita. Quando un giorno morirò, saprò se nell’aldilà c’è qualcosa, ma non perdo tempo a pensarci adesso.

Sembra che molte persone in contatto con gli alieni considerino le stelle o altri pianeti come la loro vera casa. Senti di condividere questo sentimento?

Tutti noi facciamo parte del cosmo, di un ordine universale. Se sento qualcosa di forte dentro di me è l’amore per il nostro pianeta e tutto quello che in esso vive. Questa Terra è la mia casa, che si affaccia poi su infiniti altri mondi. Ci terrei particolarmente che lo diceste ai lettori di Stargate: invito la gente a tener conto della meravigliosa fase che stiamo vivendo, è un momento storico. Se riusciremo a capire cosa stiamo facendo, vedremo che c’è la necessità di correggere il nostro cammino. Sarebbe ingiusto lasciare in eredità alle generazioni future gli errori che stiamo commettendo come specie. Se gli uomini del futuro, i nostri figli, potessero tornare indietro nel tempo e far udire oggi la loro voce, ci chiederebbero l’opportunità di vivere in un pianeta pulito, tranquillamente e pienamente. Se non smettiamo di concentrarci su strumenti di morte, in futuro i nostri discendenti erediteranno un pianeta in agonia. Questo non mi sembra giusto, né per le generazioni a venire né per quelle razze animali e vegetali che non sopravviverebbero. Lavoriamo con sensibilità e intelligenza in favore della vita.

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