
IL SEGRETO DELLO SCIAMANO
di Gianfranco Rosini

"Danzo per trasmettere l’Energia, compito fondamentale, oggi, per chi ha la coscienza risvegliata... per celebrare l’importanza della Vita, che è sacra".

Abbiamo incontrato questo maestro (che preferisce farsi chiamare "guida") a Riccione nel mese di Maggio, quando ha partecipato a un seguitissimo seminario sulle danze rituali e sull’utilizzazione delle piante sacre di tradizione messicana. Lo abbiamo avvicinato dopo l’esecuzione della sua danza, mentre firmava autografi per le molte persone che, entusiaste dell’incontro, lo attorniavano. C’è un motivo speciale per raccogliere la sua dedica. Tlaltekiani, effigiato nelle molte foto e protagonista di un intero capitolo del libro "Il segreto dell’aquila", scritto da Agnese Sartori sul Messico sciamanico (ne parleremo prossimamente) non è solo un personaggio del racconto. È qui con noi in carne ed ossa, e ci sentiamo fortunati di poterlo avvicinare.

Che effetto fa essere davanti ad un migliaio di persone e parlare con un microfono in mano? Lei non è un uomo solitario, abituato al silenzio e alla concentrazione?

Sì, è un’esperienza nuova, ma io voglio comunicare alla gente l’importanza della vita, che è sacra, e il rispetto per il creato… per questo sono venuto ed ho accettato l’invito.

Lei è un maestro di tradizione azteca e la danza è parte dei vostri cerimoniali più importanti. Vuole parlarcene?

Danzo per trasmettere l’energia. È un compito fondamentale, oggi, per chi ha la coscienza risvegliata operare per la salvezza della Terra, per l’umanità. Vede, la danza azteca contiene principi di armonizzazione, opera una vera e propria trasformazione nel corpo e nello spirito. Per questo non può essere considerata né spettacolo né folclore.

Sì, ma il costume lo ha realizzato con grande arte; la corona di piume è una meraviglia, i colori, i simboli, i pellami… e poi il ritmo della danza… insomma, per chi assiste è facile pensare ad uno spettacolo…

Lo so, ma non è così. Il costume è carico di energie spirituali, perché ogni suo simbolo ha una perfetta funzione… e lei sa, i simboli sono vivi, e io danzando compio un rito, do vita ai simboli sacri della mia cultura: il fuoco, il padre Sole, la madre Terra… e poi la corona di piume che mi sono costruito… è un’antenna cosmica… e le pietre, i cristalli, le pelli, tutto è stato pensato e scelto per canalizzare l’energia celeste… quando danzo amo guardare il cielo e nel mio passo regalo armonia alla Terra …

Mi può spiegare cosa avete fatto prima della danza?

Io danzo per l’armonizzazione cosmica, per il datore della vita, Oemeteotl. La vera tradizione della danza azteca richiede che si apra il cerchio in forma cerimoniale, chiedendo il permesso alle entità del luogo. Poi bisogna fare una limpia (pulizia) sul terreno, cioè purificarlo da energie disordinate che potrebbero disturbare la cerimonia… uno può farsi male ad un piede, cadere o scivolare… insomma, è un rito preciso: ci vogliono le offerte di fiori, acqua e incenso, alle quattro direzioni dell’Universo, al cielo, alla Terra.

Ci sono attualmente vari gruppi aztechi in Europa, che si esibiscono in rappresentazioni di danza… cosa ne pensa?

Ciascuno si assume le sue responsabilità. Io danzo per lo Spirito, la mia vita l’ho dedicata alla danza, che è, ribadisco, un atto sacro, ma c’è chi vive della danza, trasformando il suo compito e il suo vero significato. Così la gente crede che sia folclore. Ripeto: la vera danza azteca è un rito cosmico, esige preghiera, disciplina, integrità morale, è uno strumento di perfezionamento dell’essere: così dicevano i nostri antenati, questa è la nostra sacra tradizione. Trasformare un atto di devozione in spettacolo può essere una forma di profanazione. Ma non è compito mio giudicare. Ciascuno si prenderà le sue responsabilità, come dicevo, di fronte allo Spirito e ai nostri Antenati.

IL HIKURI PIANTA CHE CURA
Quale relazione c’è fra le danze sacre e la cerimonia del peyote ? Ci hanno detto che lei è una guida per l’esperienza della visione… lei conosce bene il deserto e queste piante.

Amo il deserto perché è un luogo sacro che contiene vibrazioni altissime. Lì uno incontra la sua propria essenza. Lì impari a dominare la mente, e capisci che di solito la tua mente è la tua prigione… il hikuri (peyote) ha uno spirito di luce, dentro… è una pianta che cura, che illumina l’essere e lo guida verso la conoscenza… se tu non lavori sull’essere non potrai mai fare niente…

Vuole dirci qualcosa sulle visioni che possono darci le piante sacre?

Se non sei pulito dentro, escono i mostri della tua mente, le paure, le angosce, le debolezze e così puoi spaventarti a morte, gridare, correre, cadere, puoi essere attaccato da qualche animale … col deserto non si scherza! Se invece la tua anima è pulita e il tuo cuore sincero, incontri i guardiani… quello di hikuri è un vecchietto saggio… viene per insegnarti, per guidarti, spesso è vestito di bianco. È come questa scultura in legno che ho fatto, così l’ho visto. A volte lo senti sul tuo lato sinistro, vederlo di fronte è un’esperienza forte. Poi a volte ti senti risucchiare in un buco nero, e sprofondi, e devi combattere la paura e le energie negative, per questo devi essere forte, per dominare la mente, poi riemergi alla luce, è come se volassi senza peso… e lì cominci ad incontrare esseri luminosi, tu stesso senti la luce che è in te. Anche senza piante sacre.
In questo senso la danza è un’esperienza simile, perché serve ad armonizzare le energie fra mente, spirito e corpo, lavora sui chakra… e per danzare è indispensabile una forma di disciplina, insomma devi lavorare sul tuo essere, è un cammino verso la conoscenza e la perfezione, così è per la pianta sacra. Ti apre mondi interiori e risveglia la tua coscienza: sono entrambe forme di accrescimento personale. Oggi purtroppo i giovani prendono certe sostanza per fuga, per debolezza, perché non sanno combattere. Un tempo c’erano "I guerrieri della luce"… (sorride) … come scrive Agnese nel suo libro. Ma lei dice che ci sono anche adesso, e sì, è vero, in Europa sto conoscendo tanti giovani col cuore buono e lo spirito coraggioso. Abbiamo fatto una cerimonia di preghiera ieri notte, qui sulla spiaggia di Riccione, col nostro incenso sacro, il copal: abbiamo chiesto luce e amore perché l’umanità possa essere guidata verso la verità. Poi abbiamo fatto una danza sacra della nostra tradizione azteca… Io danzo per la Terra, per il cielo, per voi… è la danza della vita, dell’amore universale… (si interrompe). Ecco, scusami, adesso devo andare.

Dove va, maestro Tlaltekiani?

Voglio uscire, qui c’è tanta gente… fuori l’aria è profumata… il silenzio… forse potremmo cogliere un messaggio dallo spazio… voglio andare a guardare il cielo… stasera è pieno di stelle… vorrei danzare sotto la Luna, davanti al mare… perché il nostro spirito possa volare per qualche istante verso l’eterno. Vuoi venire anche tu?

Io lo seguo.

Gianfranco Rosini
Gallerista, fondatore nel ‘92 dell’Associazione Culturale Movimento Artistico-culturale Relazioni Europee & Internazionali. I suoi progetti espositivi uniscono testimonianze etniche a messaggi esoterici.
Rosini & C. Gallerie d’Arte Viale M. Ceccarini 35 - 47838 Riccione - Italy
e-mail: galleriarosini@libero.it


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