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Tutti gli articoli di STARGATE (Vita aliena) DOMANDE SENZA RISPOSTA
di Randy Hansen


Questa storia riflette il dramma di chi, diviso fra religione e razionalità, vive con il dubbio di essere soggetto ad interferenze aliene e non si rifugia nel credo dei padri.
 
 

Quanto segue è un resoconto dei miei incontri personali con strani esseri. Ho cercato a lungo di comprendere la loro natura e di accettarne l’esistenza, constatando che le descrizioni di rapimenti alieni sono ciò che si avvicina di più alla mia esperienza. Non disdegno però altre spiegazioni. Cari lettori, vi giuro che quello che riporto è vero, almeno stando ai miei ricordi e percezioni. Non importa ci crediate o meno - io stesso ho affrontato questo mistero in maniera molto scettica per la maggior parte della mia vita. Credo che il fenomeno, qualunque cosa sia realmente, meriti di venire investigato e non vada sottaciuto, anche se cozza contro la scienza e la nostra logica. Non sono pazzo: io lavoro, cresco i miei figli, curo le mie piante, pago le tasse e faccio del mio meglio per essere persona decente e onesta. Non desidero l’attenzione di nessuno, preferisco la solitudine e non sono propenso a credere immediatamente alla prima teoria non comprovata, o a unirmi al coro degli illusi. Ho preso le distanze dalle religioni organizzate e dalle strutture politiche in generale. Non provo amarezza, o rabbia, nei confronti di chicchessia (a parte la mia ex-moglie). Desidero solo vivere una vita semplice nella mia fattoria nello Utah meridionale. Non voglio far proseliti e non perseguo alcun piano.

CUBA, KENNEDY E LA GUERRA BATTERIOLOGICA
Sono nato nel 1960 al Bethesda Naval Hospital, vicino Washington D.C. Mio padre era un dottore della Marina. Lo sottolineo perché porta ad un’importante considerazione relativa agli UFO. Molti ritengono che esista una cospirazione del Governo americano tesa a occultare importanti informazioni sugli UFO ai cittadini. Alcuni auspicano persino che qualcosa o qualcuno là fuori sia pronto a ghermirci. La paranoia sembra parte integrante dell’essere umano, o forse la noia della vita di tutti i giorni ci fa desiderare qualcosa di più - non importa se buono o cattivo. Personalmente preferisco credere che a Washington vada tutto bene e che non esista alcuna cospirazione. Ad ogni modo, le mie esperienze personali mi hanno causato più di una alzata di sopracciglia. Noi vivevamo a Washington nei primi anni ‘60. Fu la crisi dei missili di Cuba che fece perdere a mio padre la fiducia nel Governo. Un giorno, giunto al lavoro al Naval Hospital, si accorse che di tutto il personale erano presenti solo ginecologi, ostetriche e otorinolaringoiatri. Tutti gli altri dottori erano stati imbarcati su aerei e spediti di supporto al largo delle coste di Cuba. A mio padre venne ordinato di rimanere in ospedale fino a quando la faccenda non fosse stata risolta. In caso di conflitto nucleare, lo avrebbero trasferito nei bunkers sotterranei destinati al Presidente degli Stati Uniti e al suo gabinetto. Gli fu detto chiaramente di non informare la sua famiglia per nessun motivo. Passò lunghe ore in ospedale, dilaniato dalla situazione: la sua famiglia poteva correre qualche pericolo, ma gli era stato ordinato di lasciarli là. Venne coinvolto anche in un programma di ricerche della Marina inerente la guerra batteriologica, del quale descrisse, anni dopo, lo spaventoso potenziale: certi composti chimici, anche in quantità non rilevabili, se dispersi sopra grandi città potevano annientarne la popolazione in pochi minuti. Mi parlò degli effetti devastanti del gas nervino, capace di staccare la pelle dal corpo. Nel periodo in cui il Presidente Kennedy venne assassinato, noi eravamo stanziati alla Base Navale di Oakland. Mio padre un giorno, durante un viaggio a Washington D.C., incontrò uno dei suoi più vecchi amici - era il dottore che aveva praticato l’autopsia su JFK. Gli chiese come erano andate le cose e l’amico gli rispose irritato di non chiedergli mai più nulla dell’autopsia! Un comportamento, secondo mio padre, che non era da lui. E, fino al giorno in cui morì, mio padre si disse convinto che il Governo continuava segretamente ad investigare sull’assassinio di John Kennedy. Così, alla prima opportunità, anche se gli erano state promesse promozioni, sino al grado di Ammiraglio Medico, mio padre lasciò la U.S. Navy. Amava la sua famiglia, e quando dovette scegliere tra noi e il Governo, scelse noi. È stato il Governo a generare sfiducia in gran parte dei cittadini, con le sue azioni. In fondo i sostenitori delle tesi cospirazioniste e del cover-up governativo non sono del tutto irragionevoli.

PRIMO INCONTRO
Nel 1965 ci trasferimmo a Salt Lake City, nello Utah, dove mio padre aprì uno studio privato. La nostra casa era proprio di fronte alle Montagne Wasatch - miglia e miglia di natura incontaminata. La mia stanza da letto si affacciava sulle montagne. Una notte, avevo circa cinque o sei anni, venni svegliato da alcune luci brillanti che lampeggiavano in camera. Volteggiarono per un po’, poi notai che qualcosa si muoveva nella stanza. Ero terrorizzato. Mio fratello, nel letto accanto, dormiva. Volevo urlare, ma non potevo. Fu allora che guardai verso il basso e vidi un piccolo uomo grinzoso, vecchio e calvo avvicinarsi al mio letto. Stringeva in mano un oggetto di forma ovale, simile ad un hamburger e mi chiesi cosa volesse da me. Mi rifugiai sotto le coperte e il ricordo seguente è che era ormai mattina. Non era un sogno, ero perfettamente sveglio! Il terrore di questo primo incontro bastò a ingenerare in me la paura del buio, che durò per tutta la mia infanzia e adolescenza. La mia vita era cambiata, come puoi essere lo stesso dopo aver guardato in faccia il demonio? O almeno così pensavo. Per sottrarmi all’influenza di Satana, mi tuffai nella religione conservatrice dei miei genitori (che erano Mormoni). A dieci anni avevo già letto tutta la Bibbia. A tredici mi tuffai nella storia delle Crociate, per esplorare le radici del Cristianesimo e del suo precursore, l’Ebraismo. Trascorsi due settimane di vacanze scolastiche in Medio Oriente, per studiare la nascita delle prime civiltà e delle religioni.

LA VISIONE IN EGITTO
Egitto, Dicembre 1978, ero in viaggio in treno, dal Cairo a Luxor. Un mio amico stava dormendo nella cuccetta sotto la mia. Mi addormentai presto, cullato dal ritmo delle ruote sui binari. Ogni tanto mi svegliavo, quando il treno si fermava in una stazioncina rurale semideserta, il treno ripartiva e mi riaddormentavo. Durante una di queste soste, aprii gli occhi e quello che vidi mi colpì. C’erano dei volti che riempivano il grande finestrino dello scompartimento - 40 o 50 facce sospese, che mi scrutavano. Non erano umane! Svegliai il mio amico. Diede un’occhiata a quei visi e ripiombò nel sonno. La cosa successiva che ricordo è l’alba sul Nilo. Dimenticai l’incidente, ma un paio di giorni dopo, mentre pranzavo con il mio amico, tutto mi tornò in mente in un flash back. Gli chiesi se ricordava quei volti e lui disse solo: "Era proprio strano"!

L'ABDUCTION DI PASQUA
Una sera dell’Aprile 1979 stavo dormendo sul pavimento del soggiorno nella nostra casa di St. George, Utah. I miei genitori avevano divorziato tre anni prima, e il mio patrigno mi aveva offerto un lavoro nella sua impresa edile, per guadagnare un po’ di soldi per la missione che molti mormoni diciannovenni sono chiamati a servire. Mancavano tre settimane alla mia partenza dagli Stati Uniti per il Sudamerica, dove avrei trascorso i successivi due anni in una missione in Colombia. Era il fine settimana di Pasqua e la casa era piena di ospiti. Diedi la mia stanza ai nonni, perché dormissero tranquilli. Andai a letto piuttosto tardi. La Luna piena brillava, ma in un attimo divenne tutto nero. Non potevo respirare, né muovermi. Solo i miei occhi funzionavano. Ero completamente sveglio. Cercai di lottare contro la paralisi, ma inutilmente e intanto, lentamente, furtivamente, sul mio lato destro una piccola creatura allungò verso di me una mano, che impugnava una sorta di strumento. Sempre più vicino! Era dannatamente buio, ma l’essere sembrava splendere di una luce soffusa blu-verde (come il colore fosforescente di certi orologi da polso). Il mio terrore era indescrivibile. Mi sentii soffocare. L’essere si fece vicino, ancora di più. Non distinguevo emozioni sul suo viso. Chiusi gli occhi e mi preparai al peggio. Riuscii solo a pensare "Gesù, aiutami!" Il ricordo successivo è un rumore forte. D’improvviso ero libero dalla paralisi e la luce della Luna splendeva di nuovo. Tornai a letto e ancora non mi spiego come feci a riaddormentai come se niente fosse. Normalmente avrei svegliato tutti per una cosa del genere. Pochi giorni dopo rammentai l’avvenimento e pensai di essermi trovato di fronte ad uno spirito maligno e che Dio mi aveva salvato. Non avevo più paura del buio: avevo la sensazione di essere stato testimone della vittoria delle forze divine sul male. Rimasi in Colombia dal 1979 al 1981, predicando il mormonismo con lo zelo di un missionario. Tornato negli Stati Uniti, mi iscrissi al college e ripresi a studiare storia, filosofia e religione. Tra un semestre e l’altro lavoravo e viaggiavo. Al termine dei corsi, decisi di prendermi un anno sabbatico e di girare il mondo, zaino in spalla. Sentivo il peso del mondo intero gravare su di me, la mia mente era un buco nero che risucchiava tutto trasformandolo in astrazione, ad ogni ora del giorno. Depresso e disilluso dalla dualità tra religione e vita moderna, abbandonai gli studi e la mia religione. Nel 1985 aprii una mia impresa edile, mi sposai e mi trasferii a St. George, Utah. La mia vita dopotutto sembrava abbastanza normale. Inoltre, il lavoro manuale mi distraeva dal turbinio dei pensieri. Ma rimuginavo spesso sui miei strani incontri. Senza un fondamento religioso per spiegarli, decisi di non pensarci più. Ero diventato un ateo di ferro.

UNA CICATRICE NELLA NUCA
L’Ottobre del 1988 portò con sé una serie di eventi insoliti. Ricordo poco degli incontri. Con mia moglie le cose non andavano. Mio padre e tutti e quattro i miei nonni erano morti. Avevamo due bambini, uno di quattro anni e uno appena nato. Due o tre volte, in quel periodo, mi svegliai nella notte paralizzato e spaventato. In due occasioni non mi riuscì di aprire gli occhi. Una volta vidi qualcosa muoversi dietro le tende. Volevo urlare, per svegliare mia moglie. Poi il nulla, e la cosa seguente che rammento è l’alba. Passò qualche mese e iniziai a provare delle fitte lancinanti ai genitali. Nessun dottore fu di aiuto. Uno disse che i sintomi erano simili a quelli provocati da una lesione nel condotto seminale. Ma non mi era accaduto nulla del genere. Fu allora che in una libreria vidi la copertina di "Communion" di Whitley Strieber. Leggere la sua storia, anche se affascinante e inquietante, non servì a gran che, ma notai certe similitudini. Nel 1991 io e mia moglie ci separammo. Precipitai in un tremendo stato depressivo. Persi tutto. Anche la custodia dei miei figli (non sposate mai la figlia di un avvocato - specialmente nello Utah). Ricominciare daccapo fu ancora più difficile. Ci vollero anni per riprendermi, finanziariamente ed emotivamente. Avviai una piccola fattoria nel sud dello Utah per me e i miei figli, quando mi facevano visita.
La mia camera da letto si affacciava sulle montagne - miglia e miglia di prati e natura selvaggia. Realizzavo mobili su ordinazione. Provai a cancellare il passato, accontentandomi, vivendo da solo, di giocherellare col computer (la TV qui riceve solo un canale). Attraverso tutto il dolore e i traumi degli ultimi anni, strani eventi paranormali continuavano ad accadere. Niente "incontri alieni", ma sottili eventi di sincronicità. Cercai di sondare maggiormente lo scenario delle "abductions". Più leggevo, più scoprivo di avere elementi in comune con i rapiti. Nell’Aprile 1996 consultai una dottoressa omeopatica. Era una sensitiva ed intuì subito le mie esperienze di abduction. Mi disse che il dolore ai genitali probabilmente era causato dai prelievi di sperma da parte degli alieni, e che c’era un impianto nel retro della mia testa! Era troppo, persino per me (ma ho una cicatrice, proprio dove la dottoressa stimò che mi avessero posto l’impianto). Le mie esperienze non sono drammatiche come altre, ma l’ipnosi potrebbe rivelare di più. Solo che trovare un buon ipnoterapeuta in questa piccola città è impossibile. So che c’è qualcosa là fuori - qualcosa con incredibili poteri, e che vuole rimanere nell’ombra. Chi sono? E cosa vogliono? Sono buoni o cattivi? Domande dopotutto inutili - non dissimili dalla religione o dalla filosofia: solo domande, e nessuna risposta.

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