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Tutti gli articoli di STARGATE (Vita aliena) UN ET DAGLI URALI
di Lily Ayo
Foto: GUFOA http://www.gufoa.kheta.ge/english.html


Kashtim, Russia, Agosto 1996: viene ritrovato un neonato, minuscolo e di fattezze inusuali, che muore quasi subito.
Il video della polizia. Interviene il KGB e tutto sparisce.

 

"Tutto accadde in Russia, nel villaggio di Kashtim, tra i monti Urali", racconta il ricercatore del GUFOA (Georgian Ufological Association) Zaza Edilashvili. Ed è, per noi, una storia tutta da dimostrare, sulla quale, come da sempre accade, sarà pressoché impossibile fare luce, perché la cortina di ferro esiste ancora, in questo campo. Così ricostruisce i fatti Edilashvili: "Una donna anziana trovò un ET morente in mezzo alla strada. Era poco più di un feto, e la donna pensò che si trattasse di un normale neonato, forse appena partorito e abbandonato, così lo portò a casa sua. Se ne prese cura e lo nutrì. Ma dopo due settimane la donna iniziò a star male, e fu ricoverata d’urgenza in ospedale. Il piccolo essere rimase solo, e senza nessuno che l’accudisse morì. Non ho su chi prese il corpo del piccolo ET, ma sembra che il 13 Agosto 1996 la polizia di Kashtim lo misurò e lo riprese con una videocamera VHS. Era alto solo 21 centimetri. Dopo le riprese il corpo venne preso in custodia dalla polizia per ulteriori analisi scientifiche, ma questo in seguito venne rubato dal KGB e da allora non se ne sa più nulla". Questa l’asciutta dichiarazione diffusa dal sito internet del GUFOA. Benché gli eventi descritti risalgano al 1996, solo di recente una rete televisiva della Georgia, la TBU, ha trasmesso le immagini girate dagli agenti di polizia, non accludendo altre informazioni a riguardo. Edilashvili si ripromette di riportare ulteriori dettagli sulla vicenda appena possibile.

ANALISI PRELIMINARE DELLE IMMAGINI
Dopo gli "UFO Files Segreti del KGB", ancora un caso controverso giunge dall’ex Unione Sovietica, e ancora una volta l’unica prova fornita viene da un filmato VHS. L’episodio in questione è però contraddistinto dalla testimonianza apparentemente attendibile di una donna (di cui non è nota l’identità) che dichiara di aver rinvenuto l’esserino e di averlo accudito per quanto le sarebbe stato possibile.
Da parte nostra, un primo studio può essere condotto sulle foto estrapolate dal video, seppur di scarsa qualità, data la compressione grafica dei files JPG. La nostra prima impressione è che, se si tratta di un falso, è un capolavoro di modellistica. Avendo effettuato studi in questo campo ed in anatomia, con esperienze dirette in "modelling", a mio avviso realizzare una ricostruzione di alcuni dettagli morfologici umanoidi in scala così ridotta (21 cm!) darebbe a che pensare anche al migliore scultore o modellatore di fama. Dalle foto si evince, ad esempio, che l’esserino possiede un’anatomia non troppo dissimile da quella umana: l’osso del bacino è ben formato, il femore vi si congiunge in maniera naturale ed è visibile persino una porzione di tessuto tendineo biancastro che collega la testa del femore all’anca. Dall’osso sacro si allunga la colonna vertebrale, visibile solo nella sezione lombare, per via della avvenuta decomposizione dello stomaco e dei tessuti molli addominali. Il torace è ben formato, e specie nelle foto posteriori è ben definita la cassa toracica e la scalettatura delle costole sembra regolare. Il collo presenta una forte muscolatura, forse per meglio reggere la testa, fortemente macrocefala persino per un individuo in età postnatale. La muscolatura del collo, parzialmente decomposta, si doveva allacciare a creste ossee, che spiccano nella parte inferiore della nuca, ancora parzialmente ricoperte da brani di tessuto tendineo. La trachea, come gli altri tessuti molli, è mancante, mentre naso, bocca e parte del mento sembrano essersi calcificati, forse per via di proprietà chimiche e strutturali che abbiano alterato il processo di decomposizione. La spalla, come tutte le giunture, è ben formata: dall’acromion alcune fasce tendinee (anch’esse apparentemente calcificate) collegano la spalla all’omero, mentre nell’avambraccio si distinguono persino il radio e l’ulna, in torsione per via della posizione articolare. Nei gomiti e nelle ginocchia sono evidenti le articolazioni, strutturate come le nostre. Si tratta di articolazioni dello spessore di circa mezzo centimetro, difficilissimo quindi replicarle così bene. Le estremità differiscono da quelle umane: le mani sembrano mancanti (forse a causa di una malformazione), ma il tratto osseo seguente l’articolazione del polso è troppo lungo per non pensare ad una differente anatomia. Inoltre, in una delle foto è ben visibile, nel tratto terminale del polso, una serie di escrescenze ossee che formano una dentellatura associabile a quelle che le mantidi religiose presentano nella stessa zona. Potrebbero derivare anch’esse da una malformazione, oppure essere parte integrante di un sistema anatomico differente. Inoltre i piedi, per quanto la foto sia poco chiara, sono più larghi del normale e sembrano dotati di due estremità della stessa lunghezza. La testa, infine, possiede la più evidente anomalia anatomica dell’intero essere. Il cranio è allungato verso l’alto in modo innaturale, e alla sommità del capo le ossa si piegano ad arco acuto. Tale difformità è evidenziata maggiormente dalla presenza, sull’osso frontale e parzialmente su quelli parietali, di creste ossee. Queste creste si presentano bilaterali e di forma armoniosa, ed è quindi impossibile pensare ad una malformazione dovuta a qualche patologia ossea.
Dato la grande quantità di dettagli di così minute dimensioni, l’idea che la creatura possa essere un modello in terracotta, o cera, o altro materiale plastico è alquanto dubbia, vista anche la naturale posa contorta e contratta del corpicino. Non si può escludere l’ipotesi di un macabro collage di resti ossei di neonati, ma anche così la struttura della testa e delle estremità rimarrebbe inspiegata, parimenti alla "calcificazione" di alcune parti.
In assenza di elementi di smentita o di prove che indichino il falso, ai quali siamo sempre aperti, andrebbe accertata la razza, o la specie, di questo esserino rinvenuto in Ucraina nel 1996. Le numerose analogie anatomiche con l’essere umano riconducono al momento, ipoteticamente, ad una sorta di ibrido umano-alieno.

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