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Tutti gli articoli di STARGATE (Vita aliena) LA GRANDE MENZOGNA
di Michael Lindemann (©CNI News)


In tutto il mondo continua la sfida alla segretezza sugli UFO: ma vogliamo davvero sapere la verità?
La verità potrebbe essere diversa da come la vorremmo.

 

Il 15 Settembre 1999 i giornali inglesi davano ampio risalto alle opinioni dell'astronoma e responsabile stampa per la British Royal Astronomical Society, dottoressa Jacqueline Mitton, secondo la quale non sussiste alcuna prova che la Terra sia stata visitata da esseri di altri luoghi e che il persistente credere agli UFO, in quanto astronavi aliene, stava avendo un effetto negativo sugli scienziati seriamente intenzionati alla ricerca della vita extraterrestre. "Grande è il pubblico supporto a questo tipo di ricerche", ha affermato la Mitton, "ma i governi non le appoggiano perché temono di essere così associati all'idea degli omini verdi". L'astronoma ha espresso le sue brave opinioni anti-UFO in compagnia di un pupazzo di alieno gonfiabile. Per lei, e per un infinito numero di persone come lei, gli UFO non rappresentano altro che un mito basato su una massa di percezioni errate, pseudo-scienza e ignoranza da parte di persone deboli di mente a predisposte a credere all'assurdo. Ma alla fine, è lei vittima di un mito - il mito del "Non ci sono Prove". È infatti molto difficile che la dottoressa Mitton abbia analizzato la questione in profondità e si sia fatta un'opinione ragionata sui migliori casi ufologici. D'altronde, perché avrebbe dovuto farlo? Il suo ritenere gli UFO un'assurdità è de facto l'atteggiamento corretto di una persona nella sua posizione. Il mito del "Non ci sono Prove" infatti non è nato per caso, al contrario, è una Grande Menzogna, creata ad hoc e coltivata per decenni. Riconoscere che gli UFO esistono non è l'opinione di un gruppetto di cospirazionisti, ma di un gran numero di studiosi di diverse discipline.

RAGIONEVOLEZZA DELLA RICERCA
UFO: se ne discute tranquillamente attorno ai tavoli dei consigli di amministrazione delle multinazionali, sono l'incubo di scienziati, militari e politici che non hanno ancora capito come "uscire allo scoperto" con le loro preoccupazioni. Ne è riprova il rapporto, coraggiosamente divulgato nel Luglio 1999 dal Cometa, un comitato di scienziati e militari francesi, secondo i quali alcuni UFO non solo sono reali, tecnologici e presumibilmente di origine non terrestre, ma costituiscono una seria sfida alla sicurezza internazionale e come tali dovrebbero essere trattati dalla Difesa. Gli attivisti ufologici perorano dichiarazioni ufficiali da parte dei governi, ma in proposito dovremmo porci due quesiti importanti:

1) tale rivelazione potrebbe essere ragionevolmente forzata con qualsiasi mezzo?
2) se venisse rivelata una verità opacizzata, il pubblico ne sarebbe soddisfatto oppure ci ritroveremmo a desiderare il ritorno ad una beata ignoranza?

L'avvocato Peter Gersten, attraverso la sua organizzazione CAUS (Cittadini Contro la Segretezza UFO), sta testando a livello legale i limiti giudiziari della segretezza sugli UFO, aprendo decine di fascicoli degli ultimi 20 anni, richiedendo la divulgazione di documenti che possono far luce, ad esempio, sull'"esistenza di oggetti volanti triangolari con caratteristiche anomale visti nei nostri cieli". Gersten ha inoltrato 33 dichiarazioni testimoniali giurate (affidavit), costituenti un corpus giudiziale che impone di rivedere la "Ragionevole Ricerca" condotta in materia dal DOD (Dipartimento della Difesa) ma da quest'ultimo liquidata come nulla di rilevante. Viceversa, Gersten basandosi sull'inoppugnabile presupposto che tali oggetti volanti esistono, sostiene che, "a prescindere dalla loro origine e natura, l'OJCS (Ufficio dello Stato Maggiore Interforze) data la sua responsabilità in materia di intelligence e sicurezza deve possedere informazioni che la gente ha il diritto di conoscere". La strategia di Gersten va ripresa e allargata. Il maggiore ostacolo? La politica. Secondo il giornalista Frank Rain la politica gioca un ruolo decisivo nel trattare affari considerati significativi per la sicurezza nazionale. Rain scrive: "Non si può comprendere effettivamente la gestione di informazioni all'interno dei governi senza capire prima che il singolo fattore determinante per ogni circolazione di informazioni oltre il governo non è la ragione o la coscienza, ma la politica". Se la politica è quella di non rendere note le informazioni, allora non potrà esserci azione pubblica, legale o altro che le farà diffondere.

LA CRISI DEGLI U-BOAT
Rain si richiama non solo agli UFO, ma a tutto il panorama storico. Il presidente Franklin D. Roosevelt si trovò ad affrontare il fatto che nel 1942 i sottomarini tedeschi stavano affondando impunemente centinaia di navi sulla costa orientale degli Stati Uniti. Rain dice: "La Casa Bianca era disperata per diverse ragioni: la guerra era giunta a distanza di binocolo dall'America, ma noi non disponevamo del numero adeguato di unità navali e aerei per proteggere le nostre acque orientali. L'amministrazione Roosevelt temeva che se le numerose incursioni degli U-Boat fossero state rese note ci sarebbe stato il rischio di panico nazionale... quindi, attuarono una politica di smentita. Per prima cosa, l'anziano ammiraglio Adolphus Andrews, del tutto ignoto al pubblico, fu incaricato della difesa delle coste ad Est. Secondo, malgrado le ripetute esortazioni a Washington di imporre blackout costieri rendendo le navi da carico più difficili da individuare sulla linea dei litorali, le richieste furono ignorate per non ingenerare sospetti fra la gente. Terzo, ad alcuni elementi fidati della stampa della costa orientale, informati della situazione, fu imposto di astenersi dal raccontare storie a riguardo. Quarto, qualsiasi resoconto dell'attività di U-boat tedeschi nei pressi della costa americana era trattato ufficialmente con scetticismo e la credibilità della fonte messa in discussione. Quinto, ogni rottame o resto delle navi affondate veniva immediatamente confiscato dai militari, mentre ai residenti si diceva che era il risultato di tempeste di mare e che non dovevano parlarne con nessuno. E sesto, tutti coloro a conoscenza della situazione erano tenuti alla massima segretezza, in caso contrario sarebbero stati accusati di tradimento, reato passibile della pena capitale". Oggi pochi americani sanno che tra il Dicembre 1941 e il Settembre 1942, 292 navi furono affondate causando la morte di centinaia di marinai di mercantili. Chiunque abbia familiarità con il cover-up (insabbiamento delle prove) sugli UFO noterà subito il parallelo con la campagna di Roosevelt sugli U-Boat. I sottomarini tedeschi erano reali, erano stati visti da un numero infinito di civili lungo il litorale orientale e avevano affondato circa 300 navi causando migliaia di vittime, ma si riuscì a smentirne la presenza. Fu politica. Funzionò. Esempi del genere sono importanti, perché senza questi (e forse anche con), molte persone ragionevoli non crederebbero che i governi fanno queste cose. Ma le fanno, e riescono. Questa è la sconvolgente verità.

PANICO E NEGAZIONE
Noi di CNI News siamo assolutamente convinti che alcuni UFO rappresentino tecnologie non umane e che esseri intelligenti non umani siano presenti, sul nostro pianeta e nella sua atmosfera, in numero significativo e che interagiscano con moltissimi civili innocenti e con varie altre forme di vita terrestre. E siamo altresì certi che la politica si adopera per insabbiare e negare questi fatti, e che non ci sono manovre legali che possano scavalcare tale politica in tempi brevi - a meno che non emergano ragioni per cambiare tale strategia, dall'interno di quelle agenzie segrete che la gestiscono. Nel frattempo dobbiamo chiederci: quali presupposti operativi possono essere all'origine di tale politica? Forse l'esempio degli U-Boat giunge nuovamente utile. Gli U-Boat rappresentavano una forza aliena occulta, in grado di compiere misfatti impunemente. Di certo, nel periodo 1941-42 gli Stati Uniti non possedevano un'efficace risposta a tale minaccia. Eppure, Roosevelt scelse di non agire sugli U-Boat, ma sulle percezioni e i credo degli Americani. Ci sono ottime ragioni per credere che una situazione simile sia stata applicata agli UFO, con la differenza che, riguardo agli U-Boat, gli alleati trovarono un rimedio abbastanza rapidamente, ma per gli UFO, non ce ne sono. Possiamo porre sul tavolo una possibilità: Roosevelt temeva che gli Americani fossero presi dal panico. La CIA, nel suo rapporto della Commissione Robertson (Stargate n.1, "Lotta per la verità", Aprile 2000) del 1953, giunse alla stessa conclusione riguardo la pubblica reazione agli UFO. Certi scettici continuano a dubitare che il rischio del panico globale sia sufficiente a giustificare il cover-up sugli UFO, ma i loro dubbi sono francamente assurdi. Abbiamo già constatato come - in seguito all'annuncio pubblico di Clinton sui possibili effetti dell'Y2K - la nostra leadership nazionale si sia dimostrata molto più preoccupata di dominare il potenziale panico (sotto forma di "incetta di cibo" o "la corsa alle banche") che non di rivelare la verità sull'Y2K. Insomma, noi, la gente, rappresentiamo il maggiore problema per il governo. La nostra presunta propensione a diventare irrazionali, imprevedibili e potenzialmente distruttivi al primo segno di guai è il problema che la politica ufficiale di negazione deve affrontare. Che gli "alieni" siano benevoli o meno è un punto controverso. È tutta da dimostrare la tesi ufficiale, del "prima spara e poi chiedi" che sarebbe tipica degli esseri umani di fronte al manifestarsi di entità aliene. Non è detto che andrebbe così. Peraltro, non si può escludere che la "realtà" dell'attività aliena sul pianeta Terra non sia del tutto benevola. Anche se non totalmente ostili, i metodi e i motivi di alcune entità non umane potrebbero avere l'effetto di terrorizzare molti umani se direttamente percepiti. In quel caso, sarebbe saggio e buono dirci tutta la "verità"?

VERITÀ SPIACEVOLE
Linda Moulton Howe è una giornalista investigativa specializzata nel lato oscuro delle attività intelligenti non umane, come le mutilazioni di bestiame. Spiegazioni a parte, questi eventi si verificano con allarmante regolarità nei ranch e nelle fattorie americane e in diversi altri Paesi. I grotteschi sforzi di spiegare i tagli precisi su questi animali come aggressioni di predatori, malattie, fulmini o perfino azioni di sette sataniche sono fuori luogo. Prove inconfutabili dimostrano che gli animali vengono sottoposti a operazioni metodiche e intelligenti, per motivi sconosciuti, da agenti indisturbati e in totale segretezza, senza lasciare alcun segno della propria presenza o identità, a parte i segni sugli stessi animali. Molto spesso si è appurato che la carcassa dell'animale è stata gettata sul posto dall'alto. Linda Howe afferma: "Le persone vogliono che il governo dica la verità, ma non vogliono conoscerla, se è spiacevole". Ha ragione? Io direi di sì.

Le ultime indagini della Howe si trovano sul sito:
http://www.earthfiles.com/earth068.htm

PROMEMORIA
1) La gente "ha bisogno di sapere" degli UFO? "Probabilmente no".
2) La gente sarebbe più soddisfatta conoscendo tutta la verità sugli UFO? "Probabilmente no".
3) Il governo ha qualche ragione impellente per cambiare la sua politica di negazione sugli UFO? "Probabilmente no".
4) Le iniziative civili possono provocare la diffusione del materiale sugli UFO in assenza di un cambiamento di politica? "Probabilmente no".
5) Dovremmo quindi disperare di conoscere la verità sugli UFO? Forse, a sorpresa, la mia risposta a quest'ultima domanda è: "Certamente no".

La nostra comprensione collettiva di fatti riguardanti l'esistenza e la natura della vita extraterrestre sta crescendo oggi ad un livello senza precedenti. Allo stesso tempo, varie pressioni politiche, sociali e ambientali stanno nascendo. Ci sono le condizioni per cambiamenti rilevanti negli atteggiamenti sociali e anche nel comportamento dei governi. Anche se la verità non è dietro l'angolo, siamo giustificati nel perseguirla. In qualsiasi momento potrebbe verificarsi l'inaspettato. Ma, di nuovo, dobbiamo essere pronti (al meglio) alla possibilità che la verità potrebbe non essere esattamente quella che vorremmo.

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