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IL PECCATO E IL POTERE DI SATANA NELLA BIBBIA
di Lawrence Sudbury
per Edicolaweb


All'interno del corpus biblico è impossibile trovare, concentrata in un solo passo, una descrizione completa ed esaustiva di Satana e del suo ruolo nel grande piano divino: gli insegnamenti scritturali a riguardo possono, dunque, essere estrapolati solo combinando un gran numero di notizie sparse e di brani che vanno dalla Genesi all'Apocalisse e leggendoli alla luce della tradizione patristica e teologica.

Quasi assente, o comunque proporzionalmente pochissimo presente, nel Vecchio Testamento, il diavolo è menzionato ben 188 volte nel Nuovo Testamento:
  • 62 volte come "demone";
  • 36 volte come "Satana";
  • 33 volte come "diavolo";
  • 37 volte come una "bestia";
  • 13 volte come un "dragone";
  • 7 volte come "Belzebù".
Ma qual è il suo ruolo in tutti questi passaggi e, prima ancora, nelle poche citazioni veterotestamentarie in cui compare?
Satana risulta, innanzitutto, come un angelo (1), creato da Dio prima dell'inizio del mondo (2). È certamente molto potente (nell'Apocalisse (3) gli vengono simbolicamente attribuite "dieci corna") e molto saggio (sempre nell'Apocalisse (4) lo si descrive come con "sette teste"), ma è divenuto il primo dei peccatori (5): a quanto risulta (6), ad un certo punto del passato (o forse del futuro: tutto risulta, dal punto di vista cronologico, molto vago all'interno dell'Apocalisse) egli ha guidato una grande rivolta contro Dio nei cieli ed è stato punito per questo con la "caduta" dal suo status originale, una caduta in cui ha trascinato con se un gran numero di altri angeli (7).
Alcuni degli "angeli caduti" sono liberi di muoversi dove vogliono e vengono definiti "demoni", mentre altri sono legati in un luogo definito, chiamato "l'Abisso" (8). Tra questi ultimi, alcuni sono imprigionati per l'eternità (9), altri solo temporaneamente (10). Tutti gli "angeli caduti", comunque, hanno ora un solo scopo nella loro esistenza: muovere guerra contro il Regno di Dio (11).
Alcuni, erroneamente, ritengono che il diavolo viva all'inferno, ma non è questo che le Scritture dicono: in realtà l'"inferno" è il luogo escatologico in cui Satana e i peccatori condannati saranno mandati dopo il giudizio finale: per ora, Satana si aggira sulla Terra (12) e solo alla Seconda Venuta di Cristo verrà imprigionato per mille anni. Dopo un millennio, sarà lasciato libero per un breve periodo, durante il quale continuerà ad ingannare le nazioni (13), prima dell'"escaton", quando la sua sorte sarà quella di essere gettato in un lago di fuoco (14), preparato da Dio per il diavolo e i suoi angeli malvagi fin dall'inizio dei tempo (15).
Se questa è la visione demonologica generale che possiamo desumere dai testi biblici, lungo le diverse pagine ci vengono forniti altri spunti per indagare più in profondità sulla natura del "grande nemico".
Interessante, nel "Libro di Ezechiele", è, ad esempio, la piuttosto chiara l'allegoria demoniaca legata alla figura "Re di Tiro". Nel testo troviamo:

«Mi fu rivolta questa parola del Signore: "Figlio dell'uomo, parla al principe di Tiro: Dice il Signore Dio: Poiché il tuo cuore si è insuperbito e hai detto: Io sono un dio, siedo su un seggio divino in mezzo ai mari, mentre tu sei un uomo e non un dio, hai uguagliato la tua mente a quella di Dio, ecco, tu sei più saggio di Daniele, nessun segreto ti è nascosto. Con la tua saggezza e il tuo accorgimento hai creato la tua potenza e ammassato oro e argento nei tuoi scrigni; con la tua grande accortezza e i tuoi traffici hai accresciuto le tue ricchezze e per le tue ricchezze si è inorgoglito il tuo cuore. Perciò così dice il Signore Dio: Poiché hai uguagliato la tua mente a quella di Dio, ecco, io manderò contro di te i più feroci popoli stranieri; snuderanno le spade contro la tua bella saggezza, profaneranno il tuo splendore. Ti precipiteranno nella fossa e morirai della morte degli uccisi in mezzo ai mari. Ripeterai ancora: "Io sono un dio", di fronte ai tuo uccisori? Ma sei un uomo e non un dio in balìa di chi ti uccide. Della morte dei non circoncisi morirai per mano di stranieri, perché io l'ho detto." Oracolo del Signore Dio.
Mi fu rivolta questa parola del Signore: "Figlio dell'uomo, intona un lamento sul principe di Tiro e digli: Così dice il Signore Dio: Tu eri un modello di perfezione, pieno di sapienza, perfetto in bellezza; in Eden, giardino di Dio, tu eri coperto d'ogni pietra preziosa: rubini, topazi, diamanti, crisòliti, ònici e diaspri, zaffìri, carbonchi e smeraldi; e d'oro era il lavoro dei tuoi castoni e delle tue legature, preparato nel giorno in cui fosti creato. Eri come un cherubino ad ali spiegate a difesa; io ti posi sul monte santo di Dio e camminavi in mezzo a pietre di fuoco. Perfetto tu eri nella tua condotta, da quando sei stato creato, finché fu trovata in te l'iniquità. Crescendo i tuoi commerci ti sei riempito di violenza e di peccati; io ti ho scacciato dal monte di Dio e ti ho fatto perire, cherubino protettore, in mezzo alle pietre di fuoco. Il tuo cuore si era inorgoglito per la tua bellezza, la tua saggezza si era corrotta a causa del tuo splendore: ti ho gettato a terra e ti ho posto davanti ai re che ti vedano. Con la gravità dei tuoi delitti, con la disonestà del tuo commercio hai profanato i tuoi santuari; perciò in mezzo a te ho fatto sprigionare un fuoco per divorarti. Ti ho ridotto in cenere sulla terra sotto gli occhi di quanti ti guardano. Quanti fra i popoli ti hanno conosciuto sono rimasti attoniti per te, sei divenuto oggetto di terrore, finito per sempre."»  (16)
Aprendo l'allegoria, veniamo così a sapere che Satana era un angelo di estrema bellezza, cosa che ci viene confermata anche da Isaia (17) ("Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell'aurora? Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli? Eppure tu pensavi: Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono, dimorerò sul monte dell'assemblea, nelle parti più remote del settentrione. Salirò sulle regioni superiori delle nubi, mi farò uguale all'Altissimo. E invece sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità dell'abisso!"), prediletto da dio per la sua perfezione e sapienza, ma, soprattutto, veniamo a sapere molto del peccato che lo ha portato alla "caduta".
Ebbene, quale fu esattamente il carattere dell'iniquità di Satana?
Una risposta neotestamentaria ci è fornita direttamente dalla "Ia Lettera di Timoteo" (18): poiché creato perfetto da Dio, sono la vanità e l'orgoglio che penetrano nel cuore dell'angelo prediletto e lo muovono verso l'arroganza e l'aspirazione a farsi Dio che lo dannano.
Isaia e Ezechiele, nei brani riportati, sono ancora più espliciti: la caduta dalla posizione privilegiata di quella che forse era la più grande tra le creature angeliche nasce dall'orgoglio, dall'eccessiva autostima, dall'iniquità della ribellione e dalla violenza.
Così, per la sua aspirazione a farsi uguale a Dio, Lucifero, l'essere supremo a Dio più vicino, diviene il nemico per eccellenza (cioè, appunto, in ebraico, "Satan") e i suoi titoli onorifici (bello, sapiente, potente) scompaiono, sostituiti da termini che riflettono le caratteristiche della sua decadenza e della sua ostilità verso Dio e gli uomini: bugiardo, omicida, nemico, malvagio, "Abaddon" (distruzione), "Apollyon" (distruttore), "Belial" (senza valore), serpente e dragone.
Scoto (19), però, specifica che sarebbe improprio definire il peccato satanico come unicamente legato all'eccessivo orgoglio. In realtà, quella di Lucifero è, più propriamente, una sorta di "lascivia spirituale", il porre il proprio piacere, derivante dalla propria superiorità, al di sopra del volere di Dio.
Tale "lascivia spirituale" si enucleerebbe nei cosiddetti "cinque atti di volontà" (20) che il diavolo compie e che sono descritti da Isaia (21): "Eppure tu pensavi: Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono, dimorerò sul monte dell'assemblea, nelle parti più remote del settentrione. Salirò sulle regioni superiori delle nubi, mi farò uguale all'Altissimo."
In ciascuno dei "cinque atti di volontà", Satana contrappone il proprio volere a quello di Dio e, significativamente, proprio in questa contrapposizione risiede il suo maggior peccato (o, secondo la maggioranza dei satanisti, la sua vera gloria): quello della creatura che afferma la propria individualità personale e volontà contro la volontà e il comando del suo creatore.
Di fatto, i "cinque atti di volontà" si riassumono nel volere di controllare tutto l'universo, inclusi tutti i potentati celesti e terrestri.
Alcuni termini, però, possono apparire un po' misteriosi e meritano una spiegazione più approfondita.
Per quanto riguarda la "dimora sul monte dell'assemblea", il riferimento è all'assemblea degli dei babilonesi, a cui il Dio di Israele era, ovviamente, secondo il pensiero ebraico, superiore, mentre l'idea del "monte" si riferisce all'autorità e al diritto di governo, spesso nelle Scritture associato all'altezza fisico-orografica (come, ad esempio, in Isaia (22), in cui troviamo: "Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà eretto sulla cima dei monti e sarà più alto dei colli; ad esso affluiranno tutte le genti" e in qualche modo, si anticipa la caratteristica del "Regno messianico" a cui tutti gli altri regni, montagne e colline saranno, secondo i Salmi (23), inferiori): questo terzo "atto di volontà" sta, dunque, ad indicare il desiderio si Satana di ottenere una preminenza politica su tutto il creato.
Per quanto riguarda, invece, il "salire sulle regioni superiori delle nubi", va ricordato che sia nell'Esodo (24) ("Ora mentre Aronne parlava a tutta la comunità degli Israeliti, essi si voltarono verso il deserto: ed ecco la Gloria del Signore apparve nella nube.") che nell'Apocalisse (25) ("Dopo ciò, udii come una voce potente di una folla immensa nel cielo che diceva: Alleluia! Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio.") cielo e nubi sono spesso associate alla presenza divina e alla Sua gloria, una gloria che Lucifero vuole usurpare.
Pentecost scrive: "Quando Lucifero disse: 'Salirò sulle regioni superiori delle nubi' stava affermando: 'prenderò per me stesso una gloria maggiore di quella che appartiene a Dio.'" (26). Ricordando come Ezechiele descrive la gloria luciferina come quella del sole che si rilette su gemme splendenti, ci rendiamo conto della vera natura del contrasto: quella dell'angelo caduto è una gloria che è riflesso della gloria di Dio ma Lucifero vuole che la sua gloria gli appartenga direttamente, dimostrando una specie di "avidità di potere" che lo pone direttamente contro Dio. Infine, l'ultimo "atto di volontà", quel "mi farò uguale all'Altissimo" è, probabilmente, la maggior prefigurazione del fallimento a cui Satana deve necessariamente andare incontro nel suo sfrenato desiderio di potere: l'atto imitativo stesso presuppone una coscienza della sua inferiorità, l'ammissione del non essere uguale a Dio, di essere creatura e non creatore. Ma, soprattutto, da questa frase si dimostra un ulteriore peccato satanico, quello dell'invidia: Lucifero non vuole contrapporsi ideologicamente a Dio, non vuole creare un nuovo ordine, ma vuole imitare Dio (da cui il suo soprannome di "scimmia di Dio") nella sua grandezza (espressa con l'aggettivo divino "altissimo" a partire già dalla Genesi (27): "Intanto Melchisedek, re di Salem, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio Altissimo.") e non sopportando di essere inferiore ad alcuno e macerandosi nel livore dell'invidia, finisce per sfidare direttamente il potere di Dio, inducendo altri angeli a fare lo stesso.
Sebbene nulla di definito possa essere conosciuto riguardo al precisa natura dell'accusa mossa agli "angeli ribelli" e alle modalità della loro caduta, molti teologi (tra gli altri lo Pseudo-Dionigi (28), Agostino (29), Tommaso (30)) hanno congetturato che fosse stato loro rivelato il mistero della Incarnazione Divina e che, osservando come un essere di natura inferiore alla loro dovesse unirsi per ipostasi all'entità divina del Cristo, rifiutassero di prostrarsi in adorazione di fronte al Verbo incarnato, seguendo, nel loro rifiuto, il peccato d'orgoglio luciferino.
È possibile che tali angeli siano stati ingannati da Lucifero stesso (e a questo si potrebbero far risalire i "commerci disonesti" a cui fa riferimento Ezechiele nel brano riportato): in ogni caso Lucifero istiga alla violenza e alla ribellione le schiere celesti prima ancora della creazione umana e coloro che lo seguirono divennero "angeli apostati" e diedero inizio alla grande guerra celeste.
Si tratta, molto probabilmente, della stessa guerra di cui leggiamo nell'Apocalisse (31) ("Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli."), in cui le armate degli angeli fedeli a Dio, guidate dall'arcangelo Michele, annientano i ribelli, cacciandoli sulla Terra.
Conseguentemente, la Terra diviene il regno di Satana, o, almeno, il suo unico campo d'azione.
Le Scritture sono molto chiare nel descrivere i tempi in cui viviamo come una "età del male" ("profittando del tempo presente, perché i giorni sono cattivi" (32)) guidata da Satana, definito "dio di questo mondo" ("E se il nostro vangelo rimane velato, lo è per coloro che si perdono, ai quali il dio di questo mondo ha accecato la mente incredula, perché non vedano lo splendore del glorioso vangelo di Cristo che è immagine di Dio." (33)) e del suo sistema.
Il suo dominio non è eterno ed il suo potere rimane pur sempre limitato da quello divino e vinto dal sacrificio di Cristo.
Così, nel "Vangelo di Giovanni" troviamo: "Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori." (34) e "Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò. E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in me; quanto alla giustizia, perché vado dal Padre e non mi vedrete più; quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato." (35)
E nella "Lettera agli Efesini": "Anche voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, nei quali un tempo viveste alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle potenze dell'aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli." (36).
È in questa vittoria dei Dio nella II Persona che si rinnova la vittoria della grande "guerra celeste" e che, teologicamente, risiede il nucleo salvifico di tutto il Vangelo. Anzi, sempre teologicamente, per molti versi potremmo leggere tutta la "Buona Novella" in termini di "guerra vinta": dopo aver riaffermato la sua potenza nei cieli con la guerra che ha portato alla caduta sulla Terra degli "angeli ribelli", Dio ha avuto misericordia degli uomini, sui quali il potere di Satana era ancora attivo e ha deciso di combattere per sconfiggere il "nemico" anche su questo piano, fino a quel momento governato da Lucifero al punto da permettergli, tentando Cristo, di dichiarare "Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo." (37)
Per certi versi, comunque, la vittoria divina non viene mai messa in discussione, proprio per la palese inferiorità del potere di Lucifero rispetto a quello divina, una inferiorità che risulta "naturale" e quasi ovvia sulla base di alcuni presupposti:
  • Satana non è increato, ma è creatura di Dio, che lo può usare a Suo piacimento ("Perché non montassi in superbia per la grandezza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un inviato di satana incaricato di schiaffeggiarmi, perché io non vada in superbia." (38));
  • Satana non è onnisciente, ma solo un angelo caduto e, come angelo, non conosce tutto ("Su questa salvezza indagarono e scrutarono i profeti che profetizzarono sulla grazia a voi destinata cercando di indagare a quale momento o a quali circostanze accennasse lo Spirito di Cristo che era in loro, quando prediceva le sofferenze destinate a Cristo e le glorie che dovevano seguirle. E fu loro rivelato che non per se stessi, ma per voi, erano ministri di quelle cose che ora vi sono state annunziate da coloro che vi hanno predicato il vangelo nello Spirito Santo mandato dal cielo; cose nelle quali gli angeli desiderano fissare lo sguardo." (39)) ma il suo sapere deriva solo dall'esperienza del male e dalla capacità di tentare i deboli esseri umani;
  • Satana non è onnipotente e, a dispetto delle credenze popolari, la sua azione sul mondo e sugli uomini non è diretta ma deve appoggiarsi su una serie di "agenti" che comprende:
    a) i suoi demoni;
    b) il sistema mondiale che è sotto il suo controllo ("Noi sappiamo che siamo da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del maligno." (40));
    c) i cristiani deboli che riesce a manipolare ("Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò a protestare dicendo: Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai. Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: Lungi da me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!" (41); i non credenti che soggiacciono ai suoi comandi (come chiaro nell'Apocalisse (42));
  • Satana non è onnipresente, come non possono esserlo i suoi demoni, sebbene egli sia, come visto nella "Lettera agli Efesini", "principe del potere dell'aria" e i suoi demoni siano così numerosi da apparire ubiqui ("Gli diceva infatti: Esci, spirito immondo, da quest'uomo!. E gli domandò: Come ti chiami? Mi chiamo Legione, gli rispose, perché siamo in molti." (43));
  • Satana non è sovrano, in quanto scacciato da Dio dal governo dopo la sua ribellione fallita, cosicché il suo dominio si estende solo entro i limiti che Dio stesso gli concede ("Il Signore disse a Satana: Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stender la mano su di lui. Satana si allontanò dal Signore." (44)).
Tutte queste limitazioni fanno sì che, biblicamente, il diavolo sia limitato e senza potere di fronte al Figlio di Dio la cui potenza è infinitamente superiore (e "Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire le sue cose se prima non avrà legato l'uomo forte; allora ne saccheggerà la casa." (45)) e che lo ha sconfitto con la croce ("Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori." (46)), come era scritto dall'eternità ("Chi commette il peccato viene dal diavolo, perché il diavolo è peccatore fin dal principio. Ora il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo." (47)).

L'unico potere che, secondo la Bibbia e tutto il folklore ebraico, rimane a Satana dopo la sconfitta per mano di Cristo è quello di tentare gli esseri umani che volontariamente si allontanano da Dio, perdendo così la sua protezione ("Voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna." (48)) e diventando succubi demoniaci, come "manovalanza" delle armate degli "angeli apostati", ma ai credenti è promesso che non saranno mai tentati oltre la loro possibilità di sopportazione ("Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana; infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscita e la forza per sopportarla." (49)), che saranno sempre in grado di sconfiggere la potenza del maligno ("Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio; poiché hanno disprezzato la vita fino a morire." (50)) e che nulla potrà mai separarli dall'amore di Dio ("Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore." (51)).
Note:
1. Giobbe, 1-2.
2. Giobbe 38,4-7.
3. Apocalisse 12,3.
4. Ivi.
5. I Giovanni 3,8.
6. Apocalisse 12,7.
7. Apocalisse 12,4-9.
8. Luca 8,31.
9. II Pietro, 2,4; Giuda 6.
10. Apocalisse 9,1-11.
11. Apocalisse 12,17.
12. Giobbe 1,7.
13. Apocalisse 20,7-9.
14. Apocalisse 20,10.
15. Matteo 25,1.
16. Ezechiele 28,1-19.
17. Isaia 14,12-15.
18. Prima Lettera a Timoteo 3,6-7.
19. Duns Scoto, "De Rerum Principio", II.
20. Così definite, ad esempio, in G. Davidson, "Dictionary of Angels: Including the Fallen Angels", Free Press 1994, p. 297.
21. Isaia 14,13-14.
22. Isaia 2,2.
23. Salmi 48,2.
24. Esodo 16,10.
25. Apocalisse 19,1.
26. D. Pentecost, "Your Adversary, the Devil", Kregel Publications 1997, p. 86.
27. Genesi 14,18.
28. Pseudo-Dionigi, "De Ecclesiastica Hierarchia", I.
29. Agostino d'Ippona, "Enarrationes in Psalmos", CIII.
30. Tommaso d'Aquino, "Summa Theologica", I-II.
31. Apocalisse 12,7-9.
32. Efesini 5,16.
33. II Corinzi 4,4.
34. Giovanni 12,31.
35. Giovanni 16,7-11.
36. Efesini 2,2.
37. Luca 4,6.
38. Seconda Lettera ai Corinzi 12,7.
39. Prima Lettera di Pietro 1,10-12.
40. Prima Lettera di Giovanni 5,19.
41. Matteo 16,22-23.
42. In particolare in Apocalisse 13.
43. Marco 5,8-9.
44. Giobbe 1,12.
45. Marco 3,27.
46. Giovanni 12,31.
47. Prima Lettera di Giovanni 3,8.
48. Giovanni 8,44.
49. Prima Lettera ai Corinzi 10,13.
50. Apocalisse 12,11.
51. Romani 8,37-39.

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