
CAPIRE TAKEN: Rapiti, E.T. & UFO

Gli speciali dei misteri
in tutte le edicole: € 5,00

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PRESENTAZIONE:

Ancora una volta, e non casualmente, Spielberg fa opera di acculturazione globale sulla tematica ET-UFO...

CAPIRE TAKEN: dagli Incontri ravvicinati del III a quelli del IV tipo.
Dietro le quinte di un serial televisivo dai fini chiaramente pedagogici.

Rapimenti da UFO: la letteratura ci ricorda il caso Aquilante del 1954 in Italia, quello del brasiliano Villas-Boas utilizzato per un accoppiamento forzato con una aliena, i casi "a due" di Barney e Betty Hill (1961) e di Charles Hickson e Calvin Parker (1973), poi quello di Travis Walton (1975) con 6 testimoni, da cui fu tratto il film "Bagliori nel buio"; e poi molti altri, dalle americane Andreasson e Cortile (Napolitano) agli italiani Zanfretta, Lonzi e Cavallo.
Rivisitarli sarebbe banale. Giusto invece ricordare il contributo offerto dalla compianta Karla Turner, autrice del rapporto (dedicato alla casistica sulle cosiddette "abductions" ma al femminile) intitolato TAKEN. Un titolo secco ed emblematico destinato ad essere utilizzato oltre la sua immatura scomparsa, e da un regista e produttore del calibro di Steven Spielberg.
Oggi, dal 3 giugno in poi, dopo un ritardo di mesi imposto dallo slittamento del palinsesto Mediaset, il "piccolo schermo" di Italia Uno ha finalmente ospitato le 10 puntate di TAKEN, con l'abile sceneggiatura di Leslie Bohem, dieci episodi (ciascuno realizzato da un regista diverso) coordinati e firmati da Steven Spielberg che, dopo "Incontri ravvicinati del Terzo Tipo" prima, "E. T. l'Extraterrestre" poi e infine "A.I. Intelligenza Artificiale", è tornato sul tema ET -UFO con un "serial" intriso di tutte le tematiche proprie della questione delle "abductions", quelli che J.A Hynek avrebbe definito "incontri ravvicinati del quarto tipo".
Con TAKEN Spielberg aggiorna dunque il suo contributo di affabulatore-divulgatore e di "acculturatore delle masse", giunto al punto nodale di tutta la questione ufologica.
Alieni? Sì. Sono qui? Sì.
"Noi non siamo soli", recitava lo "slogan" del suo film del 1977. Ma non basta.
Il fatto è che per di più "sono fra noi", e "da sempre". Sconvolgente? Forse.
Ma Spielberg, oggi che ormai oltre il 50 per cento degli occidentali adulti - lo dicono i più recenti sondaggi - accetta variamente tale prospettiva, ha infine rotto gli indugi, proponendo al pubblico televisivo (con una scelta strategica vincente, in quanto quello che vediamo in TV ci colpisce tutti "ben più profondamente") una oculata "summa" di quanto è bene che la gente sappia e assimili.
Di fronte a questa affermazione qualcuno resterà perplesso. Ma sappia che è così e basta. E ricordi che prima di essere una questione scientifica, quello degli UFO costituisce da sempre un problema "politico" e di "intelligence". "E che noi del Centro Ufologico Nazionale, sulla breccia a livello internazionale dal 1965 (ricordiamo che il CUN è uno dei cinque organismi privati di ricerca ufologica più vecchi ed accreditati al mondo nonostante tutto ancora operanti), abbiamo toccato con mano tutto questo".
Per chi infatti non lo avesse capito, Hollywood ha da tempo lavorato a "preparare" sottilmente le masse alla "prospettiva extraterrestre" con un vero e proprio "programma educativo" segreto e di lungo periodo varato nei primi anni Cinquanta mediante "produzioni orientate" e attuato nel tempo su periodico stimolo dell'Intelligence USA, da un lato intenta in nome dell'ordine pubblico e della ragion di stato a "coprire" ufficialmente tutta la tematica UFO con una politica di segretezza ("top secret"), di discredito ("debunking") e insabbiamento ("cover up"), ma dall'altra interessata altresì a trasmettere al pubblico tutta una serie di idee, concetti e dati reali attraverso lo strumento della "fiction" a livelli sia letterario che di spettacolo, allo scopo di "parafulminare" una situazione esplosiva e del tutto destabilizzante: la impossibilità di ammettere ufficialmente ed "ex abrupto" che davvero non siamo soli nell'universo; ammissione che porterebbe, se effettuata nei confronti di un contesto psico-sociale impreparato, il totale collasso di quest'ultimo.
Cosi, dopo la già riuscitissima operazione effettuata con "X-Files", ora e soprattutto Spielberg continua a servire a tal fine. Ecco perché l'"establishment" ha ritenuto, nonostante tutto, opportuno che egli acculturasse il grande pubblico anche sul tema delle "abductions", punto d'arrivo di un discorso che viene da lontano e va lontano.
Dagli incontri ravvicinati del terzo tipo a quelli del quarto tipo, ecco dunque "TAKEN" che ha messo la gente non solo di fronte ai temi del "top secret", del "debunking" e del "cover up", ma più nello specifico a quelli di Roswell, dell'Area 51 e della "reverse engineering" (retroingegneria) desunta dagli "UFO-crashes", dei "sequestri da UFO", degli "impianti extraterrestri", della "rimozione inconscia", della "ibridazione umano-aliena" e quant'altro, con sapiente e sottile abilità narrativa e informativa. E lo ha fatto al meglio.
Non solo. "Taken", participio passato dell'inglese "to take" (prendere), significa "Presi". E tutti, protagonisti e spettatori solo davvero "presi" dalla vicenda. Presi (sequestrati) dagli alieni, sì, nell'economia di un piano biogenetico di ibridazione di lungo periodo. Ma anche presi da passioni, emozioni, dall'amore, dall'avidità, dalla sete di potere (come nel caso del cinico e senza scrupoli colonnello dell'USAF Owen Crawford, "cacciatore di alieni", di suo figlio Eric e di sua nipote Mary). Esattamente come lo è il pubblico di fronte alle vicende delle tre famiglie Clarke, Crawford e Keys, interconnesse in un intreccio storico e di esperienza di grande respiro ed emozione.
Non è questa la sede per raccontare o commentare la complessa trama di "TAKEN", tema da noi già affrontato, oltre che sulla rivista del CUN, "Ufo Notiziario", nello "Speciale dei Misteri" Olimpia intitolato "Alieni e Rapimenti" uscito l'ottobre scorso ed ancora disponibile.
In tale monografia, che ha sviscerato il "serial" di Spielberg e la tematica dei "sequestri da UFO" con contributi, più che a livello storico-aneddotico, tesi a dare una esauriente chiave di lettura del fenomeno delle "abductions".
La trama di "TAKEN" è già stata presentata, e dunque non ci ripeteremo.
Qui, di fronte ad un pubblico che quando ci leggerà avrà ormai già visto e anche "metabolizzato" il serial spielberghiano, ci limiteremo a fare presente che l'idea di una saga coinvolgente in sei decenni tre generazioni e tre famiglie di protagonisti, sottilmente legati da una storia comune il cui punto di partenza è Sally Clarke e la sua unione con l'alieno superstite dell'"UFO-crash" di Roswell "John", da cui nascerà il piccolo Jacob) e quello d'arrivo è la piccola Allie, una "mutante" (ovvero, una graziosissima e insospettabile ibrida biogenetica umano-aliena) dagli incredibili poteri (si va dalla capacità di guarire alla possibilità di fermare il tempo), nipote di Jacob.
La storia, rivivendo le vicende degli ultimi 60 anni pone, nel contesto che gli è proprio, ciascuna componente del "puzzle" ufologico, e si chiude con un finale struggente e grandioso, proiettandosi davvero "al di là del cielo".
Belli gli effetti speciali di James Lima e particolarmente azzeccata e vincente l'idea di affidare alla piccola Allie l'incarico di narrare al pubblico tutta la serie, che ha vinto l'Emmy come migliore miniserie della stagione 2002-2003 ed è stata seguita da una media di 6 milioni di spettatori, un record per Sci-Fi Channel.
Ma come valutare, in fondo, il fenomeno delle "abductions"?
Ha ragione il Dr. John Mack di Harvard, che vede la cosa come una "interazione positiva" fra due specie, o non piuttosto il Dr. David Jacobs, che ravvisa in tutto ciò una "minaccia" per noi?
In realtà - e questa monografia, che da un lato ripercorre in una galleria fotografica 70 anni di casistica UFO e dall'altro fa a livello multiculturale un bilancio storico-retrospettivo (con Alfredo Lissoni) ma anche attuale (con Enrico Baccarini) del problema delle "abductions" ne è la migliore riprova documentaria - se ci trovassimo davvero di fronte ad un pericolo incombente per l'umanità, da tempo le cose sarebbero andate diversamente, e l'"Homo Sapiens" non sarebbe certo libero di esprimere (come è successo finora) il meglio (e anche il peggio) di sé.

Forse non solo dovremmo ricordate che l'Uomo non è il centro dell'universo e che certamente nell'universo non siamo soli (come sostengono gli scienziati del programma radioastronomico SETI, da "Search for Extraterrestrial Research"), ma anche, e soprattutto, che "non potremo comunque restare soli a lungo", e che con "Altri" che siano presenti sulla scena dell'universo dovremo pertanto, presto o tardi, confrontarci più o meno direttamente.
E ciò sarà bene fatto con la dovuta "umiltà" di cui la nostra specie, troppo spesso dominata dalla paura e dalla violenza, ha raramente dato prova.
Ma non è mai troppo tardi, e tutti possiamo "crescere".
Magari anche e proprio con l'aiuto di "Altri"...

di Roberto Pinotti e Giuseppe Colaminè

CONTENUTO:

I diavoli alieni della Santa Inquisizione
Negli antichi carteggi vaticani si accenna espressamente a "diavoli" che rapiscono i terrestri ed agli effetti prodotti dalle loro navi volanti: cerchi nel grano, mutilazione degli animali. Ed i Vatican UFO files ci svelano anche i nomi di queste creature, le stesse viste dai moderni contattisti...

I demoni volanti dell'Oriente
Anche in Unione Sovietica i rapitori alieni si manifestano da almeno un secolo; scambiati però per diavoli. Mentre in Cina vedono i Men in black.

Il ritorno degli antichi Jinn
Nell’aprile del 2004 l’Iran è stato protagonista di ripetuti sorvoli di "tapàk tahìr", i dischi volanti secondo la dizione araba. Sebbene in questo caso qualcuno abbia inevitabilmente pensato ad aerei spia degli americani, in missione nel vicino Iraq, non è una novità, per gli ufologi, sapere che l’antica Persia sia terra di avvistamenti UFO.

Alla ricerca delle uova cosmiche
L’America Latina registra per noi un numero elevato di rapimenti UFO. L’aspetto interessante è che le modalità di queste azioni sono perfettamente combacianti con quelle raccolte dagli ufologi americani ed europei dall’altra parte del globo.

DSM-IV, una nuova sfida al mondo delle abduction

Dossier fotografico UFO 1933-1978

Una forza nuova nella ricerca italiana sugli IR4: la Commissione Studi Abductions (USA) del CUN

Dossier fotografico UFO 1979-2003


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