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Tutti i racconti dei lettori I RACCONTI DEI LETTORI...

W.H.O.
di Alessandro Maiucchi
per Edicolaweb


Thelonius era il suo nickname. Lo aveva cambiato da poco, quello vecchio non gli piaceva più.
 
 

Passava le sue ore libere a cercare di penetrare nei siti delle grandi aziende, ma non lo faceva a scopo di lucro: voleva solo dimostrare a se stesso che ce la poteva fare.
Mentre aspettava che i suoi programmi bombardassero a sufficienza l'obiettivo, controllò la posta elettronica e gli oltre trenta gruppi di discussione a cui era iscritto, mentre un paio di finestre della chat facevano capolino sulla barra delle applicazioni.
Le sue dita danzarono sulla tastiera, poi il palmo della mano destra volò sul mouse, cliccando finestre su finestre; rispose a una decina di messaggi, mentre controllava i progressi del bombardamento. Ancora niente!
Giocò in fretta i numeri di una lotteria online, dove si poteva vincere un'auto, quindi tornò sul gruppo di discussione sul cinema.
Fece scorrere i messaggi, che parlavano dei nuovi episodi di Starwars oppure dei DVD in uscita. Ce n'era uno che lo aveva parecchio incuriosito: "OT il babbo natale definitivo".
La faccia di Thelonius si aprì in un sorriso: il vecchio con la barba era sempre stato uno dei suoi personaggi preferiti. Ricordava ancora la gioia che provava da bambino, quando con i suoi fratelli veniva portato dai genitori a fare un giro in centro, per guardare le vetrine addobbate, e i bambini si stupivano nel vedere gli omini vestiti di rosso ad ogni angolo della strada. "Papà, ma quanti ce ne sono?" e il padre, con un sorriso complice alla mamma, rispondeva che quelli erano solo i suoi aiutanti, il vero Babbo Natale abitava in Lapponia.
A sentire quello strano nome, le facce dei bambini si gonfiavano di stupore, ma poi tornavano a porsi meno domande e a guardare curiosi le vetrine. Non visti, i due creatori di futuri consumatori si scambiavano un sorriso complice e un bacio nell'aria gelida, che arrivava ancora caldo malgrado la temperatura polare e i due metri di distanza tra loro: potenza dell'amore!
Thelonius cliccò sul subject, e nella finestra inferiore apparve il testo.

"Ciao a tutti, ricordate quando da bambini scrivevamo la letterina a babbo natale? Cliccate qui per scrivere lettere da grandi ad un vecchio con la barba."

Le parole "Cliccate qui" erano sottolineate, ad indicare la presenza di un collegamento ipertestuale.
Malgrado i tempi ristretti, decise che una visita a Babbo Natale era d'uopo: ormai era novembre, e il moderno consumismo ordinava di pensare alle feste già da quaranta giorni prima. Un clic del mouse, la finestra del browser si aprì, e apparve una pagina azzurra.
Su di essa una scritta:

"Attendere prego: se il computer da cui ti colleghi è dotato di processore MegaViz puoi procedere, altrimenti verrai dirottato su un motore di ricerca...".

Il monitor del computer di Thelonius, fornito di MegaViz, venne occupato da una animazione, mentre in basso una scritta piccina lo avvertiva di cliccare lì per entrare direttamente.
Nell'animazione si vedeva un foglio di carta, una penna stilografica e una cassetta delle lettere. La soggettiva era dall'alto, e si vedeva una testa con folti capelli neri inclinata, intenta nella composizione. La mano del personaggio prendeva la penna, e cominciava a scrivere:

"Cara nonna, so che sei lontana lontana, ma so anche che da qui mi puoi sentire. Quando ho saputo che eri morta, e che non eri ricoverata in un ospedale lontano..."

L'animazione si fermò. La scritta piccina si ingrandì, e lo invitò a cliccare.
Thelonius era gelato. Le sue mani sembravano pezzi di marmo ghiacciato, non riusciva neanche a muovere le dita. Aveva un groppo in gola, ma riuscì a ricacciare giù le lacrime.
Un attimo dopo, incurante dell'ora tarda, cominciò ad inveire come un pazzo: "Ma guarda 'sti imbecilli cosa si inventano... Ma doveva succedere! Il cimitero virtuale c'è già, ci mancavano le letterine al caro estinto! Maledetti... approfittare così dei sentimenti altrui..."
Il cursore del mouse si precipitò verso la X che avrebbe chiuso il browser, ma poi la mano si fermò. Una moltitudine di immagini riempì il mondo intorno a lui, immagini di bambini che corrono, il papà che corre con loro, e con la mamma che ride felice. Immagini di ragazzi cresciuti, di primi litigi, di "tu non capisci le esigenze dei giovani...", di scenate per i compiti non fatti, di gite sul lago di notte, a guardare le stelle tutti insieme.
Il groppo in gola risalì, Thelonius era in lacrime. Il papà, quello che non capisce le esigenze dei giovani, ora era diventato lui. Sua figlia dormiva di là, e la moglie era sul divano, intenta nella visione di un film, disturbata dalla voce del marito che parlava da solo.
- Caro, ma cos'hai?
- Niente, è solo un momento, passa subito.
Lei tornò ad occuparsi di 007, mentre lui tornava al monitor.
Tra le lacrime era difficile vedere il link, quindi fece un salto in cucina, si sciacquò il viso, bevve una lunga sorsata di minerale, e tornò al computer.
Cliccò, e dopo pochi istanti si trovò sul sito. C'era un bottone con scritto "Domande", ed uno con scritto "Risposte". Non fece in tempo a guardare altro, la sua mano si mosse prima ancora che il cervello riuscisse a ragionare, e cliccò sul primo di essi.
Si aprì una nuova finestra, contenente tre campi: "Destinatario", "Oggetto", "Testo".
Vicino al campo "Destinatario" c'era un messaggio d'aiuto: "Inserire per es. smithjohn.chicago.19940624@heaven.org".
Thelonius era attonito. Non aveva ancora guardato la barra degli indirizzi: l'indirizzo del sito era www.heaven.org. Eccezionale, pensò, hanno chiamato il sito nel modo in cui sarebbe chiamato se fosse quello "vero"!
Il suo cuore era combattuto. Doveva credere a quella follia, o a quello scherzo di cattivo gusto, oppure doveva abbandonarla?
Decise così, senza pensarci troppo.
Inserì fostergerald.memphis.19841209@heaven.org, quindi passò al campo "Oggetto", dove non trovo di meglio che scrivere "Toc-toc... Ci sei?".
Nel campo "Testo" scrisse "Papà, perdonami questa buffonata, ma ho un disperato bisogno di crederci...", quindi cliccò sul bottone "Invia". Apparve una schermata di registrazione, nella quale inserì un codice utente ed una password.
Finì di vedere 007 con la moglie, e andò a letto.
La sera dopo, una ventina di minuti dopo cena, era già sommerso di email e altri messaggi a cui rispondere.
Appena terminato, si ricordò la strana esperienza della sera prima, e digitò www.heaven.org nel browser.
Il sito era inesistente.
Non si perse d'animo, andò al gruppo di discussione sul cinema, ritrovò il messaggio, cliccò sul link. Pochi istanti dopo rivide il bambino che scriveva, e cliccò sul bottone "Risposte".
Inserì la password e apparve una pagina celeste.
C'era scritto "Bentornato, Thelonius. Ci sono n. 2 messaggi non ancora letti".
Il suo cuore ebbe un sussulto. Cliccò sul link "messaggio n. 1", e una nuova pagina coprì la precedente.
"Benvenuti su www.heaven.org. Se vi piace il nostro sito, ditelo a chi vi è caro. Ma non svelate tutto, lasciate loro la sorpresa!"
Thelonius chiuse la finestra con un sorriso, pensando che la pubblicità è proprio dappertutto!
Il "messaggio n. 2" aprì una nuova finestra, che lo fece sobbalzare.
"Ci sono, figlio mio. Qui è bellissimo, anche se ci si annoia un po'..."
Tutto qui. Una manciata di parole, tutto sommato scontate, e basta.
Stava per liquidare tutto come una macabra trovata, ma poi vide il bottone "Rispondi".
Pensò di chiedere una prova, con la quale liberarsi di quell'interlocutore - probabilmente un ragazzo che lavorava in un call center per pochi dollari al giorno - e correre a segnalare il sito alle autorità informatiche, così riempì il campo "Testo" della risposta con: "Papà, dove ti trovavi il 7 ottobre del 1984?".
Appena fu certo che la risposta era stata inviata, chiuse il browser e spense il computer: per quella sera ne aveva avuto abbastanza. Prese il libro di King che non toccava da due giorni, e si tuffò in quel mondo alternativo.
La sera dopo non guardò la posta, si diresse immediatamente al gruppo di discussione, ma non trovò più il messaggio!
Evidentemente erano passati troppi giorni da quando esso era online, ed era stato cancellato.
Non si perse d'animo e aprì il browser. Andò su un motore di ricerca per gruppi di discussione e lo rintracciò nuovamente. Un clic, ed ecco di nuovo il bambino.
"Risposte", la password, e l'ormai consueto messaggio "Bentornato, Thelonius. Ci sono n. 1 nuovi messaggi".
Cliccò sul link "messaggio n. 3" e attese che la finestra si aprisse.
"Se siete cresciuti come immaginavo, tu dovresti essere Alessio. Questi cosi li conosco, cominciavo ad usarli al lavoro negli ultimi tempi... Il 7 ottobre fu il giorno in cui entrai all'ospedale. Prima che tu faccia altre domande cretine, quel giorno tu stavi facendo gli esami per il servizio militare che poi - ma qui vado ad intuito - dovresti non aver più fatto..."
Thelonius era annichilito. Era veramente suo padre, chi altri poteva sapere quelle cose?
Continuò a leggere: "Come sta la mamma?"
Thelonius si bloccò: come faceva a non sapere che la mamma era in cielo con lui? Ma poi ripensando a quanti milioni di persone ci sono "dall'altra parte", capì.
Ma come fare a dirglielo? Neanche lui aveva accettato la scomparsa della madre, per un figlio sono perdite traumatiche.
Si specchiò nell'obiettivo della webcam che si trovava sopra il monitor. I suoi fratelli! Doveva contattarli subito, dovevano sapere immediatamente.

In una finestra, sul quarto monitor a partire da sinistra, il volto pensieroso di Thelonius guardava verso l'Agente Speciale Scott, responsabile del turno serale per il progetto Onnivore. Questi aprì il programma di controllo remoto, e guardò il contenuto del monitor: lesse la lettera e catalogò l'espressione come normale.
Il mattino dopo, di buon ora, Scott telefonò al suo referente alla MegaViz Corporation. Erano le sette quando il dottor Tyrrell, responsabile della Divisione Progetti Speciali della MegaViz, entrava nell'edificio governativo.
Il dottor Tyrrell più tardi sorrise quando vide la registrazione: il programma di salvataggio dei ricordi su supporto elettronico funzionava benissimo, quello di intelligenza artificiale altrettanto. Dai ricordi di Thelonius e di centinaia di altri come lui, prelevati mediante il nuovo processore studiato dalla MegaViz, avevano costruito un sito sperimentale che ricostruiva la personalità di uomini e donne morte da anni in base ai ricordi dei loro familiari.
Le potenzialità erano enormi, i vantaggi per chi gestiva queste informazioni erano incalcolabili, il progetto Onnivore era pronto per partire in grande stile.
L'uomo riempì il promemoria per il Direttore dell'Agenzia con il seguente commento:

"I soggetti sembrano rispondere bene alle sollecitazioni.
Le indagini di mercato danno il nuovo processore al secondo posto, con oltre dodici milioni di unità vendute, ma contiamo di raggiungere i venti milioni entro la fine dell'anno.
D'accordo con i vertici della MegaViz Corporation, si suggerisce di mettere online la versione definitiva del sito.
In attesa di ricevere il suo parere sugli altri sei progetti principali (promemoria n. 82/2007 e 86/2007), la saluto cordialmente".

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