Il Mistero in Internet Chi siamo  Contatti   Site map    Cerca   Edicola Home  
EdicolaWeb 2006  
Nonsoloufo - Ufo and much moreClicca qui per prelevareARCHEOMISTERI - I quaderni di Atlantide

Tutti i racconti dei lettori I RACCONTI DEI LETTORI...

AKIS E IL LIBRO
di Orus
per Edicolaweb


L'arcobaleno innalzava il suo arco colorato contro il cielo mentre all'orizzonte le nuvole nere della tempesta si stavano allontanando.
 
 

L'erba bagnata dei campi emanava il suo caratteristico profumo che ricordava il sopraggiungere della calda stagione. Akis uscì dal suo improvvisato rifugio occupato durante il temporale; guardò l'albero colpito dal fulmine, con il tronco squarciato e ancora fumante. Il fragore della folgore risuonava ancora nelle sue orecchie; si trovava a pochi metri quando la saetta si era abbattuta sulla pianta e per poco non era stato colpito.
Il sole era tornato a far capolino dalle nuvole e ad espandere i suoi tiepidi raggi riscaldando e asciugando le cose; della pioggia sarebbe rimasta solo una lieve traccia di umido. Anche le sue vesti si sarebbero completamente asciugate. Si tolse comunque il pastrano.
Che pomeriggio!
Il temporale lo aveva sorpreso con una rapidità e una violenza inaudita lungo la strada che portava a Trinias e costretto a fermarsi per alcune ore. Aveva appena fatto in tempo a trovare riparo in quella che una volta doveva essere una stanza adibita a rimessaggio; unica parte rimasta intatta di un fabbricato diroccato, rischiarata da una piccola finestra formata da un semplice vetro murato nella parete.
Mentre era impegnato a chiudere la porta mezza scardinata per impedire al vento di penetrare nell'ambiente, nel tentativo di puntellarla dall'interno con un palo, si accorse di non essere solo. Accanto a lui comparve una presenza maschile che spinse con forza il battente permettendo ad Akis di poter porre a contrasto il palo.
- Ecco fatto! - disse l'altro.
Il vento batteva con forza sulla porta che scricchiolava sotto la sua spinta, il rumore ritmato dal cupo sibilo prodotto dall'aria forzata che penetrava attraverso le fessure misero in apprensione Akis preso alla sprovvista.

- Salve. Non mi era accorto che il luogo era occupato.
- Sono solo di passaggio. Anch'io sono stato sorpreso dal temporale. - rispose l'altro.
- Già, brutta stagione... ma in fondo tipico della primavera quando annuncia l'arrivo della stagione estiva. Sono le prime avvisaglie del clima che verrà.
- Sì, è vero; ma finiamo sempre per essere sorpresi dalla pioggia…
- Il mio nome è Akis, ho preso alloggio nel villaggio vicino, Trinias. Lo conosce?
- No. È la prima volta che vengo da queste parti. Vengo dal nord, da Jardis.
- Jardis? Ne ho sentito parlare. Nella vostra città avete la grande cupola?
- La cupola?
- Si, la Biblioteca. Il fabbricato che possiede la grande cupola di vetro.
- Ah, per questo... la cupola. Originale.
- Mi dica... quanto di fondato in quello che si racconta a riguardo?
- In che senso?
- In relazione ai libri che contiene.
- È una biblioteca...
- Non mi dica che non è al corrente di tutte le storie che si narrano su di essa.
- Non so di cosa parla.
- Mi ha detto che viene da Jardis e non ha mai sentito parlare di locali segreti sotto la cupola?
- Una cosa che mi giunge nuova...
- Tutti conoscono le leggende che si narrano riguardo alla biblioteca... ma non mi ha detto il suo nome...
- Corbil. Il mio nome è Corbil... Non pensa siano definite leggende perché prive di fondamento?
- Si racconta di un passaggio segreto dal quale si accede a sotterranei dove sono custoditi migliaia di libri e documenti ufficialmente perduti da secoli.
- Ha mai visitato la biblioteca?
- In effetti no, ma ne ho sentito parlare molto.
- Cosa ne può sapere allora?
- Sembra che solo i Veglianti possano accedere ai sotterranei. Guardie armate proteggono i locali.
- Secondo lei quale minaccia può nascondere un libro?
- Qualcuno afferma che in alcuni di quei libri vi sono cose che, se divulgate, potrebbero destabilizzare il sistema.
- Cose da difendere con le armi? Sono solo voci ostili all'operato dei Veglianti. Sono stato più volte alla biblioteca ma non esiste niente di ciò che lei dice.
- Ma se esistessero documenti che narrano di un passato diverso, di verità discordi da quelle promulgate? Libri sì, ma con il potere di inserire nella mente dubbi e stimolare la curiosità di conoscere l'altro lato dei fatti?
- Ipotesi che servono solo a stimolare discussioni utopistiche. Attenzione però, perché a volte sono più queste discussioni, anziché un libro, a recare danno. Sono pensieri che possono essere presi come rivoluzionari...
- Già, è vero. La mia era solo curiosità.
- La curiosità può essere pericolosa.

Un fulmine cadde vicino alla costruzione; l'aria fu squassata e la luce del lampo irruppe con tale intensità da far socchiudere gli occhi ai due individui. Quando li riaprirono si accorsero che l'uscio era spalancato; il tuono aveva mascherato il rumore del legno che, sotto la forza del vento, si era spezzato. In piedi davanti a loro una figura avvolta in un mantello scuro aveva fatto la sua comparsa.

- Voi due datemi una mano a chiudere questa dannata porta... - proferì con aria autoritaria il nuovo entrato impegnato con il vecchio portale mezzo divelto.

Akis e Corbil si guardarono e si precipitarono a dare il loro aiuto. Pochi minuti dopo l'apertura era di nuovo chiusa e, mentre il vento la faceva vibrare sotto la sua sferza, il nuovo venuto iniziò ad alleggerirsi degli indumenti che ne nascondevano la figura. Quando il mantello cadde a terra rivelò un'atletica figura femminile dai corti capelli neri completamente fasciata da un'aderente tuta di pelle, stivaletti e guanti coordinati; alla vita una larga cintura con vistose borchie di metallo e un piccolo contenitore che custodiva certamente qualcosa, forse uno strumento di difesa, o un comunicatore.

- Che stagione... - disse rivolgendosi ai due - anche voi sorpresi dalla bufera? Da dove venite?
- Io ho un appartamento a Trinias - rispose Akis.
- Ah, Trinias. E lei?
- Vivo a Jardis.
- Jardis? Che combinazione anch'io sono di Jardis. È piccolo il mondo. Di quale parte della città? Forse non sapendolo ci siamo già incontrati.
- Non credo, non dimentico la bellezza quando la vedo.
- Grazie, molto galante.
- La mia abitazione si trova nella zona dei campi sportivi.
- Devo darle ragione, la mia si trova dalla parte opposta, nel quartiere dei mercati. Mi chiamo Metsy.
- Piacere, Corbil.
- Io sono Akis.
- Lei conosce la zona dei mercati? - disse la donna rivolgendosi a Corbil - Sono molto caratteristici, vengono da lontano per visitarli. Vi si trovano oggetti rari e antichi, a volte anche cose delle quali non si conosce più l'uso e ci parlano di un passato isospettabile.
- E chi non conosce i mercati di Jardis. Mi reco spesso lì, anche per passare il tempo. È un luogo pieno di folklore.
- Un ottimo passatempo. Si fanno anche curiosi e interessanti incontri, vero?
- Vero. In pratica è divenuta una moda passare la giornata fra i mercanti, ascoltare le loro strane storie.
- Ne hanno di fantasia; però qualche volta ti fanno pensare con le loro stramberie.
- Direi che ti spingono a esaminare alcune cose sotto una luce diversa.
- A proposito di luce, alcuni mesi fa ho trovato due lampade fuori moda da decenni, forse da secoli; non funzionanti; in verità non so nemmeno come potevano funzionare. Ho trovato un valente tecnico che le ha trasformate, ricavando una sorgente di luce alternativa per la sala dove ricevo gli ospiti. Non so come è stato capace di fare tanto, considerando l'enorme divario di tipo di energia usata oggi e quella che poteva essere in uso nel passato. Mi erano state vendute da una strana coppia di esseri che affermarono di venire da... non ricordo più il nome. Forse una stazione spaziale sperduta da qualche parte, un luogo che non sapevo esistesse. Mi servo spesso da Ilir Rakim. Un ottimo mercante, lo conosce?
- Certamente - rispose Corbil - se vuoi qualcosa di introvabile, è la persona giusta.
- Vero? Pure lei ha trovato sempre quanto richiesto?

Akis seguiva la conversazione fra i due con apparente distacco, ma osservava gli atteggiamenti, annotava le inflessioni del linguaggio, gli sguardi che si scambiavano.
Lei non riusciva a tacere, pareva un venditore che reclamizzava la merce; era un elencare di oggetti che teneva in casa, di persone conosciute, di incontri particolari, dei viaggi intrapresi, di luoghi visitati. L'altro ascoltava e pareva prendesse nota di tutto, annuendo di tanto in tanto.
L'uomo, secondo Akis, stava sulla difensiva, pur dimostrando un vago interessamento.
Certo era difficile prendere la parola; Metsy era una mitraglietta, non lasciava spazio a repliche. Inoltre stava cercando di comunicare a Corbil qualcosa, ma la presenza di Akis le impediva di arrivare al punto cruciale. Akis l'aveva notato e doveva inserirsi nella conversazione.

- Conosce la biblioteca? - chiese ad un tratto.
- La biblioteca? Ma certo, chi non la conosce… anche chi non ama leggere almeno una volta vi è entrato.
- Lei c'è stata? - chiese ancora Akis rivolgendosi alla donna.
- Sì, certo. Tutti gli abitanti di Jardis hanno visitato almeno una volta la Biblioteca.
- Io intendevo se di solito ne è una assidua frequentatrice.
- Beh, ci sono stata molte volte. Amo leggere e quindi...
- Capisco - rispose Akis.
- Il nostro amico ha un'idea particolare riguardo alla biblioteca- aggiunse Corbil.
- Ah, si? Lei non ama la lettura di un buon libro? - incalzò punto Metsy.
- Non si tratta della lettura... - continuò Corbil, ma Akis lo interruppe rispondendo a Metsy.
- Se si tratta di un buon libro... Non sono molti i volumi che rientrano in tale categoria. Per giudicare se un lavoro è buono, occorre leggere di tutto, altrimenti non siamo in grado di giudicare quale merita un plauso. Dipende poi dalle preferenze di chi legge.
- Verissimo. - riprese la donna decantando di avere in casa molti libri, non per usarli come oggetti di arredamento, ma perché vera amante della lettura.
- Lei possiede libri?
- Non molti, a causa di spazio.
- Legge poco allora?
- Non direi, ma nemmeno molto.
-Dovrebbe... dai libri si apprendono molte cose.
- Per esempio?
- Dipende dal libro, come lei ha detto. A volte si costruisce una storia, anche una favola, una leggenda per trasmettere un pensiero, un insegnamento, una denuncia. Leggendo tali scritti si può imparare a guardare le cose da un angolo diverso, fare confronti; percorrere i sentieri dell'ignoto e della conoscenza, ci porremo domande e troveremo risposte che metteranno in dubbio le nostre certezze. Quindi un libro può diventare un'arma più letale di una lama. Anche se sulle sue pagine sono state impresse menzogne o verità, diffusi segreti o fantasie.
- Da come ne parla sembra che nei libri siano racchiuse chissà quali verità, ma forse dimentica che le cose stanno come le vediamo ogni giorno. Ognuno può scrivere ciò che vuole, ma quello che conta è ciò che abbiamo davanti agli occhi.
- Non parlo di verità; lei mi ha frainteso. La verità non sta scritta da nessuna parte e tanto meno è quella dichiarata. Chi cerca la verità non la scoprirà facilmente, la scienza e il potere escludono tutto quanto è inconciliabile, assimilabile con la loro apparente stabilità in quanto non potrebbero imporsi come sistema assoluto, non potrebbero governare; tracciano un confine intorno a loro ed escludono tutto il resto perché solo se gli esclusi rimangono esclusi tutto diviene perfetto.
- Con questo cosa vuole insinuare, che viviamo in un sistema basato sulla menzogna?
- Continua a fraintendermi. Viviamo osservando delle regole stabilite da chi detiene il potere con lo scopo di fornire a tutti equità e giustizia. Ma si è mai chiesto come siamo arrivati a questo punto? Come abbiamo avallato questa forma sociale, come sia stata concepita la Corporazione e coniato le Regole Etiche; come colui che ha prospettato il tutto si sia proclamato Reggente e abbia costituito il Consiglio dei Veglianti con il compito di vigilare, i soli a poter decidere ed emettere giudizi; quell'essere, attraverso quelle regole, domina l'intero pianeta. Quindi nasconde alcune verità, alcuni aspetti storici che lo hanno portato al potere perché una volta svelati potrebbero danneggiarlo.
- I Veglianti sono i Connestabili degli Stati membri. Questi sono pensieri disfattisti che minano la pace globale raggiunta con fatica dopo diversi secoli di lotte intestine, carestie, guerre fratricide, scatenate dalle dottrine precedenti, che fomentavano idee e opinioni tendenti a travolgere qualsiasi forma di amministrazione, di democrazia. Lei dimentica quanti hanno cercato di imporre i propri sistemi e per farlo quali catastrofi sono state scatenate, quante vittime innocenti sono state sacrificate. La colonizzazione dei mondi vicini ha segnato un'evoluzione tecnologica significativa, risolto problemi di sovrappopolazione, epidemie e carestie.
- No! Non lo dimentico, nessuno lo dimentica... ma a quale prezzo? Forse qualcuno si è dimenticato come il reggente sia stato un abile manovratore per far si che tutte le fazioni lo eleggessero come il liberatore, il salvatore. Qualcuno inizia a pensare che sia stato taciuto troppo e si rende conto che la dottrina e gli indottrinanti impongono il silenzio sugli eventi storici che hanno portato a questa forma di ordine globale, lontana dai principi libertari. Eventi che hanno testimoni ai quali si raccontano cose non vere. Anche il reggente lo sa, ogni accenno di contestazione viene soffocata alla fonte.
- Non ha simpatia verso il Reggente da quanto capisco. Lo ha mai incontrato?
- No, non ho avuto questo dispiacere. A quanto ne so, pochi lo hanno visto. Le sue apparizioni sono rare, girano alcune foto, mai un primo piano; in sua vece parla sempre il Gran Connestabile. A pensarci bene sorge il dubbio sia un'invenzione del Consiglio.
- Non manca di fantasia e immaginazione. Ma crede a tutto quello che legge?
- Ne è convinto? Nei libri vi sono descritte le cronache del passato. Anche quelle poco note che a volte rivelano risvolti passati inosservati cose sconcertanti, in grado di sconvolgere i nostri punti di riferimento. Cose che non vorremmo fossero vere perché minano le nostre convinzioni. Storie incredibili ma che insinuano il tarlo del dubbio.
- Chiacchiericci, storielle...
- Vi sono dati e fatti, esclusi arbitrariamente dalla scienza per mancanza di mezzi idonei a giudicarli, che al contrario dovevano essere inclusi perché i criteri di selezione sono gli stessi che hanno determinato la scelta di quelli accettati. Dati e fatti considerati appunto leggende, teoremi, superstizioni, bizzarrie, invenzioni, strumentalizzazioni, misteri, cospirazioni, ombre che talvolta prendono corpo e mettono in pericolo i segreti posti a protezione della fonte del potere. Non sempre un dipinto ritrae quello che l'occhio osserva; vi sono tratti che nascondono altri tratti che, una volta individuati, forniscono un'immagine diversa da quella raffigurata. Tutto può essere Maya, una grande illusione; ciò che si sta osservando può darsi non esista. Gli stessi colori determinati dalle diverse frequenze possono essere in realtà diversi da come si vedono, il giallo può essere un blu, ma per questo non possiamo stabilire che il giallo è il vero colore, il blu quello falso. Dalla loro combinazione ha origine un terzo colore il verde; tale colore come dovrebbe essere definito?
- Sta sciorinando concetti filosofici del tutto discutibili. Ammetto che in alcune leggende si celano alcune parti della verità, ma non la verità provata.
- La ricerca delle evidenze non potrà essere fermata; ognuno cerca la definizione delle cose che la scienza non riesce a fornire; cerca di dare una regola a tutto, ma forse non c'è niente da definire, non siamo in grado di dare definizioni specifiche a tutto perché non c'è niente da scoprire...
- Quanto calore in quello che dice, ma in sostanza sono solo parole, teorie, opinioni e supposizioni non dimostrabili.
- Ma se fossi in grado di provare quanto dico? Se potesse toccare con mano le prove?
- In che senso? Come si può provare se quanto tramandato sui fatti storici sia stato manipolato come sembra affermare lei?

Gli sguardi di Metsy e Corbil s'incontrano tradendo un'intesa e un consenso. Metsy avanza verso il terzo "viandante" che era rimasto in silenzio e protende la mano.

- Anni fa, Corbil, per puro caso, tramite un mercante, venne in possesso di antiche pergamene e manoscritti sfuggiti alla grande requisizione ordinata dai connestabili dopo la costituzione della Grande Alleanza. Fra questi un libretto dimenticato da secoli.

Corbil prende da una tasca interna dell'abito un borsello di pelle, non molto grande, e lo porge a Metsy la quale estrae un libretto dall'aspetto logoro. Lo apre sulle prime pagine ingiallite e pone lo scritto davanti agli occhi di Akis.

- Ecco! Un linguaggio difficile da interpretare, ma su questi fogli la cronaca accurata, con dovizia di particolari, di eventi che coprono un arco di tempo di molti secoli. In pratica avvenimenti, se si vuole, profetizzati in epoche non sospette e che oggi possiamo confrontare con quanto realmente accaduto. Alcuni episodi devono ancora avvenire e quindi fanno parte del nostro futuro. Legga. Confronti quanto conosce del passato. Voleva le prove? Se lei non crede agli indovini può pensare di avere fra le mani il diario perduto da un viaggiatore del tempo...

Akis ha preso il libretto, i suoi occhi vagano fra le righe di quelle pagine, mentre Metsy cade improvvisamente a terra. Un fascio bluastro l'ha colpita in pieno torace. Tutto si svolge in un attimo, un secondo fascio si abbatte sul soffitto sopra la testa di Corbil che, preso di sorpresa, rimane schiacciato sotto le macerie.
Akis ripone lo strano strumento che teneva in mano mentre Metsy gli porgeva lo scritto; raccoglie la custodia di pelle e vi mette il misterioso libro. Si volta verso l'uscita. Nel frattempo il temporale è passato, l'uscio non è più percosso dal vento; lo apre togliendo il puntello ed esce mentre alle sue spalle il vecchio rudere inizia a crollare sotto l'impeto delle fiamme di un incendio.
Che pomeriggio!
Tutto questo era accaduto qualche ora prima, ma non sapeva dire quando, aveva perduto il senso del tempo. Aveva ripreso il suo cammino verso Trinias. Tastava con la mano la tasca interna del pastrano che teneva rivolto sul braccio e ripensava alla conversazione con Metsy. In fondo quella femmina non aveva tutti i torti...

Un giorno un connestabile parlando al Gran Consiglio disse: "Nel momento in cui il popolo viene a conoscenza di come stanno le cose, noi perdiamo il potere. Non tutti sono in grado di comprendere le realtà dei fatti; la verità deve essere patrimonio di pochi e il popolo non rientra fra questi; altrimenti non potrebbe essere governato e manovrato da chi detiene il potere. È sempre stato così, il sapere è stato patrimonio di pochi; è giusto che tale condizione sia mantenuta per l'interesse di tutti."

Può darsi sia davvero tutta un'illusione. Come l'ha chiamata? Maya. Già, tutto può essere Maya.
La bellezza non esiste, come non esiste il suo contrario dal momento che ciò viene definito bello, in un contesto diverso diviene orribile. Non c'è in definitiva un aspetto positivo e uno negativo, la verità è che la ricerca dello stato positivo diviene la strada per raggiungere la certezza della sua esistenza.
È la mente che sceglie cosa vedere e deve essere considerato da quale punto sta osservando.
In fondo non siamo in grado di definire niente; non siamo stati capaci di definire la forma di energia scatenata dal temporale e fornire una indicazione che la differenzi dal calore o dal magnetismo; è stata chiamata elettricità. Non abbiamo saputo definire cosa intendiamo con la parola "specie". Quindi in realtà a quale "specie" apparteniamo?
Ogni organizzazione, comunità, sistema sociale, è uno stato intermedio fra ordine e caos ed è condizionato dalle relazioni con le forze esterne ad esso, che possono contribuire alla sua caduta. Non esiste niente di stabile e duraturo nel tempo.
In definitiva quanto scritto e promulgato può essere fonte di confusione, creare uno status o distruggerlo. Se una mente non è preparata può travisare quello che legge. Questo il maggior pericolo. Ecco perché a volte si rende necessario escludere, screditare, mettere all'indice e nascondere uno scritto a chi ne potrebbe restare turbato.
Per fortuna nessuno ancora era in grado di leggere i pensieri, altrimenti chi avrebbe letto i suoi lo avrebbe scambiato per un sobillatore.
Ma perché poi rimuginava su certe cose, proprio lui il... Reggente.
Aveva tante altre cose in mente; conosceva bene quel libro. Si narrava di un pianeta azzurro, in una galassia lontana e dell'ibrida forma di vita che lo abitava, facilmente condizionabile, in possesso di limitate conoscenze tecnologiche.
Avvicinò il polso sinistro al viso, si toccò il naso e pronunziò alcune parole sottovoce: "Ritrovata la fonte. La descrizione era esatta. Peccato per il violento temporale; un fulmine ha distrutto un vecchio cascinale. Ho ripreso la strada per Trinias, sto rientrando."
L'arcobaleno splendeva ancora alto colorando il cielo con i colori della vita mentre la figura di Akis svaniva nell'aria come un'immagine in dissolvenza.

Tutti i racconti dei lettori

vai alla visualizzazione normale     invia questa notizia ad un amico

imposta Edicolaweb come Home     aggiungi Edicolaweb a Preferiti  

 
UFO NOTIZIARIO - Il nuovo numero in edicola ed in abbonamento
HERA - Il nuovo numero in edicola ed in abbonamento
AREA DI CONFINE - Il nuovo numero in edicola ed in abbonamento
Editori amici di Edicolaweb
Eremon Edizioni - www.eremonedizioni.it
Nostre realizzazioni



  BibbiaWeb

  Interkosmos

  OdontoStudio

  Officina
    Multimediale


Summa Prophetica - Renucio Boscolo

videosoftservice.it
videosoftshop.it
videosoft.it - L'informatica per chi lavora

Edicola Home | Chi siamo | Contatti | Site map | Cerca | Registrazioni | Links | Appuntamenti
info@edicolaweb.net  
Per i contenuti tutti i diritti sono riservati alle società proprietarie delle riviste pubblicate
EdicolaWeb
hosting hardware Editore Hera, I Misteri di Hera, Area di Confine Eremon Edizioni