
I RACCONTI DEI LETTORI...

TRA LA FOLLA
di Orus per Edicolaweb

Ehi, tu, che ti avventuri ogni giorno in mezzo ai tuoi simili nelle strade delle metropoli, ti sei mai reso conto a quali pericoli ti esponi?

Dico a te, che cammini fra loro e non ti rendi conto a quali potenziali pericoli vai incontro. Adesso sei lì, affogato nella folla...
File d’individui bloccano il tuo cammino; stai zigzagando fra la folla, ogni tanto devi fermarti in attesa che si apra un varco e ti permetta di procedere oltre. Devi adeguarti al passo degli altri, se tenti di evitarli ci sbatti contro. Sono tanti...
Ti seguono, ti stanno di fianco, ti vengono incontro, li sfiori, li tocchi, incroci i loro sguardi, percepisci i loro odori a volte fastidiosi.
È come un fiume, una marea dalla quale a volte, distrattamente, ti lasci trascinare. Confuso dal rumore prodotto dal loro passaggio.
Fai attenzione... fra loro si annida il crimine, si nasconde il male...
Fra loro si aggira furtivo il ladruncolo; subdolo, scaltro, che studia il momento più consono per mettere in atto il suo piccolo crimine. Le sue vittime? I distratti, gli anziani, gli ingenui, che lasciano alla mercé delle sue abili mani tasche e borsette.
Non ti accorgi della sua presenza; è uno che agisce nell’ombra, a differenza degli imbroglioni che amano raggirare le loro vittime, uomini d’affari e creduloni, a viso scoperto, mettendosi in mostra.
Non lo vedi, ma è lì; un attimo prima avevi tutto e adesso, improvvisamente, senti che ti manca qualcosa; sei scioccato, infuriato; ti hanno violato in mezzo alla folla.
Ti guardi intorno, cerchi fra la folla, incroci gli sguardi cercando quello colpevole, ma è troppo tardi. Può darsi sia ancora vicino a te, può darsi sia già lontano.
Ti sei fermato e somigli ad una boa in mezzo alla corrente; la folla ti gira intorno creando uno curioso movimento circolatorio; sei diventato un'isola lambita dalle acque.
Solo, in balia di quella fiumana. Nessuno ti considera. Più tardi farai la tua denuncia al vicino commissariato di polizia.
Ma era solo un ladruncolo, il male minore che puoi trovare là fuori...

Dietro uno di quei volti che dimentichi dopo due passi, può celarsi quello di uno stupratore, di un assassino o di un serial killer.
Insieme a te l’individuo descritto da quella giovane donna aggredita mentre rincasava; una notizia che hai letto sui giornali quella mattina. Era stata sorpresa mentre girava la chiave nella serratura della porta, spinta con forza all’interno, la fredda lama sulla gola, costretta in preda al terrore a subire in silenzio le violenze dello sconosciuto assalitore. O degli assalitori... alcune volte è un gruppo che, in preda ai fumi dell’alcool e per fare una bravata, aggredisce la prima donna che passa per strada.
Fra quei volti si nasconde anche quello di un assassino; forse lo stesso stupratore che ha fallito il suo assalto.
È lui, finito nel panico e si trova costretto a far tacere la sua vittima; per evitare di essere riconosciuto, nel tentativo di chiudere la bocca alla povera malcapitata, la soffoca, la uccide.
Forse è un coniuge tradito o a caccia di una eredità? Un amante che nell’omicidio trova un modo sbrigativo per divorziare e correre fra le braccia dell’altro?
Forse è un rapinatore che scappa dal luogo della rapina mescolandosi nella folla. Ha ancora l’arma nel pugno e se lo urti ucciderà di nuovo perché si sentirà in pericolo.
Un giovane corre sull’altro lato e attira la tua attenzione; chissà, può aver ucciso la nonna per pochi spiccioli, magari per procurarsi una dose.
Forse vicino a te anche un serial killer che segue la sua vittima; se lo incroci può trovare, guardandoti, una vittima migliore. Non ci avevi pensato? Ti vengono i brividi?

Che assurdità! Questo non può capitare, il serial killer sei tu.
Hai seguito la tua vittima per giorni, per ore, hai studiato le sue abitudini, come si svolge la sua giornata, sai come e dove colpire e hai deciso che oggi è arrivato quel giorno...
La stai tallonando da tempo; lei non sospetta minimamente cosa le riserva il resto della giornata.
È una giovane donna, attraente, single, una che un uomo frequenta volentieri ma che non sceglie per compagna; adatta per il tuo schema; sarà una vittima ideale. Come del resto tutte le altre che hanno avuto la sfortuna di incontrarti.
Ma, che succede, da dove sono spuntati questi. Turisti!
Somigliano ad un branco di pecore, tutte dietro a quella bandierina che spunta laggiù, in cima. Scompongono l’andare della folla, vi si intrufolano nel mezzo, scombinano quel procedere irregolare che poi è divenuto un moto regolare nella sua difformità.
Che giri di parole stai mettendo in fila. Devi uscire da questo branco di spersi che si affannano a rimanere dietro quella maledetta bandiera. Hanno interrotto il contatto con la tua preda. Dove è finita? Non la vedi più. È tutto il pomeriggio che la segui e proprio adesso dovevano spuntare questi, che diamine! Non puoi rimandare quello che hai programmato; oggi era la tua giornata libera. Non puoi attendere un’altra settimana. Adesso sei davvero in affanno; ti fai largo fra la folla con qualche spintone. Ah, eccola. Per fortuna!
Ha svoltato nella strada laterale, sta rincasando, è vicino alla sua abitazione. Le sei dietro, affretti il passo mentre la donna giunge davanti al portone di casa. La strada è deserta. Presto il sole tramonterà, ma l’aria è ancora abbastanza chiara.
La tua preda sente il tuo fiato sul collo e si gira di scatto, chiaramente impaurita.

- Accidenti, mi ha fatto paura. Sa con tutti questi casi di aggressioni...
- Mi spiace. Non volevo intimorirla... - rispondi con voce calma, rassicurante.
- Sta cercando qualcuno? - ti chiede.
- No, abito anch’io nel palazzo.
- Davvero? Non ci siamo mai incontrate prima.
- Lei a che piano va? - le chiedi, come se tu non lo sapessi.
- Al quinto. E lei?
- Al nono.
- Al nono? - ripete, e aggiunge - Strano davvero non esserci mai incontrate prima; al nono abita anche un mio amico, Jerry; lo conosce?
- Sono sua madre.
- Sua madre? Ma guarda che combinazione. Non mi aveva mai detto che viveva con lei.
- No, non vivo con lui sono venuta a trovarlo. Sono arrivata ieri.
- Ah... Ecco.
Parlando sei già entrata in ascensore con lei.
- Ci possiamo dare anche del tu. - gli prospetti con voce accattivante.
- Ok. Io sono Cindy e tu?
- Beth.
- Jerry è davvero una persona gentile e disponibile...
- Sempre stato... - rispondi.

Il numero cinque s’illumina, l’ascensore è arrivato al quinto piano.
- Ecco, io sono arrivata. - dice Cindy.
- Ciao. Quando vuoi puoi salire per un caffè - le rispondi.
- Grazie, volentieri; ma se vuole... scusa, se vuoi puoi entrare da me adesso. Oggi l’offro io. Oppure hai un altro impegno?
- Nessun impegno. Accetto volentieri.

Lei non lo sa, non lo può neanche immaginare, è Cindy il tuo impegno. Fra poco lo scoprirà, si renderà conto che ha fatto entrare il suo... pardon, la sua assassina...

- Entra, cara. Siediti. Un attimo e preparo il caffè - continua Cindy chiudendo la porta.
- Lì per lì mi hai fatto una paura. Di questi tempi, non mi ero accorta di essere seguita. - Continua la ragazza.
Si è diretta in camera per posare le sue cose e mettersi un abito più comodo. Sei già alle sue spalle, lei non fa in tempo a girarsi che una mano con un tampone intriso di cloroformio le ghermisce il volto.
Quando si sveglierà sarà legata al letto, imbavagliata, subirà tutto quello che le farai, non potrà fare altro. Non avrebbe mai pensato ad una donna come "serial killer"; si pentirà di essersi fidata delle apparenze, ma sarà troppo tardi. In preda al terrore ti guarderà nel profondo degli occhi ed comprenderà il tuo stato d’animo, le tue turbe psichiche, capirà che la ucciderai quando ti sentirai appagata.
Il tempo passa in fretta; fra poco l’alba illuminerà un nuovo giorno, hai trascorso l’intera nottata accanto alla tua preda; hai manifestato su di lei le tue sadiche perversioni. Cindy non respira più, il suo corpo è divenuto freddo. Le hai tolto i legacci ai polsi e alle caviglie, la testa reclinata da un lato, le braccia lungo il corpo. È il momento di "levare le tende".
Una bella doccia purificatrice. Ti rivesti. Pulisci accuratamente l’appartamento per togliere le tracce del tuo passaggio. Dalla tasca del giaccone estrai una provetta piena di liquido seminale maschile. Ti avvicini a Cindy e dai il tocco finale alla scena.
Un ultimo sguardo alla stanza e ti avvii verso l’uscita. Nel levarti i guanti di gomma, che fasciano ancora le tue mani, vi avvolgi la provetta e rimetti tutto nella tasca. Rimani un attimo in ascolto per capire se qualcuno si trova per le scale del palazzo. Nessun rumore. Esci sul pianerottolo e ti chiudi la porta alle spalle, lentamente, per non far rumore.

La polizia troverà un nuovo cadavere e un nuovo assassino nel DNA di quel liquido che hai cosparso sul corpo inerme della ragazza.
Quando capiranno che le vere tue vittime sono coloro che ti porti a letto?
Sei di nuovo in mezzo alla folla; ti confondi fra loro, vivi come loro; hai un lavoro; conduci una vita normale... o quasi; come una qualunque persona rispettabile e apprezzata. Ti nascondi dietro quella maschera, ma fra quegli occhi che incrociano il tuo sguardo in strada stai cercando una nuova vittima.

E tu sai chi è, la conosci; non può essere altrimenti, tu sei Beth, o meglio, Bethel, il demone che da millenni punisce gli adulteri lussuriosi, i traditori del talamo nuziale.
Fra quella folla, qualcuno, fra poco, cadrà nella tua rete.


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