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I RACCONTI DEI LETTORI...

 
IN ATTESA DI UN PASSAGGIO

di Franco Chendi
per Edicolaweb

 

Nel 1984, io e la mia compagna di allora, abitavamo ad Argenta, una ridente cittadina che si trova a sud della provincia di Ferrara.

Un sabato sera del mese di dicembre, intorno alle 20,30 siamo partiti per andare a trovare una sua cugina che abita a La Fiorentina, una frazione del comune di Medicina, a pochissima distanza dal centro SETI.
Stavamo percorrendo i sei chilometri che dividono Argenta dal paese vicino, Campotto. Non c'erano abitazioni su quella strada e tuttora c'è solo un agriturismo e un museo vallivo, poi solo campagna che durante gli inverni particolarmente piovosi viene allagata per scaricare la piena del fiume Reno che scorre lì vicino, formando un enorme specchio d'acqua che si estendeva per chilometri. Sulla sinistra ad un certo punto inizia un arginello, alto circa un paio di metri, che racchiude un'oasi di protezione del WWF; un enorme stagno di diverse centinaia di ettari chiamato Cassa dell'Oasi di Campotto. Abbiamo così notato che aldilà dell'arginello si vedevano delle luci lampeggianti...
La mia compagna me le fece notare, ma non detti troppo peso alla cosa perché è una zona dove i bracconieri della pesca notturna erano abbastanza frequenti e pensai immediatamente che le guardie avevano sorpreso qualcuno di loro sull'acqua...
Mi sbagliavo, perché mentre mi avvicinavo sempre di più notavo che le luci non erano solo blu come quelle della polizia, ma erano anche arancioni, bianche, verdi e altri colori molto vivaci e splendenti. Quando arrivammo proprio di fronte all'argine dove aldilà si vedevano le luci, in quel momento io dissi una battuta:
Ma cosa c'è una discoteca sull'acqua...?
Mentre la dicevo, quella battuta mi si strozzava in gola... e a tutt'e due si gelò il sangue...
Da sopra l'arginello sbucò la fonte delle luci, una "cosa" di forma sferica del diametro di circa un metro o un metro e mezzo al massimo, ruotava su se stessa vorticosamente ed emetteva flash di luce coloratissima che sembrava proprio uno di quei globi luminosi che si vedono nelle discoteche.
Siamo allibiti, sbalorditi e impauriti... io ero alla guida della nostra spompatissima vecchia Fiat 500, naturalmente ho continuato la corsa accelerando, ma quel vecchio catorcio non riusciva a scaturire più di 100 Km orari, e rispetto alla situazione che si era creata, quella velocità per noi era molto scarsa.
Quella "cosa" ci stava seguendo, noi andavamo in direzione di Campotto e quella cosa pure... e si teneva a circa 5 metri di distanza da noi quindi vicinissima, e causa la luce che emetteva, potevo persino distinguere che la superficie di quella sfera non era completamente liscia, si poteva notare perfettamente che c'erano alcune cose che sembravano dei disegni a forma di piramide pentagonale ed erano leggermente in rilievo rispetto al resto della... carrozzeria...
Non so dire se dentro c'era qualcuno a manovrarla, ma sicuramente era pilotata da qualcuno perché evitava cespugli e alberi alzandosi di quota quel tanto che bastava... e comunque era silenziosa, ma forse perché noi all'interno dell'auto eravamo acusticamente svantaggiati. Infatti la 500 era decisamente rumorosa e a causa della temperatura abbastanza bassa i finestrini erano chiusi, quindi i rumori dall'esterno difficilmente erano udibili.
La strada sembrava non finire mai e quella cosa sempre vicino a noi alla stessa nostra velocità...
Alla fine di quel lunghissimo rettilineo siamo arrivati così sul ponte che attraversa un canale poco prima di arrivare a Campotto, e oramai erano circa tre chilometri che quella cosa ci seguiva, ma quando stavamo ridiscendendo dall'altra parte del ponte quella cosa interruppe di colpo la sua corsa, si alzò di quota di circa una ventina di metri. Mentre noi continuavamo a svignarcela quella cosa, con nostro grande sollievo, tornò indietro, ripercorrendo a ritroso la strada appena percorsa fino a quel punto.
Arrivammo poi a casa della cugina e, visibilmente agitati per la paura, raccontammo tutto. Il marito ci ascoltò, ci lasciò finire il racconto, poi disse che qualche sera prima e poco distante dal posto prima descritto, era capitato qualcosa di strano tra Campotto e Sant'Antonio (un altro paese lì vicino).
Era successo durante il giorno, con ancora la luce del sole, poco tempo prima del tramonto, cioè nel pomeriggio intorno alle 16. Ci descrisse che lui stesso aveva visto, dentro un corso d'acqua, una sfera che emetteva una luce rossastra come il sole quando tramonta. In un primo momento sembrava appoggiata sull'acqua come a galleggiare, poi si rese conto che invece era sopra l'acqua di qualche centimetro e si muoveva zigzagando sullo specchio d'acqua.
Vicino alla casa della cugina della mia compagna, c'è l'osservatorio di Medicina del SETI, e diversi anni prima, credo nel 1975, una notte d'estate i radar si erano spenti inspiegabilmente. Il marito raccontò che, durante quella notte, in un terreno coltivato a barbabietole, a meno di un paio di chilometri di distanza dalla sua casa, atterrò qualcosa che lui però non vide, ma il giorno dopo trovò invece i segni lasciati nel terreno da quella cosa. C'erano tre cerchi che sembravano formati dagli appoggi dell'UFO. Tutto attorno sembrava che avessero sondato il terreno con qualcosa che aveva lasciato dei buchi lisci che erano entrati per diversi metri sotto terra e che, inspiegabilmente, avevano deviazioni anche ad angolo retto.
Erano poi arrivate alcune camionette piene di militari americani che avevano recintato con lamiere ondulate tutta la zona. Si erano fermati per un paio di giorni, rifiutandosi di dare spiegazioni e mandando via anche in malo modo i giornalisti; poi se ne erano andati cancellando ogni segno che quella cosa aveva lasciato sul terreno.
Quella sera io e la mia compagna ci eravamo molto spaventati, poi il racconto ascoltato non contribuì certo a rassicurarci. Arrivò l'ora del rientro a casa, e verso le 23,30 ci incamminammo con la nostra 500. Nel frattempo era calato un nebbione, come spesso accade nella pianura padana.
Durante il rientro, subito dopo il paese di Sant'Antonio, in direzione Campotto, fui costretto a rallentare molto la velocità fino al punto che fui costretto ad abbassare il finestrino dalla mia parte e mettere fuori la testa per tentare di seguire la linea di mezzeria della strada. IN quel momento successe ancora qualcosa...
Alla nostra 500 si spensero contemporaneamente il motore e le luci per un periodo che a noi sembrò brevissimo, forse pochi secondi... e io la solita battuta infausta:
"Ecco ci mancava anche il guasto all'impianto elettrico..."
In quel momento sentimmo inequivocabilmente un forte ronzio sopra l'auto, e di fronte a noi apparve di nuovo quella sfera luminosa; si bloccò sopra a noi, ci illuminò con una luce molto forte, poi in un batter di ciglio si allontanò nella nebbia. In quel momento alla nostra 500 tornarono a funzionare i fari e il motore.
A noi sembrò che l'episodio fosse durato pochissimi secondi... però quando arrivammo a casa ci accorgemmo che i nostri orologi da polso erano indietro di circa 7 minuti... Ci domandammo, senza risposta, cosa era successo durante quei 7 minuti.

Parlammo di tutto questo cose con altri, ma ci rendemmo conto che stavamo rischiando di essere derisi persino dalle persone che più stimavamo, persino una persona che diceva di credere e di interessarsi agli UFO si prese gioco di noi quando raccontammo l'accaduto. Decidemmo poi di evitare di entrare nell'argomento con chiunque, e così facemmo.
I tempi oggi sono cambiati e pare che la gente sia un po' più preparata ad ascoltare storie che sembrano film di fantascienza.
Solo dopo molto tempo tornammo a trovare quei parenti.

In passato mi era già successo di vedere qualcosa di strano. Avevo 15 anni e un pomeriggio d'estate, in compagnia di molte altre persone, guardando in lontananza verso aperta campagna, abbiamo visto qualcosa che sembrava una enorme mongolfiera color argento, ma senza il cestello sotto, e attorno alla parte più panciuta ci sembrava di vedere dei finestrini, ma sicuramente erano altro. Poi la strana mongolfiera si era alzata perpendicolarmente a forte velocità e in un paio di secondi era sparita su nel cielo.
Credetemi... ero molto giovane, ma adesso, se dovesse succedermi la stessa cosa, penso proprio che mi comporterei in maniera diversa. Sono sicuro che ora non scapperei più, anzi mi fermerei a vedere meglio.
Chissà... forse oggi chiederei loro anche un PASSAGGIO.


									

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