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PARA MARTIA...


CHI È SIGISMONDO FANTI?

di Renucio Boscolo
per Edicolaweb

 
 
Cominciano a circolare, anche in Internet, personaggi che si dichiarano "interpreti" delle profezie del Fanti, anche chi forse solo per averne il nome Sigismondo...

Come avvenne per Nostradamus, la storia si ripete!
Eppure qui avevamo riportato un'"intervista" rilasciata a "Chi" nel 2004, che spiegava bene come Renucio Boscolo avesse "scoperto" Sigismondi Fanti.
Ma chi è Sigismondo Fanti?

Di Ferrara professore in matematica, architetto, grande astrofilo del Rinascimento.
Questo nome dirà ben poco se non si ritorna all'epoca aurea del nostro Rinascimento Italiano in cui esercitavano protagonisti come Raffaello, Bramante, Michelangelo e Leonardo da Vinci.
Dietro queste figure altisonanti c'era appunto una spalla che ci ha lasciato un testo memorabile trascurato da ben cinque secoli. Un testo di astronomia ed astrologia e quanto si possa aggiungere dello scibile umano dalla matematica all'architettura, al governo dei potenti e dei papati. Il primo testo enciclopedico d'ogni sorta di questioni, interrogativi e presagi sul futuro. Qui capitani, duchi, Cavalieri e condottieri, amanti e assassini, ladri e santi e profeti, attori e navigatori, scultori e inventori, pittori ed esteti, sono con la più grottesca e pittoresca umanità evocati lungo i secoli che da allora in poi si sviscera ad opera del Fanti.
Pitagorico ispiratore dell'allievo allora in Ferrara, Nicolò Copernico. E citato nel frontespizio del Tesauro degli Scrittori dell'epoca (1535), autore già di un'opera sulle tipologie dei caratteri ornamentali tipografici in varie lingue (greca, ebraica, araba ecc.) ed anche impegnato come Ingegnere al servizio della Serenissima.
Tra i trattati curati, il più ricco il "Trionfo di Fortuna" ha tante illustrazioni astrologiche, siderali e di animali fantastici. Eclissi e topologie di metropoli oltre che comparire tutti i geni dell'antichità sino ai suoi tempi con Raffaello, Leonardo, Michelangiolo e persino Martin Lutero.
Tutto questo richiama la "Scuola di Atene" e gli legami" con Raffaello che appunto lo raffigura nella sua Scuola di Atene nelle stanze Vaticane, quella delle Signature, paragonandolo al "Zoroastro o Zaratrustra" così contrapposto a Tolomeo (padre della teoria geocentrica) messo di schiena, facente incluso nella cerchia o accademia dello stesso Raffaello, ove egli stesso si è raffigurato.
E così bene, con artificio, è legata la significazione di Sigismondo, il santo o re o imperatore che sempre appare raffigurato con la sfera del mondo o dei cieli in mano.
Appunto con questi connotati è posto il Fanti nella Grande accademia o galleria dell'antichità dei sapienti. Il cui numero cinquanta - Pentecoste è allegoria degli Ispirati, quale grande assemblea di saggi in cui al centro spicca Platone con il volto di Leonardo e così di seguito altri personaggi famosi ma con le fattezze dei protagonisti dell'epoca.
Così il Grande Zoroastro o il Fanti, da primo maestro di Astronomia sotto l'ala protettiva del cardinale e principe della chiesa, Basilio Bessarione; con il dito in basso invece di Leonardo con il dito al cielo, evidenzia i fondatori della nuova Accademia Platonica dalla metà del Quattrocento in Roma.
Bessarione, dopo aver lasciato Costantinopoli così prossima a cadere nelle mani di Maometto e con un bagaglio unico nel suo genere, portò con sé tutti i testi rari del sapere dei greci e arabi; traslati in Occidente da allora faranno rifiorire le prime Accademie e Cenacoli ad opera degli spiriti eclettici del nostro Rinascimento.

Così Sigismondo Fanti, il grande viaggiatore al servizio di Venezia, conoscitore dell'area orientale, poiché cita svariati termini arabi in ragione di quelle culture evidenziate nel suo libro di tavole e circonferenze topologiche ed astronomiche, le tante eclissi nel mondo e gli eventi che scandisce avvenire il lungo corso della storia.
Chiamato Zoroastro da Raffello a ragione del sapere in astronomia e astrologia, che diverrà quel libro venuto poi alla luce a Venezia, la capitale dell'editoria (1526): Il "Trionfo di Fortuna" - la più vasta composizione di quartine profetiche in "leggiadria lingua d'Adria".
Zoroastro era chiamato anche un compagno di Leonardo, famoso per la passione astrologica ed astronomia, ma a cui si riferisce il nome di Tommaso di Peretola, che sarebbe stato il suo primo meccanico o aviere negli esperimenti della macchina per volare.
Coincidenza sorprendente che nel medesimo testo ci sono le descrizioni del volo di tale ala triangolare e l'imbragamento come entro i compassi con ali di Lino!Tutto ben riuscito senza sfracellarsi.
Ma questa è una prova o meglio la chicca che servirà a cambiare la storia, quanto già pubblicato su "Hera" così a prova che spesso i ricercatori del passato non hanno abbastanza indagato sulla vita di Leonardo ed i suoi amici, trascurando esami di altri testi dell'epoca.
Dopo questa scoperta e i legami con Venezia e Roma ai tempi di Leonardo e di Raffaello e del Medici, Clemente VII (Sacco di Roma) a cui fu dedicato i libro, il Fanti si sposta in lungo e largo anche per poi sfuggire ai divieti della Chiesa ed alla nuova Inquisizione che mieteva vittime illustri che osavano scrivere cose astronomiche o di altra natura opposte a quelle insegnate dalla madre chiesa.
Immaginatevi un pensatore che già descrive i pianeti secondo la teoria eliocentrica, anzitempo Copernico, teoria diffusa tra i pitagorici come Leonardo ed ad altri nuovi spiriti sino a Copernico e Galileo Galilei.
Ogni aspetto dei pianeti fisici Marte, Luna, Venere, Giove, Saturno sino all'Ottava sfera (Nettuno) sono così elencati con le loro differenti atmosfere e satelliti ed anelli. Non bastasse questo, si aggiunga che la sua visione corre al Futuro e a quanto incita allora a exploit orbitali e extrasolari:

"Sia bene costruito da veicolo celeste che monti al Tauro sino alle stelle Bibenie nei cieli per il rifugio della re della Gloria (Mercabah)"!

Tutta la tecnologia immaginabile oggi è dal Fanti così anticipata, dal computer all'ibernazione e alle fonti di energia per "iper natura radio catodi immersi nell'iberno ghiaccio".
Quanto ci fa oggi ipotizzare che tale lungimiranza profetica sia oggi da investigare con ogni bisturi per scoprire del Fanti il suo pensiero e sino ove questo si sia spinto come quello di Nostradamus, che solo più tardi scrisse le Centurie.
Da prova storica che tale testo prioritario - stampato a Venezia, Roma e Lione - sia stata poi la fonte dell'ispirazione del giovane Michel de Nostredame, a cui ha persino dedicato delle quartine come "l'Ebreo dal sangue illuminato che scriverà la Milliade di strofe fe chiaro veggente"!
Ma questa è storia che appunto narriamo nella "Summa Prophetica" a cui speriamo presto di far seguire un altro libro con ampia narrazione e interpretazione e raffigurazione d'immagini delle tante quartine di natura tecnologica e storica e la corsa spaziale che ci attende da Marte in là e cosa avverrà oltre nei futuri secoli secondo il Fanti.
Sciolta al Sole ogni altra divinazione, che sempre qualcuno gioca ad annunciare "una fine del mondo".

Renucio Boscolo
29 maggio 2010


									

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