
L'OPINIONE: TRASFORMAZIONI

Noi eterni ragazzi del Clan
di Wendy D'Olive
Fin dagli albori della civiltà, gli individui si sono riuniti in gruppi, in Clan. Il senso dello stare uniti era dato dal medesimo ritmo (1) su cui si basava la loro esistenza: cacciare-raccogliere-nutrirsi-riposare. Seguendo la cadenza naturale del tempo e della temperatura i nostri avi partecipavano alla ciclicità del giorno-notte, delle stagioni, del freddo-caldo. Con l’avvento del fuoco (probabilmente un fulmine caduto dal cielo, l’incendio di un albero e di un piccolo ramo raccolto, generatore a sua volta di altro fuoco...) si instaurò nel gruppo, parallelemente alle consuete funzioni quotidiane, "lo scopo": il proteggere e custodire la fonte vitale di un nuovo fulcro esistenziale. Dalla semplice routine di caccia e raccolta per vivere, giorno dopo giorno, si iniziò a programmare l’esistenza anche in funzione di qualcosa di esterno e di uno scopo: il fuoco dono del cielo, da mantenere vivo.
Il fuoco dava calore, gioia, teneva lontano gli animali feroci, scaldava il sangue e il desiderio dell’accoppiamento, quella ricerca di unione di sessi differenti, di cariche e polarità diverse (+/-), forza creatrice e generatrice di altra vita. Quindi il fuoco e lo scopo stabililirono la funzione generatrice e creatrice di vita.
Il Clan sentì a questo punto che oltre a custodire il "segreto di vita" andava reso un tributo, un rendere grazie al cielo per l’opportunità concessa. Paura e gratitudine produssero da una parte riti propiziatori con fiori, frutta, canti e danze, dall’altra spinsero all’offerta di sacrifici animali e umani per placare la furia degli elementi.
La natura dimostrava agli occhi di molti, nella sua potenza scatenante, l’ira degli Dei per il furto compiuto.
La stessa storia del bicchiere riempito a metà e del punto di vista soggettivo di chi considera la parte vuota invece di quella piena. Si stabiliva, ancora una volta, il circolo vizioso del senso di colpa e del peccato per aver osato possedere uno strumento di conoscenza non meritato.

Moviola in avanti. Siamo qui riuniti in un gruppo, custodi di un segreto alla portata di tutti e come allora offriamo un tributo differente per ognuno. Alcuni di noi vengono derisi per gli argomenti trattati o per gli oggetti di studio non consoni ai media ufficiali, altri vengono tacciati di essere naïf, utopisti-ottimisti inguaribili alla ricerca di un mondo da fiaba, dei veri idealisti senza senso pratico e via di seguito. Uno scotto da pagare per l’appartenenza al Clan. Ma, non c’è più paura, non ci rivolgiamo agli Dei per ingraziarceli anzi, sappiamo che è con la paura che ci hanno dominato da secoli. Ora sorreggiamo uno stabile tempio, quello "dell’Altra Informazione", un tetto che protegge la funzione del nostro pubblico rito e che noi sappiamo intimamente essere la nostra propria-iniziazione. Un’iniziazione collettiva, questo il segreto-non segreto, che unisce i membri dello stesso Clan e sul quale stiamo tutti lavorando.

Nota:
1. Ritmo: inteso come cadenza ripetuta degli accadimenti e per questo generatore di un suono ciclico.
Suono=musica.
Musica=armonia.
Armonia=il "rumore" dell’Universo e il senso alla base della cosidetta geometria sacra.
È difatti il suono all’origine della creazione, che si tratti del Big Bang o della musica delle sfere o del "Verbo" pronunciato dal Creatore.

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