
L'OPINIONE: TRASFORMAZIONI

Gruppo Star Gate:
unificare i sentieri di ricerca
di Wendy D'Olive
Roma, Villa Mercede 24 Giugno 2000. Non so se il termine Convention renda del tutto l’idea di quello che è avvenuto quel sabato. È stata piuttosto una grande riunione di amici. L’atmosfera informale ha innescato una serie di confidenze e confronti, soprattutto nella mattina sotto gli alberi del parco, degni del "muretto" sotto casa, dove da ragazzini si scambiavano liberamente le opinioni con i compagni (versione giovanile del Parlamento, ma con regole di uguaglianza e dialogo maggiori). La tranquillità di poter esporre esperienze e modi di vedere senza sentirsi "sotto giudizio", ma anzi sicuri di essere capiti e bene accetti dal gruppo, ha formato fin dalle prime ore un’onda di consapevolezza di essere lì per "qualcosa", qualcosa di importante. Dopo il break, tra un saluto ed un altro, piccolo rinfresco e "volatilizzazione" delle copie omaggio dei tre numeri usciti di Stargate, è iniziata la parte interna della faccenda. Protetti dall’esterno, nel ventre accogliente della sala della biblioteca, gli animi smossi dalla facilità del conversare e dalla sensazione di ritrovarsi a casa hanno incrociato con noi - umili "condensatori" della realtà dell’Altra Informazione - gli sguardi e allacciato sorrisi. Sono stati consegnati, ad ognuno dei presenti, gli attestati e le tessere di appartenenza al Gruppo Star Gate, da tempo attesi e numerosi sono stati i discorsi di presentazione degli iscritti trasformatisi in relatori. Lentamente, i timidi approcci mattutini sono stati sostituiti da certezze interiori: non eravamo lì per caso e quello che da quel momento si sta formando è solo l’avanguardia di un esteso movimento popolare da sempre radicato nelle coscienze e ora giunto all’inevitabile espansione. Ci stiamo riconoscendo, veniamo da lontano, da diversi pianeti o dimensioni, fuori dalla Terra o dentro di essa, germogli di anime o vecchi combattenti, forse differenti modi di essere, che ora trovano non solo un’unica matrice ma una medesima direzione.
Prendere posizione, come persone, nel proprio ambito ristretto genera come diretta conseguenza un cambiamento inevitabile nella società - non mi stanco di ripeterlo ogni volta che ne ho l’occasione - ed è il primo grande passo da compiere, e Voi l’avete fatto, scegliendo di essere lì, quel sabato. Unione nella diversità: Scienza e Coscienza, teoria e pratica, la necessità di coniare nuovi termini e diverse espressioni per definire, quando delle parole non si può fare a meno, un nuovo modo per comunicare. Siamo gente diversa da quello che eravamo prima e le terminologie consunte, ormai parte del passato, devono essere sostituite. Termini sfaccettati e poliedrici che diano un significato aperto alla nuova dimensionalità dell’esistenza e alle potenzialità in crescita. Un significato globale e multidisciplinare che ribalti il contenuto stesso di disciplina o ricerca, non più dati acquisiti, ma concetti bi-tri-nari che si muovano nello spazio fuori e dentro l’essere umano.
Ad esempio, i termini ufologia, ufologo. Sono limitativi per chi si interessa al problema, e se di "problema" si tratta. Non si guarda più agli oggetti volanti per capire se ci sono o meno, se sono macchine terrestri o aliene, ma eventualmente è chi li guida e le loro intenzioni/interazioni che potrebbero essere tema di studio. Oppure, Scienza o Coscienza. Come se chi, nel pieno delle facoltà mentali e di conoscenza potesse fare a meno di uno dei due aspetti. Dobbiamo svincolarci dal binario della dualità e unificare i vari sentieri di ricerca annientando l’ignoranza (dal termine ignorare) impostaci da secoli di schiavitù culturale, non cadendo nel tranello di chi ci impone un interesse letterario al di sopra di quello del cuore.
Mi piacerebbe sapere che ne pensate. Vi sono vicino.

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